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Tag: Valerio Pignatta

E’ possibile cambiare?

Autore: liberospirito 20 Ago 2016, Comments (0)

Dopo il report di Valerio Pignatta, pubblicato circa una settimana fa, ecco il contributo di Silvia Papi sempre in merito all’incontro tenutosi a luglio a Reggello. 

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Oggi è il 15 agosto. Ricordo che già da bambina avvertivo in questo giorno di festa il culmine di qualcosa che stava per finire. Non avevo più davanti ad attendermi i lunghi giorni dell’estate, quel tempo dilatato dal caldo, dall’aperto e dall’assenza di impegni nel quale mi perdevo. La metà di agosto segnava l’entrata nel tempo dell’attesa, dell’avvicinarsi sempre più a ricominciare il ritmo dettato dalla scuola, dal clima autunnale, dagli spazi chiusi.

Ancora oggi il ferragosto per me è un giorno di passaggio e, mentre annuso l’aria che cambia, incomincio a ripensare agli accadimenti dell’estate, con una sorta di desiderio che mi porta a fare il punto della situazione per prepararmi all’autunno. In questa ricapitolazione premono, per esser riguardati, i giorni trascorsi in toscana quando era solo l’inizio di luglio e soprattutto quella giornata d’incontro e parole profetiche ascoltate sulle colline fiorentine.

Cosa abbiamo detto e quale spazio occupa nella mia vita quotidiana la memoria di quei discorsi, che cosa vi hanno portato? Il tema generale è stato fra i più urgenti: tutto quel che accade ci sta portando inesorabilmente verso la distruzione o è possibile cambiare?

Apparentemente può sembrare difficile declinare nella quotidianità dei giorni che si susseguono lo spessore di quegli interventi, invece ho la sensazione di ricavare proprio da quelle parole – anche da quelle parole – la visione globale nella quale poter iscrivere la piccolezza delle mie scelte quotidiane. Ciò che aiuta a fare chiarezza e trovare l’energia utile a orientarsi nella confusione che ci tallona dappresso, deve avere la forza dell’universale affinché ognuno vi possa trovare la sua particolare necessità; quel che sembra detto solo per lui o per lei.

L’incontro che si è tenuto nella bella casa valdese sulle colline di Reggello ha avuto per me questo significato.

La pastora valdese e teologa Letizia Tomassone ha preso spunto dall’antico testamento – precisamente dal libro di Geremia – per vedere le implicazioni della questione religiosa dal punto di vista femminile, e del pensiero religioso femminista in particolar modo. Che ci sia stato un tempo in cui la divinità era immaginata come una Dea e non un Dio e che quel tempo antico abbia corrisposto a un periodo pacifico con un modo di relazionarsi al divino fatto di feste con offerta di cibo e profumi anziché sacrifici animali, quando non addirittura umani, è diventato da tempo, per me, un riferimento a cui attingere per pensare un modo nuovo di rapportarsi tra noi esseri umani che esca dalla visione patriarcale di cui siamo eredi e prosecutori nostro malgrado. Il periodo storico di cui si parla nel libro di Geremia (società assiro-babilonese) è più recente di quello preso in considerazione, ad esempio, da Marija Gimbutas nei suoi studi, quindi, data la relativa vicinanza temporale, è ancor più importante riflettere sulla domanda: perché si è persa quell’immagine del femminile divino? Ponendoci questa domanda e cercando risposte – così ho inteso dall’intervento di Letizia – si compie un lavoro sul linguaggio (e sull’iconografia che lo ha accompagnato, aggiungerei io) che ha modellato e modella la nostra personalità.

Com’è possibile che le parole delle donne siano state completamente dimenticate? Penso che in buona parte la cultura del nostro tempo sia fatta di omissioni e dimenticanze, non solo della parola delle donne, ma anche di tutte quelle minoranze – soprattutto se con cultura orale, ma comunque non solo – ridotte al silenzio di cui sono pieni i tempi anche recenti della nostra storia. Fino ad arrivare all’assoluta cancellazione della voce di chi non ha parola come gli animali non umani (per non dire di tutto il mondo vivente) di cui ha parlato Federico Battistutta.

