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Tag: Il progresso può uccidere

Il progresso può uccidere

Autore: liberospirito 22 Feb 2016, Comments (0)

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“Survival International” ha pubblicato la seconda edizione del rapporto Il progresso può uccidere. Invitiamo a leggerlo (da vedere e da scaricare qui). Ci limitiamo a riportare le parole con cui la direttrice italiana di Survival, Francesca Casella, presenta la pubblicazione:

“Appropriarsi della terra dei popoli indigeni e imporre loro il nostro modello di sviluppo è causa di una miseria inenarrabile. I fatti sono indiscutibili, anche se spesso i libri di storia li tacciono o sminuiscono. A distruggere i popoli indigeni non è mai stata la mancanza di ‘progresso’, bensì il furto della loro terra e delle loro risorse, che molti hanno cercato di legittimare arrogandosi il presunto dovere di affrancare le tribù da una presunta arretratezza. Ma i popoli indigeni non sono né arretrati né primitivi. Non lo sono mai stati. Sono solo diversi, perché diverse sono le risposte che hanno dato alle sfide della vita. Ed esattamente come tutti noi, anche loro hanno continuato a evolversi e adattarsi a un mondo in perenne cambiamento. I dati che abbiamo raccolto nella nuova edizione del rapporto Il progresso può uccidere rappresentano solo la punta di un immenso iceberg fatto di malattie, frustrazioni, dipendenza e suicidi. (…) I popoli indigeni che vivono nelle loro terre sono invariabilmente più sani, e godono di una qualità di vita di gran lunga migliore di quella di milioni di cittadini impoveriti e marginalizzati da una crescente disuguaglianza mondiale. Garantire che possano continuare a mantenere il controllo delle loro terre e dei loro stili di vita è fondamentale non solo per il loro futuro, ma anche per quello dell’intera umanità. E nel caso in cui abbiano già perso la loro terra a causa della nostra avidità e del nostro razzismo, allora dobbiamo lottare per aiutarli a recuperarne quanta più possibile! Solo così potranno ricostruire la loro identità e la loro autosufficienza. Per i popoli indigeni, il vero ‘progresso’ comincia con il riconoscimento dei diritti territoriali e continua con la possibilità di decidere autonomamente del proprio sviluppo. Ma senza terra e libertà, cesseranno addirittura di esistere. Non possiamo permetterlo”.