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Tag: Raoul Vaneigem

Presentazione a Cremona

Autore: liberospirito 6 Mag 2017, Comments (0)

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A Cremona, presso il Centro Sociale Autogestito “Kavarna” (via Corte, 11), si terrà sabato prossimo 13 maggio, dalle ore 20, la presentazione del libro di Raoul Vaneigem Disumanità della religione (Massari editore, 2016), nella traduzione di Andrea Babini, con due saggi di Federico Battistutta. Entrambi saranno presenti per dialogare con il pubblico.

Riportiamo la presentazione della serata: “Per Vaneigem, due sono i grandi mali che affliggono l’uomo, anzi le condanne che l’uomo stesso si è autoinflitto: la religione e l’economia. Sia l’una che l’altra negano l’uomo a sé stesso, lo disumanizzano, facendogli credere che la vita non sia altro che una punizione e la felicità una colpa. La rinuncia alla propria corporeità, sensuale e sensoriale, in favore di uno Spirito “che abita il Cielo degli dei e delle idee” e da cui tutto dipende, fa sì che l’essere umano, invece di vivere, sopravviva, schiavo del lavoro e servo delle caste sacerdotali. Ma se la favola mitica si accompagna al mercato della merce, se il rito sacro è tale e quale lo scambio monetario, allora -dice Vaneigem- i soli antidoti che salveranno l’uomo dalle proprie paure sono il desiderio e la gratuità. Sono queste le “scintille incendiarie che ardono sotto la cenere”, fin dai tempi della religio originaria: unione simbiotica fra gli esseri indistinti, rinnovando la quale l’uomo si libera dal bisogno di dare un senso al tutto e diventa capace di creare se stesso come un vivente fra i viventi”.

La religione, la sua disumanità

Autore: liberospirito 7 Ott 2016, Comments (0)

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Desiderare tutto senza aspettarsi nulla (Raoul Vaneigem)

E’ da poco uscito presso l’editore Massari (www.massarieditore.it) il saggio di Raoul Vaneigem Disumanità della religione. L’originale è apparso in Francia nel 2000, per conto dell’editore Denoel. Diciamo, con una punta di soddisfazione, che il testo in italiano è un vero e proprio “prodotto-liberospirito”. La curatela del volume è opera di Andrea Babini (sua la traduzione, suo uno dei tre testi posti in appendice), l’introduzione è stata scritta da Federico Battistutta (suo un altro degli scritti in appendice; il terzo è dello stesso Vaneigem dal titolo “Per un superamento della religione”).

In questo libro l’autore (esponente di punta del situazionismo negli anni Sessanta/Settanta) compie un’appassionata ricostruzione della nascita delle religioni e della loro sopravvivenza fino ai nostri giorni. E’ un’analisi critica, originale e anche impietosa nei confronti delle istituzioni religiose e delle società all’interno delle quali continuano a prosperare, seminando e coltivando infelicità presso gli esseri umani. Per la modalità con cui affronta l’argomento (critica le religioni senza cadere nell’elogio del pensiero laico e razionalista) è un libro raro che merita conoscere.

Riprendiamo dalla quarta di copertina: “In queste pagine vediamo emergere in maniera netta il conflitto tra religio e religione. Per Vaneigem, con il termine «religione» si intende quel complesso di istituzioni, gerarchie, credenze, riti, scritti e dogmi, sorto come esito indiretto della rivoluzione neolitica in cui l’uomo, addomesticando animali e piante, alla fine ha addomesticato se stesso, divenendo sedentario, cittadino, produttore e infine consumatore. È all’interno di questa divisione del lavoro che sorge il ruolo degli specialisti del sacro, di mediatori tra l’umano e il divino, tra la vita e la morte, proprio delle caste sacerdotali, che trovarono ben presto la loro collocazione sociale nel sostenere il potere costituito, giustificando e benedicendo lo sfruttamento in atto. Per questo Vaneigem afferma che la religione vedrà la sua fine solo con la scomparsa di un mondo che riduce l’uomo al lavoro, che lo strappa al destino di potersi creare, ricreando il mondo. Occorre, secondo l’Autore, rintracciare fin dentro le pieghe delle coscienze e dei vissuti individuali quei tratti morbosi che inducono all’assenza di vita, alla rinuncia, al sacrificio, alla colpevolezza e alla mortificazione per proiettarsi nel cielo degli dei e delle idee” (dall’introduzione di F. Battistutta).