L’antica visione delle donne, ci è stato fatto notare, non è stata trasmessa attraverso un canone, quindi possiamo ben vedere come sia importante dare origine a un nuovo canone del mondo che permetta di creare un altro modo di stare nel mondo. Come sia fondamentale dare corpo sociale a questa realtà non duale ma sbilenca – queer, si può anche dire, usando un termine che va diffondendosi negli ultimi anni –, dare visibilità alla comprensione del mondo che si sta formando attraverso il lavoro delle teologhe femministe e di tutti quei ricercatori e ricercatrici che scrutano la trasmissione della visione religiosa attraverso il tempo.

L’incontro che si è tenuto a Reggello è stato in fondo un minuscolo tassello che va a comporre il mosaico di coloro che oggi lavorano a questa trasformazione di civiltà, di coloro che stanno creando una rete di contati e collaborazione per non delegare più la nostra salvezza (insieme a quella del pianeta) a un’immagine di Dio salvatore e non demandare più una buona vita felice in un mondo ipotetico dopo la resurrezione che verrà. Se il tempo è oggi, di certo è urgente lavorare sulla trasformazione, assumendosi ciascuno la responsabilità che ci compete, in tutte le cose.

A cominciare da ciò che in buona parte tutti noi, per cattiva abitudine, facciam finta di non vedere: i miliardi di animali ridotti in pezzi ed esposti in vetrina nei nostri ipermercati. Come ci poniamo verso lo sterminio costantemente in atto di chi non avrebbe che noi per essere salvato? Che ci piaccia o no, non possiamo tirarci fuori ed evitare di sentirci parte in causa, fino a quando esisterà anche un solo mattatoio o un solo allevamento intensivo di esseri viventi. Ma il pensiero di Federico è andato molto più a fondo di queste mie parole, ha toccato tasti più intimi, senza mai essere accusatorio nei confronti di nessuno e, quando si parla di questione animale, non è cosa da poco riuscire a toccare l’animo della gente senza far scattare sensi di colpa e conseguenti meccanismi di difesa. Ma è possibile cambiare? Se rispondiamo in maniera affermativa è di certo perché ci sta a cuore tutto il vivente e non solo la nostra specie.

Le proposte introdotte da Herbert Anders e Samuele Grassi sono andate a integrare questo che mi è sembrato il cuore della giornata, o quello che io ho registrato come tale.

Herbert partendo dall’Apocalisse, ultimo libro del Nuovo Testamento, ha presentato il tema dell’angoscia come elemento che scatena il bisogno di attaccamento e possesso. La paura di rimanere soli, di non avere valore. Tantissime problematiche odierne nascono in fondo da qui e scatenano quell’angoscia portatrice di disagio e comportamenti inconsulti sulla quale subdolamente si insinua la pseudocultura del denaro e del possesso che va per la maggiore e semina vittime. Creando un collegamento con quanto già detto la fiducia è stata posta come una soluzione possibile; fiducia in se stessi e nella propria capacità/responsabilità, alimentata da una rete di relazioni che possa incominciare a ricucire i brandelli del tessuto sociale strappato da secoli di capitalismo e non solo. Su questo mi sono trovata d’accordo mentre quando la fiducia viene posta, anche e ancora, in un Dio che, secondo me, ha esaurito la sua immagine e il suo potere, la mia comprensione viene meno.

Samuele è arrivato alla fine a – si fa per dire – scompaginare le carte in tavola riproponendo e precisando il concetto di queer che era già stato introdotto. Mi piace questo nuovo termine proprio per la caratteristica che lo contraddistingue di non voler stare in nessuna categoria. Mi par di capire che venga usato inappropriatamente per definire il mondo gay mentre la sua peculiarità di essere storto, trasversale lo porta – e con sé coloro che si collocano al suo interno – a essere sfuggente, inafferrabile da quel neoliberismo che sarebbe senz’altro capace di farne uno dei tanti prodotti-immagine a suo uso e consumo. Non essere afferrati, non essere strumentalizzati, cercare territori marginali e ribaltare il rapporto con il futuro a favore di un tempo presente come l’unico possibile nel quale stare per provare a conoscere la propria diversità e costruire la propria autonomia.

