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Tag: Samuele Bernardini

Anche sulle pagine di questo blog diamo spazio a una dichiarazione che sta circolando da un paio giorni sulla rete. Si tratta di un comunicato stampa congiunto dei rappresentati di alcuni culti minoritari presenti nella regione Lombardia, diramato in occasione del voto del Consiglio regionale in merito a nuove norme relative alla “Pianificazione delle attrezzature per i servizi religiosi”, ribattezzato provvedimento “anti-moschee”, un provvedimento fortemente voluto dalla Lega Nord. Qui non si sta parlando di dialogo interreligioso o interculturale, ma di elementare tolleranza.
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Già ieri il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), il pastore Massimo Aquilante, con un comunicato stampa aveva espresso il suo fermo “no” al provvedimento dai profili anti-costituzionali.
Di seguito il testo a firma di Reas Syed, Responsabile Legale Coordinamento Associazioni Islamiche Milano-Monza Brianza (CAIM); Samuele Bernardini, Presidente del Concistoro Chiesa Evangelica Valdese di Milano; Carlo De Michelis, presidente della Chiesa Evangelica Metodista di Milano; Vittorio Bellavite, Coordinatore del movimento cattolico “Noi Siamo Chiesa”; Riccardo Tocco, Presidente Nazionale della Conferenza Evangelica Nazionale; Luisa Bordiga, Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni; Valeria Rosini, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR):
“La Regione Lombardia non sia fuori dai tempi”: questo l’invito di numerose comunità religiose lombarde che congiuntamente richiedono ai consiglieri lombardi della maggioranza di non approvare le proposte di modifica tutte peggiorative alla già ingiusta Legge Regionale urbanistica 12/2005 che limita di fatto la possibilità di costruire nuovo luoghi di culto non cattolici. Gli ulteriori restringimenti normativi preoccupano infatti le comunità religiose non cattoliche che vedono compromesso il diritto di religione, costituzionalmente garantito, attraverso un utilizzo strumentale della legge urbanistica.
Ormai nota come le legge “anti-moschee”, se approvata, la normativa intaccherebbe la libertà di culto non solo dei musulmani ma di tutte le minoranze religiose. In particolare rendendo quasi impossibile la costruzione dei nuovi luoghi di culto per chi non confessa la religione cattolica.
Per questo le comunità religiose lanciano congiuntamente un invito ai singoli consiglieri regionali affinché esprimano voto contrario non schierandosi contro la libertà di culto.
Per Reas Syed, responsabile legale CAIM “si tratta di una legge non anti-moschee ma anti-culto in generale e che presenta numerosi profili di incostituzionalità ai consiglieri che la votano regaleremo la Costituzione Italiana”.
Samuele Bernardini, presidente della Chiesa Evangelica Valdese di Milano e Carlo De Michelis, presidente della Chiesa Evangelica Metodista di Milano dichiarano: “La proposta di legge regionale voluta dalla maggioranza dimostra ancora una volta che in Italia la tutela della libertà di religione e di pensiero non è un dato acquisto. Non basta la Costituzione, non bastano i principi di uguaglianza tra le comunità di fede presenti in Italia. Si riconosce alla Chiesa Cattolica quello che non si è disponibili a riconoscere alle altre fedi perché con questa legge si discriminano proprio i cittadini appartenenti alle confessioni religiose diverse dalla cattolica. Con ogni evidenza si tratta di norme anticostituzionali che vanno contro la libertà di culto e che saranno certamente bocciate dai ricorsi che inevitabilmente seguiranno l’eventuale approvazione del progetto di legge”.
La Conferenza Evangelica Nazionale (COEN), per mezzo del suo Presidente pastore Riccardo Tocco, evidenzia che “il progetto di legge che verrà sottoposto al voto, frutto del lavoro in Commissione, non ha per nulla considerato le numerose audizioni contrarie nella sostanza e nella forma al PDL, compresa quella della COEN che ha stigmatizzato come nell’ottobre scorso, la Commissione per i diritti umani dell’ONU abbia inviato tre raccomandazioni contro l’Italia sulla libertà religiosa ed una di queste riguarda proprio la legislazione lombarda sui luoghi di culto. Ciò dimostra la gravità della situazione lombarda in materia di libertà di culto”.
La gravità della situazione risulta peraltro lampante perché il Consiglio Regionale dimostra di non avere una prospettiva sul futuro, ma nemmeno un adeguato rispetto per la storia. Emblematico il fatto che la votazione in Consiglio sia stata fissata proprio nel giorno della memoria della Shoah, funestandone le celebrazioni con una legge che impedirà in futuro anche agli ebrei di costruire nuovi luoghi di culto.
E’ opinione condivisa che la Lega non potrà garantire maggiore sicurezza spingendo i musulmani a rinchiudersi negli scantinati. Stupisce la posizione del NCD che nonostante si sia sempre a favore delle libertà dei cristiani nel Medio Oriente, vuole negare in Lombardia gli stessi diritti a tutte le altre minoranze religiose. E sorprende anche l’atteggiamento di Forza Italia che in quest’occasione sembra essersi dimenticata del concetto di “libertà” che è sempre stato il suo baluardo politico.
Le comunità religiose si ritrovano a fare appello alla coscienza dei singoli consiglieri regionali e richiedono loro di non votare una legge che non è al passo coi tempi e che compromette il godimento del libero esercizio del culto.
Per conto dei vari fedeli viene così richiesto alla Regione Lombardia di tenere conto della tutela dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dai Trattati internazionali e, in particolare, del principio di libertà dei diversi culti.
Dalla preoccupazione delle comunità nasce la volontà di rafforza il dialogo interreligioso, invitando anche il cardinale Scola e la comunità cattolica che in ogni caso non sarebbe colpita dal provvedimento.
Le minoranze religiose si auspicano infatti che anche la diocesi di Milano e le altre diocesi lombarde si esprimano esplicitamente contro questo progetto di legge illiberale, in coerenza con i propositi più volte espressi per un dialogo interreligioso che favorisca la coesione sociale e il rispetto dei valori costituzionali.
Ciò per testimoniare che i principi di tolleranza e fratellanza sono valori condivisi da tutte le fedi presenti in Lombardia.
Aderiscono all’appello il movimento “Noi siamo Chiesa”, la Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzione e il circolo di Milano dell’UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti denuncia la gravità di una legge che discrimina tra cittadini cattolici e non cattolici, e aderisce alla richiesta fatta dalle comunità religiose perché i consiglieri regionali lombardi non si attengano alla disciplina di partito, ma votino secondo coscienza in difesa della libertà di religione e di pensiero, così come voluta dalla Costituzione della Repubblica in modo uguale per tutti i cittadini.