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Tag: Terra dei fuochi

Per una legge sugli ecoreati

Autore: liberospirito 8 Mag 2015, Comments (0)

Dalla “Terra dei fuochi” giunge questo grido di denuncia. L’autore è Maurizio Patriciello, parroco al quartiere Parco Verde in Caivano (NA). Non si può che condividere il dolore, la preoccupazione e la rabbia presenti in queste parole (l’articolo proviene dal quotidiano “Avvenire”). E’ su questi temi concreti che oggi è chiamata confrontarsi quella visione della vita e della religione che chiamiamo ecoteologia o ecosofia.

terra dei fuochi

Siamo rimasti addolorati. Increduli. Basiti. Il disegno di legge sugli ecoreati in discussione alla Camera non passa e ritorna al Senato. Il rischio che tanti paventano e che tanto ci spaventa è che venga affossato. E senza una legge che punisca severamente chi inquina, c’è poco da sperare. La domanda, semplice, logica, obbligatoria è: perché?
Questi ultimi anni hanno visto uomini e donne della “Terra dei fuochi” scendere in campo come non mai per gridare al mondo lo scempio in atto in Campania. Un vero esercito di volontari si è fatto carico delle paure e degli affanni di un popolo cui è stato rubato il diritto alla serenità, al respiro, alla salute. I vescovi campani, con pacata fermezza, sono intervenuti nel pubblico dibattito portando il loro indispensabile sostegno. Un dialogo serio, fruttuoso, pacifico, civile si è instaurato tra i palazzi del potere e il popolo. I cittadini hanno fatto tutto ciò che era in loro potere fare. Hanno protestato, studiato, informato, invocato, supplicato chi aveva il dovere di intervenire. Gli interessi economici in ballo sono tanti. Interessi milionari. Una schiera di malfattori, imbonitori, colletti una volta bianchi e sempre più insozzati, politici corrotti, collusi, camorristi e complici vari hanno da tempo annusato l’affare e si sono arricchiti sulle spalle della povera gente. Come fermarli? Come fa un Paese democratico a difendere i propri cittadini dalle grinfie di questi criminali senza scrupoli? Lo sanno tutti che quando si vanno a toccare gli interessi, si corrono anche rischi per la vita.
Senza una legge che punisca severamente chi avvelena la terra, l’acqua, l’aria, beni preziosi e indispensabili per la sopravvivenza umana, tutto diventa inutile. Occorre dare ai magistrati le armi adeguate per combattere un nemico cinico ed esperto. La mia gente è sfiduciata e stanca. I giovani vanno perdendo la fiducia e la speranza. Assolutamente non deve accadere. Sono trascorsi più di 20 anni, ma queste armi ancora non sono state forgiate. Un ritardo inescusabile che si fa complice. Anni in cui siamo stati ingannati. Anni in cui si è parlato e straparlato sempre e solamente dei rifiuti urbani, mentre il vero, incommensurabile problema erano gli scarti delle industrie sversati illegalmente in Campania e in tante altre regioni d’Italia. Queste affermazioni non sono semplici opinioni, sono fatti duri come le pietre. I “pentiti” della camorra – gli unici fino a oggi – nei processi lo hanno raccontato a chiare lettere. E i riscontri lo hanno confermato. Camorra e imprenditoria disonesta. Industriali criminali e camorristi. Un abbraccio che si è rivelato asfissiante, diabolico, mortale. «Un popolo e l’altro sul collo vi sta…».
Occorre fermarli. Subito. Immediatamente. Occorre fermare queste associazioni a delinquere. Non è sopportabile che il colpevole di tanta sofferenza, facendo affidamento su un sistema legislativo insufficiente, non venga adeguatamente punito. I vescovi campani, insieme a tante altre associazioni, avevano supplicato nei giorni scorsi i deputati ad approvarla, quella legge. Non è successo. Vorrei poter credere che non è successo ancora. Vorrei poter essere certo che succederà.
Più di una volta ho invitato il presidente di Confindustria a venire nella “Terra dei fuochi”, come hanno fatto in questi anni tanti ministri e parlamentari per rendersi conto personalmente della situazione. Non ha mai raccolto l’invito. Leggo in questi giorni la sua preoccupazione «per le conseguenze che una impostazione antistorica e anti-industriale del provvedimento potrebbe avere sul nostro sistema produttivo. Con questo non sono ad assolvere chi scientemente commette un atto criminale. Chiedo solo che il legislatore distingua, come in ogni legislazione che si rispetti, l’atto doloso dall’atto accidentale». Confindustria fa sentire la sua autorevole voce. La difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini però, hanno la precedenza su tutto. Nessuna «impostazione antindustriale e antistorica», quindi. Prima degli interessi economici degli industriali viene l’uomo. L’uomo con la sua inalienabile dignità. I suoi veri diritti. Di questo il legislatore deve prendere atto. Al più presto.

Maurizio Patriciello

Il tempo della fine

Autore: liberospirito 29 Set 2014, Comments (0)

Proponiamo il recente editoriale di Giovanni Sarubbi sul sito www.ildialogo.org. A qualcuno potrà non piacere il tono apocalittico del discorso, l’annuncio del tempo della fine. Comunque sia non si possono non condividere le considerazioni sul momento attuale, sia in Italia che nel resto del mondo.

