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Tag: Ferdinando Sudati

Il post-teismo di Spong a Piacenza

Autore: liberospirito 20 Mag 2019, Comments (0)

Sabato 1° giugno, alle ore 16.30 presso la Biblioteca Passerini-Landi di Piacenza ci sarà un incontro in cui verrà presentato il pensiero del teologo americano John Shelby Spong. Nato nel North Carolina, nel 1931, è stato per molti anni vescovo episcopaliano di Newark ed è attualmente uno dei più noti saggisti religiosi del mondo anglofono. Come conferenziere è stato invitato a parlare in oltre cinquecento università e istituti teologici. Alcune sue opere sono state tradotte in varie lingue e hanno superato abbondantemente il milione di copie. Anche in Italia, a partire dal 2010, è in crescita il numero dei suoi lettori.

Nel corso dell’incontro si parlerà del percorso umano e intellettuale di Spong con la sua visione post-teistica in materia religiosa. Si discuterà anche degli autori che hanno contribuito, a vario titolo, alla sua formazione, come il tedesco Rudolf Bultmann e l’inglese John A.T. Robinson. Infine verranno presentati le due ultime traduzioni di Spong in lingua italiana: Letteralismo biblico (Massari) e Perché il cristianesimo deve cambiare o morire (Il Pozzo di Giacobbe).

Condurranno l’incontro Federico Battistutta e Ferdinando Sudati (curatore delle opere di Spong in italiano).

Qui c’è il link della biblioteca che illustra l’incontro: http://www.passerinilandi.piacenza.it/calendario/calendario/perche-il-crisitanesimo-deve-cambiare-o-morire

Qui, per chi interessato a un’immediata conoscenza della figura di Spong, c’è il link a Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/John_Shelby_Spong

Titolo: Perché il cristianesimo deve cambiare o morire

Quando: sabato 1° giugno, ore 16,30

Dove: Biblioteca Passerini-Landi- Piacenza, via G. Carducci 14, Piacenza

 

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E’ in libreria un nuovo testo di John Shelby Spong, teologo statunitense molto popolare nel suo Paese. Nato nel 1931 a Charlotte, nel North Carolina, è stato vescovo episcopaliano di Newark (stato del New Jersey) per molti anni. Spong è l’esponente più famoso dell’indirizzo post-teista in campo teologico. In Italia circolano già alcuni volumi, fra i quali forse il più importante fra tutti è Un cristianesimo nuovo per un mondo nuovo (edito da Massari). Questo nuovo libro s’intitola Vita eterna (Gabrielli editori) e ha un sottotitolo molto eloquente: Oltre la religione, il teismo, il cielo e l’inferno.  Si tratta di un viaggio spirituale, in cui la scienza dialoga con la teologia, non in maniera astratta ma attraverso un’appassionata testimonianza personale. Secondo Spong – proseguendo le sue critiche all’approccio teistico presenti nelle precedenti pubblicazioni – Dio è uno, e ognuno di noi è parte integrante di tale unità. «L’obiettivo di ogni religione non è quello di prepararci a entrare nell’altra vita – scrive nel suo libro – ma è una chiamata a vivere ora, ad amare ora, a essere ora, e in questo modo assaporare cosa significhi far parte di una vita che è eterna, di un amore che è senza barriere e dell’essere di un’umanità pienamente autocosciente». In questo modo possiamo partecipare alla vita e all’essere di Dio, condividendone  l’eternità. Come si intuisce, Spong affronta la questione della vita dopo la morte in maniera  molto differente da come ci hanno abituato le religioni. L’esperienza e la scoperta dell’eternità può essere fatta così all’interno della vita di ciascuno di noi, ma per realizzare ciò dobbiamo essere in grado di andare in profondità in noi stessi. Andare in profondità di sé stessi vuol dire riuscire a essere veramente e fino in fondo umani. Sapendo vivere ogni singolo giorno nella pienezza, potremo arrivare a comprendere l’eternità.