L’anarchismo queer è l’ambito teorico all’interno del quale lavora Samuele Grassi sostenendo che oggi in ambito anarchico è molto viva la ricerca di nuove pratiche (sarebbe bello davvero) dove si sperimentino solidarietà, responsabilità e libertà per inventare nuovi rapporti tra individui e tra individui e società. Pratiche trasversali che ricercano l’autenticità d’espressione al di fuori di quel pensiero binario che la fa da padrone nei nostri modi d’essere mettendo sempre il bene contrapposto al male, l’etero all’omo, il bianco al nero, con modalità gerarchiche, conflittuali e competitive.

Con queste “storte” argomentazioni si è conclusa la giornata, lasciandomi la testa in subbuglio e confermando quella sensazione che ho da tempo che se molto e buono si sta muovendo da tante parti, la cosa più difficile e più importante sia compiere il lavoro certosino di tessere fili di collegamento che uniscano i punti in comune di ogni diversità.

Silvia Papi

Libero spirito in libera terra. Un report

Autore: liberospirito 12 Ago 2016, Comments (0)

“Libero spirito in libera terra” è il titolo redazionale apparso qualche giorno fa su Confronti.net riguardante il report, scritto da Valerio Pignatta, sul nostro incontro pubblico tenutosi a Casa Cares, presso Firenze. Per necessità redazionali il testo è breve, comunque sintetizza bene quanto emerso in quella giornata. Lo offriamo alla lettura per chi, pur essendo interessato, non ha potuto partecipare all’incontro.

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Nel mese di luglio si è tenuto a Reggello nella splendida cornice della valdese Casa Cares un convegno dal titolo “Ecoteologia per il XXI secolo. Destino di distruzione o possibilità di cambiamento?”.

Il convegno è nato dall’intenzione di portare all’attenzione di tutti, e anche di coloro che sono su un percorso spirituale, la necessità di affrontare con pratiche e riflessioni la drammatica condizione ecologica del pianeta.
Tali pratiche e riflessioni potrebbero prendere spunto dal bisogno di coerenza etica che dovrebbe scaturire direttamente dalla comprensione e applicazione del proprio sentiero religioso e/o delle Sacre Scritture di riferimento quando presenti in esso.

A tal fine, si sono avvicendati al tavolo quattro relatori che hanno sviscerato il problema da altrettante diverse visuali. La pastora valdese Letizia Tomassone ha affrontato il tema del ruolo del patriarcato nella società umana come forte causa di scollamento tra l’essere umano e la sacralità del mondo. Il ricercatore Federico Battistutta ha invece trattato il tema della teologia degli animali, argomento ancora poco dibattuto nel nostro paese, ma di cui si sente sempre più la necessità visto l’andamento della condizione animale ormai insostenibile, sia negli allevamenti industriali sia negli stessi ambienti naturali devastati da ogni tipo di distruzione. Herbert Anders, pastore battista, ha poi portato l’attenzione sulla biodiversità e la proprietà intellettuale e ha inquadrato sulla base della scrittura biblica apocalittica la situazione attuale. Infine lo scrittore e attivista Samuele Grassi ha tracciato un’analisi della crisi ambientale da un punto di vista queer, che inserisce il percorso distruttivo in atto all’interno delle diverse categorie di sfruttamento dell’ultraliberismo dominante: sfruttamento di genere, di classe, di specie, di razza ecc.

L’iniziativa è partita dal gruppo che fa riferimento al sito e blog internet liberospirito.org, attivo da anni nell’ambito di temi come l’anarchismo religioso, l’ecoteologia, il dialogo interreligioso, le eresie e la teologia femminista, temi su cui produce libri, articoli ed eventi culturali come in questo caso.

