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Tag: Mattanza delle balene alle Far Oer

«Quale struttura connette il granchio con l’aragosta, l’orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi?», diceva Gregory Bateson, formulando con un lessico scientifico una delle domande di fondo che si pongono da sempre le religioni. Questa frase è riaffiorata – per contrasto – apprendendo la notizia di una gratuita mattanza delle balene che annualmente si verifica presso un piccolo arcipelago del Nord Europa. Ciò illustra – se ci fosse ancora la necessità di una prova – la lontananza stellare in cui l’evoluzione dell’orientamento sociale umano viene a trovarsi per una costruzione (meglio: una co-costruzione) di un legame capace di fondare una relazione vitale tra la diversità degli elementi minerale, vegetale, animale ed umano.

In breve. Alcuni quotidiani nei giorni scorsi (noi la riprendiamo dal “Corriere della Sera” e dal web) hanno fornito la notizia dell’annuale massacro delle balene presso le isole Far Oer, un arcipelago che sta nel mezzo dell’Oceano Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l’Islanda, divenuto ormai quasi del tutto indipendente dalla Danimarca. Tutto è nato dall’iniziativa di un aderente di Sea Shepherd (impegnati, fra le altre cose, nelle azioni di contrasto alle baleniere giapponesi), il quale ha documentato con fotografie la mattanza dei cetacei.  I mammiferi vengono sospinti in un piccolo golfo da cui non potranno scappare e poi sterminati, con coltelli, arpioni e lame affilate. Si tratta di pilot whale, i globicefali, conosciuti anche come balene dalle pinne lunghe, anche se in realtà sono mammiferi  odontoceti, hanno cioè i denti, e  appartengono dunque alla famiglia dei delfini. Le pilot whales sono classificate come «rigorosamente protette» dalla Convenzione per la Conservazione della natura e degli habitat naturali. Ciò nonostante la caccia e la successiva mattanza si ripetono ogni anno. Un intero branco che fino a qualche giorno fa poteva nuotare libero nelle acque del Nord Atlantico è stato sterminato in un unico bagno di sangue. Non solo. Tra gli animali uccisi c’erano anche femmine gravide e balenotteri ancora non nati e attaccati al cordone ombelicale delle loro madri.

Noi qui, oltre a far circolare la notizia (oltreché l’orrore e l’indignazione), possiamo limitarci a fornire il link per sottoscrivere la petizione per la cessazione immediata di questo massacro: http://www.unleashed.org.au/take_action/petitions/stop-the-faroe-islands-whale-slaughter/. Non è molto, ce ne rendiamo conto.

Scriblerus