A seguire l’indice del volume:

Federico Battistutta: Dire Dio al di là di Dio. Note sulla teologia di John S. Spong

Ferdinando Sudati: Realtà ultima per credenti in esilio. Né consolazione né terrore a buon mercato nella toccante riflessione del vescovo Spong

PREFAZIONE
1. Ponendo le basi: una parola personale necessaria
2. La vita è casuale
3. Tutta la vita è profondamente legata
4. Danzare con la morte: la scoperta della mortalità
5. Il richiamo della religione
6. L’istinto predominante della vita: la sopravvivenza
7. Il ruolo della religione nella paura della morte
8. I volti della religione
9. Gli strumenti della manipolazione religiosa
10. Liberare la religione dal cielo e dall’inferno
11. Mettere via le cose infantili
12. Il cambiamento del paradigma religioso
13. Chi sono io? Cos’è Dio?
14. L’approccio dei mistici
15. La resurrezione: un simbolo e una realtà
16. Nascondersi – pensare – essere
17. Credo nella vita oltre la morte
Epilogo. Definire la scelta di morire

Verso una spiritualità oltre le religioni

Autore: liberospirito 16 Ott 2017, Comments (0)

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Da tempo quel pensare e quella pratica che passa sotto il nome di teologia, seppur in maniera minoritaria, ha scelto di attraversare sentieri inusuali, se non inesplorati: il pluralismo e il dialogo interculturale e interreligioso (teologia del pluralismo religioso), il femminismo e le questioni di genere (teologie di genere, fra cui la teologia queer), l’ecologia (ecoteologia), l’antispecismo e la questione animale (teologia degli animali) sono alcuni di questi cammini in corso d’opera.

All’interno di questo percorso non potevano rimanere fuori dalla discussione i fondamenti della stessa teologia. Da diverso tempo e in diversi settori si parla appunto di post-teologia, vale a dire di un sapere che, pur seguendo strade differenti, prova a mettere in gioco alcune parole-chiave del discorso teologico, a cominciare dall’immagine tradizionale di una divinità trascendente/onnipotente/soprannaturale, esistente al di fuori e distinta dal mondo.

In Italia si tratta di un ordine di idee che proprio ora sta muovendo i primi timidi passi, mentre a livello internazionale vi sono diversi autori che, in forme e sensibilità differenti, da anni stanno affrontando questo genere di tematiche (John Spong, Josè Maria Vigil, Roger Leaners, Don Cupitt, Gretta Vosper, Mary Daly, Sally McFague, Raimon Panikkar, per fare alcuni nomi un po’ alla rinfusa).

Apprendiamo con piacere che proprio intorno a questi temi si svolgerà a dicembre (a Rimini, dall’8 al 10 dicembre) un seminario nazionale indetto dalle Comunità cristiane di base. Tale incontro -dal titolo: “Beati gli atei perché incontreranno Dio” – prende in buona parte avvio dai temi presentati nel libro Oltre le religioni (Gabrielli, 2016), curato da Claudia Fanti e Ferdinando Sudati, che raccoglie testi di alcuni degli autori menzionati poco sopra (Spong, Leaners, Lopez Vigil e di J.M. Vigil), con la prefazione di Marcelo Barros.

Per ogni informazione: http://www.cdbitalia.it – [email protected] – tel. 3391455800 – 3391733363.

 

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John S. Spong  è un noto teologo statunitense. E’ stato vescovo della Chiesa Eposcopale, a Newark, nel New Jersey (vedi qui info su Spong da Wikipedia). Il suo pensiero teologico si caratterizza per una radicale proposta di un rinnovamento profondo della fede cristiana che l’ha condotto ad allontanarsi dal teismo e dalle dottrine religiose tradizionali. Secondo Spong il teismo, inteso come concetto che definisce Dio, ha definitivamente esaurito la sua funzione e, di conseguenza, la maggior parte del linguaggio teologico riferito al divino perde significato. Bisogna quindi elaborare un modo nuovo per pensare e parlare del divino. Spong sostiene che, se da un lato si è definitivamente consumata l’immagine tradizionale di una divinità trascendente/onnipotente/soprannaturale, esistente al di fuori e distinta dalla “creazione” (su cui occasionalmente interviene compiendo miracoli), resta però in piedi l’immagine del divino inteso come rapporto costante con la vita, con l’amore e con l’essere: la relazione uomo/Dio è pertanto un invito a essere pienamente umani, significa vedere che Dio è l’esperienza della vita, dell’amore e dell’essere che s’incontra dentro l’esperienza di un’umanità ampliata e arricchita. Per Spong, infatti, “il divino è la dimensione ultima e profonda dell’umano” ed è possibile incontrarla quando una persona diviene profondamente e fino in fondo umana.