Valerio Pignatta

Liberospirito è in onda…

Autore: liberospirito 6 Lug 2016, Comments (0)

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Una breve, anzi brevissima comunicazione. Ieri su Radio Beckwith Evangelica (un canale radiofonico vicino ai valdesi) è andata in onda un’intervista a Valerio Pignatta (della comunità di ricerca Liberospirito) sul convegno/incontro sull’ecoteologia che si terrà il 9 luglio a Casa Cares, vicino a Firenze e di cui abbiamo già parlato.

Chi è interessato  la può ascoltare andando al sito della radio, qui.

Su religione e libertà

Autore: liberospirito 26 Lug 2015, Comments (0)

A seguire una sintesi del convegno “Religione e libertà”, da noi organizzato ad Arcidosso, il 4 luglio scorso. L’articolo, a firma di Valerio Pignatta, uscirà in versione cartacea sul mensile “A/Rivista anarchica”. Inoltre sulla nostra pagina facebook (che si chiama per l’appunto “Religione e libertà“) è possibile visionare alcune immagini relative al convegno.

convegno RELIGIONE E LIBERTA'

Nel mese di luglio si è tenuto ad Arcidosso sul Monte Amiata un convegno dal titolo “Religione e libertà. Ricerca, sconfinamenti e trasgressioni per una spiritualità contemporanea”.

Il convegno è nato dall’intenzione di mettere sul tavolo del confronto con il pubblico e tra i relatori stessi la possibilità o meno di coniugare alcune tematiche “ad alto rischio di incendio” socio-politico e teologico con un concetto del religioso che non sia istituzionalizzato, dogmatico né gerarchico o filopatriarcale.

I relatori intervenuti sono stati quattro e hanno affrontato il tema della religione dopo la religione (Federico Battistutta), quello della teologia femminista e queer (Elizabeth Green), l’esperienza del lazzarettismo in Amiata, ultima eresia italiana di fine Ottocento (Mauro Chiappini), e infine la figura di Simone Weil nella sua doppia accezione di mistica e libertaria (Monica Giorgi).

Per entrare maggiormente nel dettaglio si può dire che Battistutta ha prospettato la possibilità di sviluppare in futuro una religione areligiosa, così come forse si è avuta nei primordi della storia umana, prima di ogni istituzionalizzazione e semplicemente rispondente alle domande di tipo esistenziale che l’essere umano probabilmente si è sempre posto. Questa nuova spiritualità oltre che non istituzionalizzata o normata potrà prendere spunti e obiettivi dall’antispecismo, dall’ecologismo, dalla politica libertaria ecc.

La teologa femminista Green invece ha edotto il pubblico sulla storia dell’emersione del dibattito teologico di stampo femminista negli scorsi decenni che si è oggi completato e arricchito con la discussione sulla teologia queer e di genere. L’analisi ha anche indagato i nodi filosofici e resistenti delle Chiese e le motivazioni del rifiuto della libertà sessuale e della parità dei diritti sessuali (e non solo ma anche politici, professionali, sociali ecc. strettamente interrelati) degli appartenenti all’area lgbt.

Chiappini, figlio dell’ultimo sacerdote lazzarettista morto nel 2002, ha invece raccontato l’evoluzione storica dei giurisdavidici, seguaci di David Lazzaretti, barrocciaio di Arcidosso che nella seconda metà dell’Ottocento fondò proprio sui territori del Monte Amiata una società di famiglie comunitarie (comunione dei beni, abolizione interna del denaro, scuole per i propri analfabeti, comunione e lavorazione comune delle terre ecc.) che attirò le antipatie dei possidenti e le preoccupazioni di Stato e Chiesa e che fu soffocata nel sangue e nella repressione (vedi Pignatta, Valerio, “L’eretico David Lazzaretti”, in A rivista anarchica, n. 387, marzo 2014). A fianco di una lucida analisi demolitrice della odierna società capitalista Chiappini ha allo stesso tempo riesumato lo spirito della comunità amiatina di un tempo, il ruolo di “addetti alla manutenzione dell’universo” che quei contadini esprimevano ancora nei primi decenni del Novecento e la constatazione di una vita vissuta in un regime armonico di relazioni che oggi non è più possibile realizzare per i cosiddetti “tempi di fabbricazione” (diversi dai tempi della natura) che predominano nella società attuale.

