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Tag: John Shelby Spong

Il nuovo credo di John S. Spong

Autore: liberospirito 15 Giu 2019, Comments (0)

Presentiamo le conclusioni che il teologo americano  John Shelby Spong espone nel suo libro Perché il cristianesimo deve cambiare o morire (Il pozzo di Giacobbe, Trapani, 2019), presente da poco nelle librerie. Già vescovo della Chiesa episcopaliana statunitense, ora in pensione, Spong è autore di diversi saggi che hanno ottenuto un notevole successo negli Stati Uniti.  Il suo pensiero si caratterizza per la proposta di una radicale riforma della fede cristiana, lontano dai consueti modelli teisti e dalle dottrine religiose tradizionali. Al momento sono disponibili tradotti in italiano sette libri.

Una parola finale

Credo che ci sia una realtà trascendente presente nel cuore stesso della vita. Chiamo questa realtà Dio.

Credo che questa realtà abbia un’inclinazione verso la vita e la pienezza, e che la sua presenza sia sperimentata come qualcosa che ci richiama oltre i nostri timorosi e fragili limiti umani.

Credo che questa realtà possa essere trovata in tutto ciò che è, ma che raggiunga l’autocoscienza e la capacità di essere nominata, comunicata e riconosciuta solo nell’essere umano.

Credo che il cielo… non sia un luogo ma un simbolo per rappresentare l’assenza di limiti dell’Essere stesso. Credo che in questo regno del cielo si entri ogni volta che le barriere, che sembrano vincolare la vita umana a qualcosa di meno di ciò di cui è capace, sono messe da parte. Credo in Gesù…

Credo che questa realtà trascendente si sia rivelata nella sua vita in modo così completo da indurre le persone a riferirsi a lui come al figlio di Dio…

Credo che questo Gesù fosse una presenza di Dio, una potente esperienza della realtà di quel Fondamento dell’essere che tutti sostiene nella profondità stessa della vita…

Credo nel dono di quello Spirito che è stato chiamato “datore della vita”. Una volta abbiamo collocato Dio solo all’esterno e abbiamo chiamato questo Dio Padre onnipotente. Poi, abbiamo collocato questo Dio in Gesù e l’abbiamo chiamato Figlio incarnato. Ora abbiamo collocato Dio in ogni persona e abbiamo chiamato questo Dio Spirito Santo. Credo che questo Spirito inevitabilmente crei comunità di fede che col tempo apriranno questo mondo a Dio come al vero Fondamento della loro vita e del loro essere…

Credo, pertanto, che essere a contatto con il Fondamento dell’essere crei l’universale comunione dei santi, il perdono dei peccati, la realtà della risurrezione e l’ingresso nella vita perenne. (pp. 263-267, passim)

La religione non è, dunque, ciò che abbiamo sempre pensato che fosse. La religione non è un sistema di credenze. Non è un catalogo di verità rivelate. Non è un’attività destinata a controllare il comportamento, per premiare la virtù e punire il vizio. La religione è piuttosto un tentativo umano di elaborare l’esperienza di Dio, che prorompe dalle nostre profondità e sgorga continuamente dentro di noi…

La sola missione divina nella vita che la Chiesa del futuro può eventualmente avere è quella di aprire le persone a riconoscere che il fondamento del loro vero essere è santo e che quando sono in contatto con quel santo Fondamento dell’essere, possono condividere la creazione di Dio donando vita, amore ed essere agli altri. (p. 268)

 

Il post-teismo di Spong a Piacenza

Autore: liberospirito 20 Mag 2019, Comments (0)

Sabato 1° giugno, alle ore 16.30 presso la Biblioteca Passerini-Landi di Piacenza ci sarà un incontro in cui verrà presentato il pensiero del teologo americano John Shelby Spong. Nato nel North Carolina, nel 1931, è stato per molti anni vescovo episcopaliano di Newark ed è attualmente uno dei più noti saggisti religiosi del mondo anglofono. Come conferenziere è stato invitato a parlare in oltre cinquecento università e istituti teologici. Alcune sue opere sono state tradotte in varie lingue e hanno superato abbondantemente il milione di copie. Anche in Italia, a partire dal 2010, è in crescita il numero dei suoi lettori.

