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Terra ferita

Autore: liberospirito 11 Mar 2013, Comments (0)

geotermia

Il monte Amiata, fra le altre cose, viene ricordato come la terra di David Lazzaretti, il profeta o il Cristo dell’Amiata (per riprendere il titolo di un brutto libro di Arrigo Petacco), uno degli ultimi eretici dell’Ottocento. Luogo dunque di insorgenze religiose e sociali, di utopie alla ricerca di un’incarnazione – o di una resurrezione della carne.

Ma sul Monte Amiata, antico vulcano nel sud della Toscana, vi sono anche siti in cui, fino da epoche remote, fuoriescono dal terreno esalazioni di gas. Un tempo, simili punti potevano essere considerati sacri, luoghi in cui il numinoso aveva la possibilità di svelarsi, manifestazione della temibile potenza di divinità ctonie. Tutto ciò oggi non è più. Gli déi si sono ritirati o, per dirla in altro modo, l’uomo non sente più la necessità di simili rappresentazioni. Questo processo di emancipazione non sempre è stato volto al servizio delle comunità umane e non umane, bensì è stato ben presto sottomesso al principio di sfruttamento dell’uomo sulla terra, la quale è divenuta sostanza inerte, mera composizione chimica di elementi.

Ma lo sfruttamento dell’uomo sulla terra va di pari passo con lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. I danni arrecati alla terra sono danni arrecati anche agli esseri umani. Questo è proprio quanto sta accadendo oggi sul monte Amiata, come in tantissimi altri luoghi. Lo sfruttamento geotermico di quei luoghi rischia oggi di compromettere  la salute della popolazione che lì risiede, oltre a danneggiare in maniera irreversibile preziose risorse ambientali della montagna.

Per questo è nato, con il sostegno del WWF, il Progetto Salviamo il monte Amiata di cui forniamo il link per tutti gli approfondimenti del caso: https://wwf.it/client/render.aspx?root=8445&content=0

Sia chiaro: quello del monte Amiata è un esempio fra i tanti. Noi lo menzioniamo qui solo perché alcuni collaboratori al ‘progetto liberospirito’ risiedono laggiù. Facciamo quindi circolare l’informazione, ben consapevoli dunque che ci troviamo dinanzi nient’altro che a una delle numerose offese e ferite arrecate alla terra.

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