Infine la scrittrice Monica Giorgi ha delineato la vicenda storica e umana della Weil – filosofa francese dei primi decenni del Novecento, partigiana nella colonna Durruti nella guerra di Spagna, ma anche mistica e operaia per scelta – con pennellate descrittive efficaci e brevi flash significativi (tratti dalle opere della stessa) che ne hanno tracciato le caratteristiche più rilevanti e maggiormente significative, sia per quanto riguarda gli aspetti socio-politici da una parte e sia per quelli spirituali dall’altra.

Il dibattito con il pubblico è stato proficuo e a tratti anche pungente (come poteva far supporre infatti il sottotitolo del convegno) perché la spiritualità affrontata da questo punto di vista e con un’apertura a trecentosessanta gradi come in questi temi spinge alla messa in discussione delle posizioni rigidamente normate all’interno di una qualsiasi religione così come all’interno di un filomarxismo dominante che tende a spiegare ogni processo da un punto di vista semplicemente economico e materialista (o peggio scientifico).

L’iniziativa è partita dal gruppo che fa riferimento al sito e blog Internet www.liberospirito.org, attivo da anni nell’ambito di temi come l’anarchismo religioso, l’ecoteologia, il dialogo interreligioso, le eresie e la teologia femminista, temi su cui produce libri, articoli ed eventi culturali come in questo caso.

Valerio Pignatta

Religione e libertà: il convegno

Autore: liberospirito 27 Giu 2015, Comments (0)

Rimandiamo ancora l’informazione – già postata il mese scorso – riguardante il convegno organizzato proprio da noi, il gruppo di uomini e donne che cura questo blog e il sito annesso.

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Ecco, per esteso, il programma:

RELIGIONE E LIBERTA’ – Ricerca, sconfinamenti, trasgressioni per una spiritualità contemporanea

Il bisogno interiore di una spiritualità rinnovata, aperta all’attualità (dalla politica, all’ecologia, fino alle questioni di genere e di specie ecc.) e, contemporaneamente, la crisi di fiducia rispetto alle istituzioni religiose, spingono sempre più uomini e donne verso pratiche che vedono la religione come ricerca di libertà e la  libertà come  ricerca di religione.

Interventi:

Federico Battistutta: La religione dopo le religioni

Elizabeth Green: Il riciclo cristiano: dalla teologia femminista al pensiero queer

Mauro Chiappini: Inattualità di David Lazzaretti nella modernità

Monica Giorgi: La clown di dio: a tu per tu con Simone Weil

Introduce e modera il dibattito (fra i relatori e con il pubblico): Valerio Pignatta

Dove: presso la Sala Consiliare, Palazzo Comunale, piazza Indipendenza, 30 – Arcidosso (GR), con il seguente orario: h 10:00/12:30 – 14:30/18:00.

Per ogni informazione:  [email protected]  oppure tel. 0564.984107

Ne parleremo anche in seguito, sicuramente. Comunque cominciamo col darne la notizia, come si suol dire, in anteprima. Ci riferiamo a un convegno che si svolgerà il 4 luglio (tra poco più di un mese, quindi) ad Arcidosso (provincia di Grosseto), nel cuore dell’Amiata, organizzato proprio da noi: Comunità di ricerca LIBEROSPIRITO. Qualcuno potrebbe aggiungere: “intervenite numerosi!”; più sommessamente ci limitiamo a dire che potrebbe essere una buona occasione, per chi segue questo blog (e sito connesso), per conoscersi, incontrarsi di persona, scambiare idee, impressioni, ecc.

