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Tag: zen

Robert M. Pirsig, in memoriam

Autore: liberospirito 26 Apr 2017, Comments (0)

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È morto all’età di 88 anni lo scrittore e filosofo statunitense Robert M. Pirsig, autore del romanzosaggio Lo zen e l’arte della  manutenzione della motocicletta (laddove, avvertiva l’autore, tanto lo zen che la motocicletta – con tutta la sua manutenzione – andavano in qualche modo relativizzate). Ci piace qui – ricordando quel libro denso, avvincente, che seppe a suo modo fare storia – riportarne alcuni passaggi significativi, a testimonianza dello spessore esistenziale che trapelava dalle pagine delle sue opere.

Dove, ad esempio, l’ordinario quotidiano e lo straordinario possono incontrarsi: “Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore”. (p. 28)

C’è, poi, soprattutto la riflessione su quello che lo stesso Pirsig ha chiamato “metafisica della qualità”: “La qualità… sappiamo cos’è eppure non lo sappiamo. Questo è contraddittorio. Alcune cose sono meglio di altre cioè hanno più qualità. Ma quando provi a dire in che cosa consiste la qualità astraendo dalle cose che la posseggono, paff, le parole ti sfuggono di mano. Ma se nessuno sa cos’è, ai fini pratici non esiste per niente. Invece esiste eccome. Su cos’altro sono basati i voti, se no? Perché mai la gente pagherebbe una fortuna per certe cose, e ne getterebbe altre nella spazzatura? Ovviamente alcune sono meglio di altre… ma in cosa consiste il «meglio»?”(p. 183).

E ancora: “Qualsiasi lavoro tu faccia, se trasformi in arte ciò che stai facendo, con ogni probabilità scoprirai di essere divenuto per gli altri una persona interessante e non un oggetto. Questo perché le tue decisioni, fatte tenendo conto della Qualità, cambiano anche te. Meglio: non solo cambiano anche te e il lavoro, ma cambiano anche gli altri, perché la Qualità è come un’onda. Quel lavoro di Qualità che pensavi nessuno avrebbe notato viene notato eccome, e chi lo vede si sente un pochino meglio: probabilmente trasferirà negli altri questa sua sensazione e in questo modo la Qualità continuerà a diffondersi”. (p. 341)

Oppure, per finire questa fin troppo breve rassegna, le riflessioni sul sapere, la conoscenza e la ricerca della verità: “La vera Università non ha un’ubicazione specifica. Non ha possedimenti, non paga stipendi e non riceve contributi materiali. La vera Università è una condizione mentale. È quella grande eredità del pensiero tradizionale che ci è tramandata attraverso i secoli e che non esiste in nessun luogo specifico; viene rinnovata attraverso i secoli da un corpo di adepti tradizionalmente insigniti del titolo di professori, ma nemmeno questo titolo fa parte della vera Università. Essa è il corpo della ragione stessa che si perpetua. Oltre a questa condizione mentale, la “ragione”, c’è un’entita legale che disgraziatamente porta lo stesso nome ma è tutt’altra cosa. Si tratta di una società che non ha scopi di lucro, di un ente statale con un indirizzo specifico che ha dei possedimenti, paga stipendi, riceve contributi materiali e di conseguenza può subire pressioni dall’esterno. Ma questa Università, l’ente legale, non può insegnare, non produce sapere e non vaglia idee. È solo un edificio, la sede della chiesa, il luogo in cui sono state create le condizioni favorevoli a che la chiesa potesse esistere”. (p. 149-150).

Dentro il grande prodursi del presente

Autore: liberospirito 27 Mag 2016, Comments (0)

Abbiamo da poco appreso la notizia della morte di Koho Watanabe, monaco zen giapponese che diede un contributo fondamentale per la diffusione del buddhismo zen in Italia, seguendo un approccio coerente con la grande tradizione zen e al tempo stesso originale e innovativo. Con le sue parole: “Non confinati da una morale codificata, vivere il grande prodursi del presente senza affidarsi a regole prestabilite: questa possiamo chiamarla audacia di vivere”. Riportiamo di seguito (le ricaviamo dal sito www.lastelladelmattino.org) le parole e il ricordo di due monaci zen che ebbero Watanabe come maestro.