Nel corso dell’incontro si parlerà del percorso umano e intellettuale di Spong con la sua visione post-teistica in materia religiosa. Si discuterà anche degli autori che hanno contribuito, a vario titolo, alla sua formazione, come il tedesco Rudolf Bultmann e l’inglese John A.T. Robinson. Infine verranno presentati le due ultime traduzioni di Spong in lingua italiana: Letteralismo biblico (Massari) e Perché il cristianesimo deve cambiare o morire (Il Pozzo di Giacobbe).

Condurranno l’incontro Federico Battistutta e Ferdinando Sudati (curatore delle opere di Spong in italiano).

Qui c’è il link della biblioteca che illustra l’incontro: http://www.passerinilandi.piacenza.it/calendario/calendario/perche-il-crisitanesimo-deve-cambiare-o-morire

Qui, per chi interessato a un’immediata conoscenza della figura di Spong, c’è il link a Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/John_Shelby_Spong

Titolo: Perché il cristianesimo deve cambiare o morire

Quando: sabato 1° giugno, ore 16,30

Dove: Biblioteca Passerini-Landi- Piacenza, via G. Carducci 14, Piacenza

 

spong

E’ in libreria un nuovo testo di John Shelby Spong, teologo statunitense molto popolare nel suo Paese. Nato nel 1931 a Charlotte, nel North Carolina, è stato vescovo episcopaliano di Newark (stato del New Jersey) per molti anni. Spong è l’esponente più famoso dell’indirizzo post-teista in campo teologico. In Italia circolano già alcuni volumi, fra i quali forse il più importante fra tutti è Un cristianesimo nuovo per un mondo nuovo (edito da Massari). Questo nuovo libro s’intitola Vita eterna (Gabrielli editori) e ha un sottotitolo molto eloquente: Oltre la religione, il teismo, il cielo e l’inferno.  Si tratta di un viaggio spirituale, in cui la scienza dialoga con la teologia, non in maniera astratta ma attraverso un’appassionata testimonianza personale. Secondo Spong – proseguendo le sue critiche all’approccio teistico presenti nelle precedenti pubblicazioni – Dio è uno, e ognuno di noi è parte integrante di tale unità. «L’obiettivo di ogni religione non è quello di prepararci a entrare nell’altra vita – scrive nel suo libro – ma è una chiamata a vivere ora, ad amare ora, a essere ora, e in questo modo assaporare cosa significhi far parte di una vita che è eterna, di un amore che è senza barriere e dell’essere di un’umanità pienamente autocosciente». In questo modo possiamo partecipare alla vita e all’essere di Dio, condividendone  l’eternità. Come si intuisce, Spong affronta la questione della vita dopo la morte in maniera  molto differente da come ci hanno abituato le religioni. L’esperienza e la scoperta dell’eternità può essere fatta così all’interno della vita di ciascuno di noi, ma per realizzare ciò dobbiamo essere in grado di andare in profondità in noi stessi. Andare in profondità di sé stessi vuol dire riuscire a essere veramente e fino in fondo umani. Sapendo vivere ogni singolo giorno nella pienezza, potremo arrivare a comprendere l’eternità.

A seguire l’indice del volume:

Federico Battistutta: Dire Dio al di là di Dio. Note sulla teologia di John S. Spong

Ferdinando Sudati: Realtà ultima per credenti in esilio. Né consolazione né terrore a buon mercato nella toccante riflessione del vescovo Spong

PREFAZIONE
1. Ponendo le basi: una parola personale necessaria
2. La vita è casuale
3. Tutta la vita è profondamente legata
4. Danzare con la morte: la scoperta della mortalità
5. Il richiamo della religione
6. L’istinto predominante della vita: la sopravvivenza
7. Il ruolo della religione nella paura della morte
8. I volti della religione
9. Gli strumenti della manipolazione religiosa
10. Liberare la religione dal cielo e dall’inferno
11. Mettere via le cose infantili
12. Il cambiamento del paradigma religioso
13. Chi sono io? Cos’è Dio?
14. L’approccio dei mistici
15. La resurrezione: un simbolo e una realtà
16. Nascondersi – pensare – essere
17. Credo nella vita oltre la morte
Epilogo. Definire la scelta di morire