William_Blake_apocalisse

Viviamo il tempo della fine che è anche il tempo della verità. Viviamo il tempo della fine di un sistema sociale, che domina sul piano mondiale, che ha oramai raggiunto un livello di iniquità mai prima raggiunto. Gli imperi, storicamente, hanno fatto tutti una brutta fine.

Sono tempi, quelli attuali, paragonabili a quelli della fine dell’Impero Romano, con disfacimento di tutte le strutture sociali, morali, etiche di quella società. In più oggi stiamo vivendo il tempo della fine anche da un punto di vista ambientale, cosa mai verificatasi prima nella breve storia dell’umanità.

Si muore sempre più di cancro e nessuno si chiede, di fronte all’ennesimo amico, familiare o conoscente il perché. Chi vive nella Terra dei fuochi in provincia di Caserta, lo associa alle discariche dei rifiuti tossici presenti su quel territorio, così fa anche chi vive a Taranto, associando quelle morti all’ILVA, o a Casal Monferrato, patria dell’amianto, o in tutti quei luoghi dove vi sono stati disastri ambientali gravi. Per il resto si parla di sfortuna, di fatalità magnificando le doti del morto di turno come se questo servisse a riportarlo in vita o a punire i responsabili di quelli che in realtà sono dei veri e propri omicidi.
Omicidi perpetrati da chi, consapevolmente, fa eseguire attività inquinanti per ricavarne profitto. E le fa fare, di solito, alle persone più povere e ricattabili, agli ultimi operai delle fabbriche, che forse magari neppure si rendono conto di quello che fanno, e che mettono il cosidetto “lavoro” prima del rispetto della propria dignità di persona e del rispetto della vita dei propri familiari e di tutti gli altri abitanti di questo pianeta.
Ma il tempo della fine è anche il tempo della verità. E’ il tempo durante il quale tutte le bugie giungono al pettine e si manifestano per quello che sono, bugie, falsità, imbroglio, truffe, ladrocini.
E una di queste bugie è arrivata a capolinea proprio in questi giorni e si chiama Renzi, primo ministro del governo Italiano.
Il “giovane” primo ministro Renzi parla contro i “poteri forti” che vorrebbero impedirgli di approvare il nuovo diritto del lavoro, che altro non è se non l’ennesimo attacco ai diritti di chi lavora a favore dei padroni dei mezzi di produzione, quelli che il buon vecchio Marx chiamava capitalisti. E Renzi parla contro i “poteri forti” seduto di fianco a Marchionne, amministratore delegato della FIAT che è la quintessenza dei poteri forti di questo paese. Di quella FIAT che, per dirla con le parole di un altro potere forte che risponde al nome di Diego Della Valle, ha “succhiato tutto il succhiabile da questo paese per poi andarsene all’estero.
L’immagine di Renzi seduto di fianco a Marchionne che parla contro i “poteri forti”, che per loro sarebbero gli operai a cui vogliono togliere le briciole dei diritti che gli sono rimasti, credo sia la visione moderna di quel passo del libro dell’Apocalisse (Ap 17,4-5) dove viene descritta una donna “vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle” che “ teneva in mano una coppa d’oro, colma degli orrori e delle immondezze della sua prostituzione” e che sulla sua fronte aveva scritto un nome misterioso: “Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra”. La bugia non è stata mai più manifesta di quell’immagine ma, siamo convinti, che la maggioranza di questo paese non l’ha ancora compresa.
E questo perché i poteri forti, come ci ricorda sempre l’Apocalisse, sono abituati da millenni a mostrarsi deboli, addirittura vittime di quelli che loro ammazzano e schiavizzano. E lo fanno per continuare ad ingannare, rapinare, schiavizzare e uccidere. Come sta facendo in questo tempo della fine la superpotenza USA, che schiavizza mezzo mondo ma che si dichiara vittima di un terrorismo che essa stessa genera e alimenta per giustificare il proprio delirio di potenza. Invertono il senso delle parole, pace diventa guerra, debolezza diventa forza, viltà diventa coraggio.
Ma viene il tempo, ed è quello della fine che stiamo vivendo, nel quale la verità non può essere più nascosta e tutte le cose risultano chiare e nessuno potrà più dire io non ho capito, io non c’ero, io non so di che cosa tu parli.
Hanno chiamato questo nuovo diritto del lavoro Jobs Act, giusto per confondere le idee con un termine inglese, come se un termine inglese potesse servire a coprire ciò che nuovo non è perché si tratta di idee e norme risalenti al primo capitalismo, quello del 1800, quando i lavoratori non avevano alcun diritto e già era molto se riuscivano a sopravvivere. Se ne sono accorti l’economista Piketty, lo stesso Krugman che comunisti non sono.
Cosa volete di più dai lavoratori? Ritenete che questi potranno ancora a lungo rimanere schiavi di un sistema che li uccide sul lavoro, che li costringe alla disoccupazione, a fare a meno delle medicine per curarsi, al cibo per vivere, al diritto all’istruzione, ad una casa e ad una vita degna di essere vissuta? Ritenete che l’accumulazione di immense ricchezze nelle mani di pochi individui a livello nazionale e mondiale possa darvi l’immortalità?
Il tempo della fine è un tempo con il quale ogni essere vivente deve fare i conti sul piano personale. E questo tempo verrà anche per gli oppressori di turno, per i re come per l’ultimo mendicante. E allora le ricchezze immense accumulate andranno al vento e produrranno solo morte su morte ed il nome di chi le ha possedute verrà maledetto in eterno. Di questo potete essere certi.
Giovanni Sarubbi