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Tag: paradigma biopolitico

Leggo sul sito del “Fatto quotidiano” un articolo sugli effetti che potrebbe produrre la diffusione del corona virus. Il coordinamento delle terapie intensive della Lombardia, al momento la regione maggiormente colpita dal virus, scrive al governatore Fontana: “In assenza di tempestive ed adeguate disposizioni da parte dell’autorità saremo costretti ad affrontare un evento che potremo solo qualificare come una disastrosa calamità sanitaria”. Ma dove sta la disastrosa calamità che potrebbe verificarsi? Porre un limite d’età per l’accesso alla terapia intensiva, in base alle maggiori possibilità di sopravvivenza. Questo è ciò che ipotizza la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva in un documento tecnico in quindici punti in cui scrive che “può rendersi necessario porre un limite di età all’ingresso in terapia intensiva. Non si tratta di compiere scelte meramente di valore, ma di riservare risorse che potrebbero essere scarsissime a chi ha in primis più probabilità di sopravvivenza.”

A mali estremi, estremi rimedi, dunque. In parole povere si tratterebbe di applicare il principio della selezione naturale, vigente in tutto il mondo animale (e illustrato a suo tempo da Darwin), consistente nel favorire i più adatti, conferendo loro un vantaggio di sopravvivenza. E’ questo dunque ciò che può garantire ai propri cittadini uno degli stati economicamente più avanzati, culla della cultura e delle arti a livello mondiale?

Se a breve si dovesse giungere a una tale situazione di emergenza tra i provvedimenti necessari non potrebbe rientrarne uno che requisisce mezzi e strutture sanitarie private per metterli a disposizione del servizio pubblico? Come dire: è più importante salvaguardare la proprietà privata o la vita di un essere umano?

Tra gli interventi che si leggono in questi giorni diversi riflettono sull’impatto che il paradigma biopolitico sta avendo. Infatti è proprio ciò che sta dietro la denuncia del coordinamento delle terapie intensive: vita e politica risultano indissolubilmente intrecciate, chi gestisce il potere gestisce la disciplina dei corpi e regola le popolazioni. A chi la decisione sul destino del nostro corpo e della nostra vita?

Scriblerus