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Tag: La felicità al di là della religione

Al di là delle religioni

Autore: liberospirito 23 Set 2012, Comments (0)

La religione al di là delle religioni è un tema – una sorta di ritornello – di questo blog. Il sentire religioso presente nella natura umana (l’homo religiosus) non è riducibile ad alcuna confessione o istituzione religiosa. Un recente libro dell’attuale Dalai Lama (La felicità al di là della religione, edito da Sperling & Kupfer) sembra riprendere questi argomenti. “Io stesso sono un religioso, ma la religione non può, da sola, fornire una risposta a tutti i nostri problemi”. Per superare i conflitti fra le religioni, così come le polemiche tra credenti e non-credenti, la diffusione del razzismo e l’intolleranza in nome di una fede, l’unica soluzione – secondo Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama – è andare al di là della religione. Oggi è sempre più necessario affidarsi a un diverso sistema etico che, trascendendo ogni credo, affondi le radici nella compassione, nella tolleranza e nel rispetto reciproco.

Riportiamo di seguito alcuni passaggi significativi presenti nel volume.

“Ora a fronte dell’oblio delle qualità interiori, nessuna risposta di matrice religiosa riuscirà a dimostrarsi universale, pertanto non rappresenta una soluzione efficace. Ciò di cui abbiamo attualmente bisogno è un approccio all’etica che non faccia riferimento alla religione e possa essere accettato sia da chi segue la fede sia da chi non ne ha alcuna; in breve, ci serve un’etica laica. Sicuramente sembrerà strano sentir pronunciare un’affermazione del genere da qualcuno che indossa, fin da giovanissimo, le vesti da monaco. Eppure, io non vi vedo alcuna contraddizione. La mia fede m’ingiunge infatti di fare ogni sforzo possibile per favorire il benessere e la felicità di tutti gli esseri senzienti, e rivolgermi anche a chi non l’ha adottata, è seguace di un’altra religione o non lo è di nessuna, è assolutamente coerente con tale principio”.

“Sebbene non possa concordare sull’idea che la fede rappresenti un ostacolo per lo sviluppo umano, comprendo bene le radici dei sentimenti antireligiosi di un certo contesto storico. La storia ci insegna una verità scomoda: le istituzioni religiose e i loro seguaci, di ogni tipo, hanno invariabilmente messo in atto uno sfruttamento del prossimo, e la fede è stata usata anche come pretesto per scatenare guerre e legittimare l’oppressione. Persino il buddismo, con la sua dottrina della nonviolenza, non può dirsi completamente alieno da pecche del genere”.

“È giunto il momento di riconoscere che la nostra vita è profondamente interconnessa con quella di tutti gli altri e di ammettere che il nostro comportamento personale ha una dimensione planetaria”.