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Tag: politica delle donne

Donne che guardano le donne/2

Autore: liberospirito 16 Feb 2011, Comments (1)

Anche noi siamo parte della storia

I disastri ecologici si susseguono uno all’altro, devastano i mari e la terra, distruggono la nostra sorgente di vita. Dal petrolio nell’oceano al largo della Louisiana alle coste calabresi, a quelle di Napoli e della Liguria, i rifiuti tossici seppelliti ovunque, la siccità nella foresta amazzonica. Si avvicina, e nemmeno tanto lentamente, uno scenario di devastazione che ricorda le drammatiche pagine narrate da Corman McCarthy nel suo libro The Road (vedi recensione al film tratto dallo stesso libro nella sezione Lumiere del nostro sito). Sembra essersi innescata una folle volontà suicida a cui nessuno vuole porre rimedio.

Nelle strade d’Italia dei giorni scorsi migliaia di donne (e uomini) sono scesi in piazza per rivendicare il diritto alla dignità dell’essere donna, ma non solo. Mi ricollego al post di qualche giorno fa e mi rimetto in causa, insieme alle altre donne, che invito a parlare e ad agire perché il sentimento d’angoscia e di impotenza che tutto questo sfacelo induce non mi piace. Voglio sforzarmi di guardare il male in faccia e cercare di trovare in me la forza che si sa opporre, che sa reagire, proteggere, costruire alternative.

Oltre a credere nell’importanza della denuncia, dell’adesione a tutte le forme possibili di opposizione sociale a questa follia, credo sia importante agire sul proprio comportamento quotidiano, per quanto microscopico possa sembrarci in confronto a tutto quel che ci sovrasta, mettendo in atto i propri sentimenti migliori. Partire dai piccoli gesti virtuosi e stra-detti (riciclo, riutilizzo, non inquino, consumo poco), ma anche grandi, come ridurre drasticamente il consumo di carne ad esempio, ancor meglio diventare vegetariani e non solo per salute, ma per rispetto verso gli animali e la terra. La produzione di foraggio causa disboscamenti e l’allevamento è una delle maggiori fonti di inquinamento del pianeta. (Senza parlare della violenza sugli animali e della tossicità della carne perché si aprirebbe un capitolo a parte. Vedi a questo proposito: Se niente importa di J. S. Foer, edito da Guanda,  e  La vita degli animali del grande J. Coetzee, pubblicato da Adelphi).

Tutto incomincia dal niente e dal piccolo, è la vita che procede in questo modo, ma bisogna iniziare.  Penso che chiunque senta in sé un bisogno religioso autentico, la necessità di partecipare alla vita, di averne cura e rispettarla, chiunque si interroghi sul senso profondo e ultimo del proprio e altrui esistere, così come sul senso del dolore, pur senza aderire ad alcuna confessione religiosa istituzionale, si senta responsabile per le sue azioni, per ciò che  insegna ai propri figli, per  ciò che testimonia e per quello che lascerà.

Se il sentire religioso ha in sè avere a cuore l’altro da me (non solo umano), ciò vuol dire che implica scelte di libertà per tutti e per ognuno e che quindi un sentire religioso autentico non può essere disgiunto dal bisogno di giustizia sociale e dalla comprensione che le nostre scelte sono anche scelte politiche. Non è proprio a questo sentire che il sottotitolo di questo blog e del sito ad esso collegato – religione e libertà  – allude,  declinandolo attraverso le molteplici voci che hanno provato a realizzarlo?

Noi donne dove stiamo in questo spazio? Andiamo indietro nel tempo a conoscere e ricordare la nostra storia di donne d’occidente che, se ci ha visto in larga parte vittime di soprusi e violenze, ci ha trovato anche resistenti, combattive, ribelli e propositive (1). Domandiamoci dov’è in noi quello spirito che fu delle donne del maggio francese, delle partigiane, ma, più indietro nei secoli, anche di tutte quelle donne autonome e ribelli che bruciarono sui roghi del tardo Medio evo ?

 Siamo parte della Storia e di una storia e in queste possiamo ritrovare forza e capacità di inventare i modi contemporanei per non subire passivamente.

Per questo invito ad arricchire le mie parole con le vostre, ad ampliare il mio discorso, controbattere, inviare materiale e poi far circolare queste pagine, in modo che le voci femminili possano risuonare partecipi su queste pagine.

 S.P.

 (1) Per una rapida carrellata sulla storia delle donne in occidente vedi: Michela Zucca, Storia delle donne, Napoli, Simone, 2010, che con i numerosi riferimenti bibliografici può consentire una conoscenza approfondita.