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Tra ecologia e teologia

Autore: liberospirito 18 Set 2012, Comments (0)

Il rapporto strettissimo tra religione (con relative prospettive teologiche) ed emergenza ecologica è stato messo in luce in  maniera cristallina da un recente documento dell’Ecumenical Association of Third World Theologians (EATWOT), un’associazione di teologi e teologhe del terzo mondo impegnata nel campo della liberazione dei popoli, la giustizia sociale e il pluralismo religioso (www.eatwot.org), che ha fra i suoi esponenti Josè Maria Vigil, conosciuto in Italia per alcuni importanti saggi. Fra i campi di interesse dell’EATWOT – oltre alla teologia delle donne e la teologia indigena – c’è proprio l’ecoteologia. Pubblichiamo di seguito la parte iniziale e quella conclusiva di un documento su questo tema. La versione completa del testo – di cui consigliamo vivamente la lettura – si può trovare e scaricare dalle pagine del nostro sito www.liberospirito.org.

Visione ecologica e salvezza planetaria

L’attuale sistema economico e produttivo mondiale e lo stile di vita proprio della civiltà capitalista costituiscono le cause principali della “sesta grande estinzione di vita” in questo pianeta. Se non cambiamo radicalmente, andremo incontro a una catastrofe ecologica planetaria e forse alla nostra stessa estinzione come specie vivente. A partire da questa visione che qui diamo per scontata – e i cui dati si incontrano ovunque – passiamo a
giudicare teologicamente questa situazione.

La nostra tesi è che a questo destino di distruzione verso cui pare ci stiamo incamminando non potranno porre rimedio da soli né il capitale né la politica né le religioni istituzionali: potranno farlo solo se accompagnati da un cambiamento di mentalità religiosa, compito che è proprio della teologia.

Oggi la religione continua ad essere la più profonda fonte di ispirazione per la popolazione mondiale. Neppure quanti si dichiarano estranei alle religioni istituzionali sono liberi da una visione religiosa di base che condiziona in maniera essenziale il loro modo di vedere il mondo e di vedere se stessi. Quello che sosteniamo è che solo un cambiamento di questo modo “profondo” (religioso) di vedere, solo un cambiamento di questa “visione”, può
permettere la sopravvivenza dell’umanità, perché smetteremo di distruggere la natura solo quando scopriremo la sua dimensione divina e il nostro carattere naturale.

[…]

La sopravvivenza nostra e delle molte specie di questo pianeta è a rischio, e il pericolo diventa sempre più vicino. In sostanza, è stata una determinata visione religiosa a condurci fin qui ed è stata la stessa visione religiosa a rendere possibile il capitalismo, oggi egemonico nel sistema economico globalizzato.

È indispensabile un’altra visione religiosa che ci distolga dal nostro attuale cammino verso il disastro. Sono le religioni, e più concretamente la teologia, ad avere la maggiore responsabilità riguardo al passato, e al tempo stesso la capacità di affrontare l’urgente compito di cambiare visione.

Smetteremo di distruggere la natura e di autodistruggerci solo quando ci doteremo di una nuova visione che ci renda coscienti della dimensione divina della natura e del nostro carattere pienamente e inevitabilmente naturale. E tutto questo è un compito urgente di educazione teologican planetaria.

Per leggere il documento integrale vai qui: http://www.liberospirito.org/Testi/Ecoteologia/VISIONE%20ECOLOGICA%20E%20SOPRAVVIVENZA%20PLANETARIA.pdf

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