Crea sito

Tag: terre ancestrali

Difendiamo la terra degli uomini rossi

Autore: liberospirito 17 Dic 2013, Comments (0)

Dal sito di Survival international apprendiamo che Ambrosio Vilhalva, leader indigeno e interprete del film “Birdwatchers – La terra degli uomini rossi”, è stato trovato morto nella sua capanna, accoltellato da ignoti. Nelle scorse settimane aveva ricevuto molte minacce.

Da anni lottava per difendere il diritto del suo popolo a vivere nella terra ancestrale, nello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul. Nel 2004 aveva guidato con successo la sua comunità, nota come Guyra Roká, alla rioccupazione di un minuscolo fazzoletto della sua terra. Ancora oggi, però, grandi porzioni del territorio restano nelle mani di imprenditori che le hanno trasformate in vaste piantagioni di canna da zucchero lasciando i Guarani senza terra a sufficienza per vivere. Aveva detto: “Ecco cosa vorrei più di ogni altra cosa: terra e giustizia… Vivremo nella nostra terra ancestrale; non ci arrenderemo mai”.

I Guarani di Guyra Roká furono sfrattati dalla loro terra alcuni decenni fa, per mano degli allevatori. Per anni hanno vissuto senza niente, sul ciglio di una strada. Nel 2004 hanno rioccupato una parte della terra ancestrale, e ora vivono in un piccolo lembo di quello che prima era il loro territorio. La maggior parte della loro terra è stata spianata per far spazio a enormi piantagioni di canna da zucchero. Tra i principali proprietari terrieri coinvolti ci sono potete figure politiche locali. Oggi, ai Guarani non è rimasto quasi niente.

“Mio marito è stato ucciso perché si batteva per la demarcazione delle nostre terre ancestrali…” ha dichiarato Maria, moglie di Ambrosio. “Dicono che io sarò la prossima vittima… che sarò uccisa allo stesso modo.”

Survival International invita tutti a  mandare un messaggio urgente alla presidente del Brasile per chiedere che tutto il territorio di Guyra Roká sia ratificato e protetto come previsto dalla costituzione, e restituito immediatamente ai Guarani, prima che altri siano uccisi.  E’ possibile copiare e incollare il testo riportato qui sotto oppure scriverne uno personale, infatti un testo originale sarà ancor più efficace. Scriviamo pure in italiano!

Questo è l’indirizzo mail: [email protected]
e in copia a: [email protected]

Sua Eccellenza, sono rimasto sconcertato nell’apprendere dell’assassinio di Ambrosio Vilhalva, leader Guarani e star cinematografica. Le chiedo di completare subito la demarcazione e la ratifica della terra della sua comunità – Guyra Roká – prima che altri Guarani debbano subire lo stesso tragico destino. Cordiali saluti.

ambrosio_vilhalva

I boscimani e la globalizzazione

Autore: liberospirito 30 Lug 2013, Comments (0)

L’immagine che illustra questo post proviene da un interessante servizio fotografico dal sito di Survival International (vedi galleria fotografica), e ci offre lo spunto per una breve riflessione sui popoli nativi e sulla loro attuale condizione.

 boscimani

Proprio mentre la globalizzazione marcia a passi sempre più sostenuti, erodendo le diversità culturali, la presenza di una grande varietà di feste e rituali indigeni ci ricorda che gli uomini hanno elaborato nel corso della loro storia visioni del mondo diverse, così come priorità differenti, al punto di poter scegliere altri – efficaci – modi di vivere e di abitare la terra.

Per questi popoli la vita intera è periodicamente scandita da rituali. Si celebrano, ad esempio, riti in onore della terra che sostiene la loro vita, e degli spiriti che vegliano su di loro. Questi riti costellano i momenti più significativi: segnano il passare delle stagioni o i cicli della vita umana. Non solo: propiziano la fertilità dei raccolti e il successo delle battute di caccia; ma servono anche a purificare la terra, a far sì che il sole segua le sue rotazioni stagionali e a incoraggiare lo scioglimento delle nevi, così da poter irrigare i campi.

Perciò quando i popoli indigeni – come succede ormai sempre più – perdono le terre su cui hanno vissuto per secoli, non perdono solo dei mezzi di sostentamento, ma anche il fondamento della loro identità e i valori che ispirano la vita. Per questi motivi quando i popoli indigeni sono strappati dalle terre che hanno ispirato i loro canti, le danze, i miti e le memorie, spesso cadono in una profonda, dolorosa depressione. Perdono i punti di riferimento creativi attraverso cui conoscono sé stessi, gli altri e il mondo circostante. I rituali – che da tempi immemorabili conoscono e praticano – rappresentano una delle infinite possibilità di immaginare e interpretare la vita e il cosmo. Ma senza le terre ancestrali, il tessuto della loro identità collassa irrimediabilmente.

Il mondo degli spiriti è un aspetto integrante e onnipresente nella vita di molte società tribali. Nei loro riti cercano di entrare in contatto con questo mondo.

Ad esempio, i danzatori Boscimani durante la danza della trance girano intorno al fuoco, battendo le mani e cantando ritmicamente. I bozzoli di falena legati alle loro caviglie risuonano ad ogni passo. L’euforia indotta dalla danza può generare il num, un’energia febbricitante.

Feci un sogno, e la danza e la pratica della guarigione ebbero inizio. – spiega Xlarema Phuti, una donna boscimane, a Survival International – Quando mi mettevo a danzare, potevo percepire una persona dal suo sangue e dal suo odore; andavo da quella persona e cominciavo a curarla. Quando cado in trance, sento il sangue degli antenati e parlo con loro. Gli antenati parlano attraverso il mio sangue. Sento succedere qualcosa, qualcosa di spirituale. Quando danzo, riesco a vedere gli antenati con i miei occhi, e parlo con loro.

Tragicamente, i Boscimani dell’Africa meridionale sono il popolo più perseguitato della storia della regione, il Kalahari (tra Sudafrica, Namibia e Botswana). Hanno vissuto da cacciatori-raccoglitori per millenni, ma quando sono stati scoperti giacimenti di diamanti nella loro terra ancestrale, molti di loro sono stati sfrattati a forza e trasferiti in campi di reinsediamento fuori dalla riserva, dove oggi proliferano prostituzione, depressione, alcolismo e HIV – problemi che non avevano mai conosciuto prima.

Quando questi popoli indigeni vengono sfrattati dalle loro case e le loro terre vengono distrutte nel nome del “progresso”, la sofferenza che nasce è inevitabile. Le conseguenze dell’assimilazione forzata nella società dominante sono, molto spesso, alcolismo, malattie croniche, mortalità infantile e disoccupazione. Quando i popoli indigeni vengono strappati dalle terre che ispirano canti, danze, miti e memorie, cadono in una profonda, desolante depressione. Perdono i punti di riferimento creativi attraverso cui conoscono sé stessi, gli altri e il mondo, proprio perché i rituali rappresentano una delle infinite possibilità di immaginare e interpretare la vita. Senza le terre ancestrali, il tessuto della loro identità collassa. Quando i Boscimani danzano al ritmo della danza della trance intendono celebrare il legame con gli altri e con la Terra. Per questo la separazione dalle loro terre è una catastrofe, ma la soluzione a questi problemi è in realtà molto semplice, a volerla vedere: riconoscere i diritti territoriali per loro e per tutti i popoli nativi contro gli interessi delle imprese multinazionali.