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Tag: Henri Le Saux

La via della trasformazione. Una rassegna

Autore: liberospirito 26 Apr 2014, Comments (0)

meditazione

A partire da sabato 3 maggio, a Piacenza, presso la Biblioteca Passerini-Landi, prenderà inizio la rassegna  «La via della trasformazione».  La rassegna si propone di offrire, attraverso quattro incontri, alcune testimonianze sulla diffusione delle pratiche meditative e contemplative in Occidente.
Gli incontri si terranno presso il Salone monumentale della Biblioteca Passerini-Landi, via Carducci 14 (1° piano), a partire dalle ore 17. Questo il programma:

SABATO 3 MAGGIO: Coltivare semi di felicità. Video-intervista al monaco buddhista francese Matthieu Ricard. Con il commento di Federico Battistutta.

SABATO 10 MAGGIO: Passi leggeri su sentieri sassosi. Strumenti utili per la qualità della vita nelle condizioni di dolore. Conferenza di Diana Petech.

SABATO 17 MAGGIO: Passi di pace. Testimonianze video di Thich Nhat Hanh. Con il commento di Riccardo Grosso e del sangha di Piacenza

SABATO 24 MAGGIO: Swami-ji: un viaggio interiore. Documentario sulla vita indiana del monaco benedettino francese Henri Le Saux. Con il commento di Federico Battistutta.

Per uletriori informazioni:

tel. 0523-492408. E-mail: [email protected]
http://passerinilandi.biblioteche.piacenza.it
https://www.facebook.com/passerinilandi

Ricordando Abhishiktānanda

Autore: liberospirito 9 Dic 2013, Comments (0)

L’altro giorno,  il 7 di dicembre, ricorrevanno i quarant’anni della scomparsa di Henri Le Saux, ovvero Swami Abhishiktānanda, una delle grandi figure spirituali del Novecento. Ordinato monaco benedettino, si recò in India e partecipò alla fondazione dell’ashram cristiano-hindu di Saccidananda, adottando l’abito esteriore e interiore del samnyasin, e aprendo, con la sua esperienza e coi suoi scritti, una via verso la quale altri dopo di lui proveranno a percorrere e ad arricchire.  Ricordando questa importante figura all’interno del dialogo interreligioso, riportiamo alcuni passi dello stesso Le Saux provenienti dal volume intitolato Gñanananda, (edito da Servitium nel 2009).

le saux

L’interesse che l’occidente rivolge sempre più verso l’oriente è certamente una delle più grandi ragioni di speranza per la crisi attraverso la quale il mondo sta attualmente passando. L’uomo occidentale ha in realtà molto da imparare da questo mondo spirituale e culturale d’oriente, che si è evoluto attraverso vie così differenti dalle sue. E forse è proprio solo là che potrà scoprire quell’interiorità la cui mancanza è così evidente e potrà recuperare quell’identità che sembra essergli scappata, un’identità che gli rivelerà il fondo stesso del suo essere.

A ogni modo non è un qualunque contatto con l’oriente che permetterà all’occidentale di avere accesso alle sue vere ricchezze e sarebbe ancor più falso pensare che questo contatto agisca come una panacea che curi tutti i mali dei quali soffre la civiltà attuale. (…)

Alla fine è giunto il momento, sia per la cristianità sia per la saggezza orientale, di superare le loro frontiere culturali, non più solo nella persona di singoli iniziati o convertiti, ma in un modo ben più ampio e profondo, proprio accettando che questo processo di universalizzazione o cattolicizzazione metta in discussione le forme in cui le particolari, e perciò limitate, culture hanno espresso le intuizioni originali. Il vero messaggio dell’India, ci verrebbe da dire, è di liberare l’uomo da questi “nodi del cuore”, da questa falsa identificazione che porta l’uomo a confondere il suo reale sé con una o l’altra delle manifestazioni della sua personalità a livello mentale o sociale. Il contributo dell’India al mondo è prima di tutto quello di far comprendere all’uomo il mistero profondo e indefinibile del suo proprio essere, il mistero del Sé “unico e non duale”, rivelato comunque nella molteplicità delle conoscenze.

Henri Le Saux – Swami Abhishiktānanda