Di Spong è stato appena pubblicato in italiano, presso l’editore Massari e a cura di Ferdinando Sudati, La nascita di Gesù tra miti e ipotesi, in cui viene compiuta un’attenta rivisitazione dei racconti sulla nascita di Gesù.

Come scrive Ferdinando Sudati nell’ampia introduzione che costituisce un utile viatico al volume: “Il nuovo lavoro di Spong sarà una felice sorpresa per molti lettori, soprattutto cattolici, che in questi anni si sono familiarizzati con il problema del Gesù storico. Vi troveranno in bella sintesi i dati della migliore storiografia critica e indipendente attorno ai vangeli dell’infanzia, cioè dei racconti del concepimento e della nascita di Gesù come sono riportati da Matteo e Luca. In realtà, il commento storico-critico a questi capitoli dei vangeli è dovuto a un credente, addirittura un vescovo, quindi a una persona che ha un grande interesse per Gesù di Nazareth. Può darsi che per qualcuno la sorpresa non abbia solo aspetti culturalmente e religiosamente piacevoli, ma sia fonte di disagio. Ciò a motivo della messa in discussione di un’eredità religiosa, ricevuta dal passato e ben sedimentata nella coscienza cristiana credente, da parte di un vescovo emerito della Chiesa episcopaliana qual è John Shelby Spong. Il disagio potrebbe risolversi in conflitto interiore e perfino in irritazione verso l’autore, generando un rifiuto della sua proposta. A queste persone, soprattutto, è rivolto l’invito a mantenere la calma e a pensare che si trovano nel mezzo di un’operazione, culturale che esige di essere affrontata con strumenti adeguati”.

Scriblerus

 

Oltre le religioni. Un libro

Autore: liberospirito 18 Lug 2016, Comments (0)

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Una segnalazione libraria, anche se propriamente non da ombrellone. E’ uscito in questa primavera, presso l’editore Gabrielli, un volume collettivo, curato da Claudia Fanti (giornalista presso “Adista”) e da Ferdinando Sudati (teologo e presbitero diocesano), dal titolo quanto mai accattivante: Oltre le religioni. I quattro autori pubblicati provengono da diverse parti del mondo, a testimoniare – se ce ne fosse ancora il bisogno – come la necessità di un radicale rinnovamento religioso nel mondo cristiano sia avvertita su scala planetaria. Sono studiosi con formazione e percorsi differenti ma accomunati dalla medesima sensibilità. Si tratta di John Spong, vescovo episcopalismo statunitense (v. qui); Maria Lopez Vigil, scrittrice cubano-nicaraguense; Roger Leaners, gesuita belga (v. qui) e infine Josè Maria Vigil, teologo spagnolo ma residente in Sud America da anni e coordinatore della commissione teologica dell’EATWOT (associazione ecumenica dei teologi e teologhe del terzo mondo – v. qui e qui). Inoltre il volume gode di alcune pagine introduttive scritte da Marcelo Barros, monaco benedettino brasiliano ed esponente di punta della teologia della liberazione.