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Il 23 giugno saranno deposte nel cimitero di Antaiji le ceneri di Koho Watanabe roshi, deceduto sabato 7 maggio, all’età di 74 anni.
Non abbiamo dato notizia della sua morte quando avremmo voluto, ovvero subito, perché per sua volontà così doveva essere.
Un uomo grande e difficile, che ha dedicato la vita, senza riserve, a offrire lo zazen al mondo. Nella tradizione di altri uomini grandi e difficili che sono riusciti nel condurre la loro vita prescindendo dalla loro forza e dalla loro debolezza, con la sua vicenda esistenziale ha saputo indicare con purezza il significato concreto del Grande Voto.

Voi che leggete e noi che scriviamo dobbiamo a lui questo incontro, le sue premesse, le sue conseguenze.

Sua fu l’intuizione di abbandonare il vecchio Antaiji che, quasi assorbito dalla periferia di Kyoto, avrebbe potuto continuare a costituire un facile centro di attrazione per tanti cercatori Occidentali di passaggio in quella città. Scegliere una località tra i monti, abbandonata dai precedenti abitanti per l’isolamento e l’estrema asperità del clima, fu un azzardo sostenuto dalla fede e dalle energie giovanili di un gruppo di monaci formatisi assieme a lui grazie alla guida del suo predecessore, Uchiyama roshi. La difficoltà rappresentata dal luogo, assieme all’obbligatoria promessa di non lasciare il monastero prima di dieci anni, fecero sì che l’Antaiji inventato, voluto da Watanabe divenisse per poco più di un decennio, dal 1976 al 1987, la casa di una trentina di persone la forza della cui motivazione era in grado di superare gli ostacoli più ardui.

Mauricio Yushin Marassi e Giuseppe Jiso Forzani

 

Equinozio di primavera

Autore: liberospirito 21 Mar 2016, Comments (0)

Ieri, 20 marzo 2016, ha avuto luogo uno dei più precoci equinozi primaverili – in termini di orario – dal 1896; ciò è dovuto al fatto che il 2016 è mese bisestile. Esattamente alle 5:30 di ieri (ora italiana) il Sole ha attraversato uno dei due punti, nella sfera celeste, in cui l’eclittica e l’equatore celeste si intersecano: il cosiddetto “punto vernale” o, per l’appunto, equinozio di primavera. Il Sole è apparso così perfettamente allo zenit per un osservatore posto all’equatore, e la durata del dì in quel luogo è stato pari a quella della notte. Per diverse culture tale avvenimento è un giorno di festa, occasione per celebrare il rinnovamento esteriore, della natura, e interiore, dell’uomo. Lo ricordiamo con alcuni versi di Daigu Ryōkan, monaco zen giapponese, oltre che poeta e calligrafo.

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Ciuffi di violette

sbocciate nel prato;

ascolto l’allodola

senza mai stancarmi,

in questa primavera.

Daigu Ryōkan

La via della trasformazione. Una rassegna

Autore: liberospirito 26 Apr 2014, Comments (0)

meditazione

A partire da sabato 3 maggio, a Piacenza, presso la Biblioteca Passerini-Landi, prenderà inizio la rassegna  «La via della trasformazione».  La rassegna si propone di offrire, attraverso quattro incontri, alcune testimonianze sulla diffusione delle pratiche meditative e contemplative in Occidente.
Gli incontri si terranno presso il Salone monumentale della Biblioteca Passerini-Landi, via Carducci 14 (1° piano), a partire dalle ore 17. Questo il programma:

SABATO 3 MAGGIO: Coltivare semi di felicità. Video-intervista al monaco buddhista francese Matthieu Ricard. Con il commento di Federico Battistutta.

SABATO 10 MAGGIO: Passi leggeri su sentieri sassosi. Strumenti utili per la qualità della vita nelle condizioni di dolore. Conferenza di Diana Petech.

SABATO 17 MAGGIO: Passi di pace. Testimonianze video di Thich Nhat Hanh. Con il commento di Riccardo Grosso e del sangha di Piacenza

SABATO 24 MAGGIO: Swami-ji: un viaggio interiore. Documentario sulla vita indiana del monaco benedettino francese Henri Le Saux. Con il commento di Federico Battistutta.

Per uletriori informazioni:

tel. 0523-492408. E-mail: [email protected]
http://passerinilandi.biblioteche.piacenza.it
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