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Ecco, in breve, il programma:

RELIGIONE E LIBERTA’ – Ricerca, sconfinamenti, trasgressioni per una spiritualità contemporanea

Il bisogno interiore di una spiritualità rinnovata, aperta all’attualità (dalla politica, all’ecologia, fino alle questioni di genere e di specie ecc.) e, contemporaneamente, la crisi di fiducia rispetto alle istituzioni religiose, spingono sempre più uomini e donne verso pratiche che vedono la religione come ricerca di libertà e la  libertà come  ricerca di religione.

Interventi:

Federico Battistutta: La religione dopo le religioni

Elizabeth Green: Il riciclo cristiano: dalla teologia femminista al pensiero queer

Mauro Chiappini: Inattualità di David Lazzaretti nella modernità

Monica Giorgi: La clown di dio: a tu per tu con Simone Weil

Introduce e modera il dibattito (fra i relatori e con il pubblico): Valerio Pignatta

Dove: presso la Sala Consiliare, Palazzo Comunale, piazza Indipendenza, 30 – Arcidosso (GR), con il seguente orario: h 10:00/12:30 – 14:30/18:00.

Per ricevere il programma e ogni altra informazione:  [email protected]  – tel. 0564.984107

Per una storia delle eresie libertarie

Autore: liberospirito 19 Mar 2012, Comments (0)

All’interno del “progetto liberospirito” è uscito recentemente in libreria, ad opera di Valerio Pignatta, il saggio Storia delle eresie libertarie. Dai testi sacri al Novecento, edito da Odoya.

Di che cosa tratta il libro, qual è il suo filo conduttore? La domanda di giustizia e l’insofferenza verso i centri di potere sono stati una caratteristica costante del divenire storico. In alcuni casi, queste richieste sono arrivate a rasentare o a mettere in pratica veri rivolgimenti sociali ed economici. Nei secoli dominati dall’autorità ecclesiastica, queste forme di disobbedienza e di rivolta hanno assunto la forma di eresie che hanno messo in discussione la visione teologica, le gerarchie ecclesiastiche, nonché il concetto di peccato e di vita evangelica.
Attraverso i secoli è pertanto possibile individuare un filo rosso di movimenti e personaggi che nella loro proposta hanno immaginato o tentato di costruire, talvolta con lotte sanguinose o sofferenze personali atroci, una società libertaria che per certi versi ricorda da vicino quelle che saranno le posizioni anticapitaliste e antiautoritarie del movimento anarchico di fine Ottocento e primi Novecento.
Dalle prime comunità cristiane agli spirituali francescani, dai dolciniani agli hussiti, dai fratelli del Libero Spirito agli anabattisti, dai diggers al movimento tolstoiano, è tutto un movimento sotterraneo di ribellione religiosa che emerge nel fiume della storia a illuminare le coscienze dei diseredati e dei ricercatori di verità.

Riprendiamo dal testo: “Dopo la morte di Francesco i due gruppi di discepoli che si formarono, con intenti filosofici e religiosi abbastanza contrastanti, entrarono in lotta. Gli Spirituali, che volevano seguire la regola primaria del fondatore, si opposero con convinzione ai Conventuali, che propendevano per una maggiore elasticità di interpretazione della vita ascetica e di povertà predicata dal santo. Questi ultimi optarono anche per un rapporto più morbido e compromissorio col potere, la proprietà eccetera. Gli Spirituali furono dichiarati eretici nel 1317. In parte ritrattarono in seguito alle persecuzioni della Chiesa, e in parte confluirono nel movimento che sarà poi detto “dei Fraticelli”. Anche questo gruppo – che cercò di mantenersi, comunque e nonostante le persecuzioni, fedele alla regola originaria – fu dichiarato eretico e smembrato nel 1323, sebbene alcuni adepti e gruppuscoli resistettero sino alla metà del XV secolo. I Fraticelli, che non riconoscevano gerarchie, si opposero con tendenze gioachimite al potere politico e religioso. Un tentativo di sostegno gli “eretici” Francescani lo ebbero solo dal papa Celestino V, salito al soglio pontificio nel 1294, che però abiurò alla carica in breve tempo proprio a causa della sua insofferenza nei riguardi di una gerarchia ecclesiastica corrotta e ben lontana dallo spirito evangelico.”