Cosa vuol dire andare oltre le religioni? Significa, in breve, riconoscere il carattere storico, culturale delle religioni così come le conosciamo. Le istituzioni religiose sono il prodotto indiretto della rivoluzione neolitica e delle cosiddette civiltà monumentali nate da quella rivoluzione. Hanno giocato un ruolo fondamentale in molte epoche storiche ma, come ogni fenomeno storico, alla fase iniziale, aurorale, è succeduta quella della piena maturità e sviluppo, per intraprendere poi un’altra fase, quella crepuscolare, declinante. Oggi siamo entrati in questo stadio.

Ma parlare di una fase calante delle istituzioni religiose non significa liquidare in toto l’esperienza religiosa. L’essere umano che noi tutti siamo, quello che gli scienziati chiamano homo sapiens sapiens, ha una vita lunga, assai più antica delle grandi civiltà del passato, siano esse quelle egizie, sumere, cinesi o altre ancora. Come scrive Claudia Fanti: “Fin dal principio, l’homo sapiens è stato anche homo spiritualis, l’idea concreta di Dio è stata elaborata molto più tardi”. Allora come è esistita una religiosità prima delle religioni è altrettanto possibile riflettere su una religiosità dopo le religioni. E’ ciò che Josè Maria Vigil chiama ‘paradigma post-religionale’. La società attuale, della conoscenza e dell’informazione, globalizzata, post-industriale si sta incamminando lungo questa direzione. E’ un fenomeno che ci interessa da vicino, poiché riguarda soprattutto il cosiddetto primo mondo.

Scrive Roberto Mancini, citato nell’introduzione: “Ogni confessione religiosa è una strada, non una casa e tanto meno una fortezza. Se si irrigidisce come se fosse una casa, allora la religione stessa diventa idolatria”. La religione diventa idolatria quando confonde il mezzo con il fine, quando la sopravvivenza dell’istituzione diviene più importante delle ragioni che l’hanno fatta nascere. E’ questo il triste e perverso destino a cui sono destinate tutte le istituzioni (come Ivan Illich ha mostrato assai bene nei suoi lavori), non solo quelle religiose.

E’ lungo questo asse che si snodano i quattro interventi, con accenti e toni differenti, seguendo piste di ricerca non sovrapponibili l’una all’altra, ma   affratellati tutti dalla percezione che, sapendo affinare lo sguardo, c’è tutto un mondo che oggi vuole venire alla luce e che desidera esprimere in forme nuove, inedite, la gioia di vivere e il legame che unisce tutti i viventi.

Scriblerus

John Shelby Spong in Italia

Autore: liberospirito 6 Ott 2013, Comments (0)

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Il teologo americano John Shelby Spong sarà in Italia. Vescovo episcopaliano di Newark (U.S.A.), ha insegnato presso diverse università: Harvard, Drew, University of the Pacific e Berkeley Graduate Theological Union. E’ autore di diversi saggi, alcuni dei quali hanno raggiunto un vasto pubblico. In italiano sono stati tradotti, per l’editore Massari e a cura di Ferdinando Sudati i seguenti libri: Un cristianesimo nuovo per un mondo nuovo (2010), Gesù per i nonreligiosi (2012) e Il quarto Vangelo (2013).

In Italia, sarà a Bergamo per un paio di incontri dal titolo “Dio non è così. Recuperare il divino al cuore dell’umano”. Lunedì 14 ottobre, presso la sala della Fondazione Serughetti La Porta alle ore ore 20.45 terrà una conferenza, preceduta da un’introduzione di  Ferdinando Sudati. Martedì 15 ottobre, presso l’aula 2 della facoltà di Scienze umanistiche dell’Università di Bergamo, in via Pignolo 123, dalle ore 16.45 alle 20.00 si terrà un seminario di approfondimento con John S. Spong, a cui parteciperanno Federico Battistutta, Giulio Brotti, Enrico Giannetto, Ivo Lizzola, Marco Marzano, Giuliano Zanchi e Luciano Zappella; coordinerà l’incontro Fulvio Manara.

L’iniziativa avviene ad opera della Fondazione Serughetti La Porta, dell’Università di Bergamo e della Comunità di Ricerca “Culture Religioni Diritti Nonviolenza”. Per eventuali informazioni: [email protected]