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Tag: don Paolo Farinella

Pubblichiamo l’appassionato intervento di don Paolo Farinella, tratto dal blog che tiene sul sito del Fatto Quotidiano, a proposito della recente intervista del cardinale Ruini, nella quale quest’ultimo si è espresso a favore di Salvini e della Lega. Con linguaggio vivace e diretto Farinella tratteggia con chiarezza le fattezze di questo personaggio e del suo “bieco stile clericale”.

Il lupo perde il pelo – quasi sempre -, ma il cardinale Ruini, don Camillo per gli amici di destra, non perde mai il vizietto di “parlare a nuora perché suocera intenda”. Qui la nuora è il Corriere della Sera, giornale dei salotti che contano, che pubblica una intervista di Ruini; mentre la suocera è Papa Francesco. L’endorsement di Ruini a Matteo Salvini, espresso nel più bieco stile clericale, fatto di sorrisetti, ammiccamenti, parole piane e mai gridate – sullo stile manzoniano del “sopire troncare padre molto reverendo…” – , fanno del cardinale Camillo Ruini un individuo più pericoloso di ogni altro che attacca direttamente il Papa.

L’”eminenz” ottantottenne, per 18 anni dominus assoluto della Cei, sotto il pontificato del Re di Polonia prima e del Pastore Tedesco poi, come Farinata degli Uberti, sorge “dalla cintola in su”, vispo e garrulo come un corvo serale. Egli, che a buon diritto, fu definito doctor sottilis fa finta di essere ossequioso verso Papa (“Il mio Papa”), si genuflette anche di fronte all’autorità papale, ma la svuota con una staffilata che vende, da clericale dannato, come un innocuo consiglio: “Spero che il Papa non approvi i viri probati” (cioè i preti sposati a determinate condizioni).

Con questa intervista pensata e calcolata anche nelle virgole, il cardinale che sussurra a Salvini è uscito dal suo antro romano e si propone come convergenza di tutti i rivoli che per ora vanno per conto proprio contro il Vescovo di Roma, Papa Francesco. Ruini non è un cardinale qualsiasi, ma è il già presidente della Cei che ha impedito alla Chiesa italiana di realizzare il Concilio Vaticano II, sequestrato e messo in prigione. Oggi ne paghiamo le conseguenze.

Egli è il cardinale che ha invitato gli italiani a disertare le urne nel referendum sulla legge 40/2004 sulla procreazione assistita, in combutta con Silvio Berlusconi e la destra, riuscendo a fare fallire la consultazione popolare. Allora egli non esitò a mettere in atto un vulnus al concordato perché s’intromise come un elefante in un atto supremo della democrazia di uno Stato estero, l’Italia. I politici baciapile di allora e la sinistra, che cominciava già a rinnegare se stessa, non latrarono nemmeno e il referendum non raggiunse il quorum.

Oggi, a distanza di 15 anni, il garante della destra berlusconista di allora si fa garante della destra odierna, peggiore di quella, frutto anche della sua politica di clericuscompromesso con chiunque ha il potere, dimostrando che gli importa poco del Vangelo e della profezia cui dovrebbe essere votato. Quest’uomo viene in veste di agnello, ma colpisce come un lupo rapace.

Di lui e della sua esplicita avversione a Papa Francesco parla il profeta Geremia (sec. VII a.C.) che lo conosceva bene: “’Terrore all’intorno! Denunciatelo! Sì, lo denunceremo’. Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta: ‘Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta’”(Ger 20,10).

Ruini il vendicatore, gli undici cardinali che scrissero il libello anonimo contro il Papa e poi quello dei “quattro dell’Ave Maria” (Brandmueller, Burke, Caffarra e Meisner), cinque con il cardinale Saràh, che nel 2017 criticarono ferocemente l’enciclica Amoris Laetitia sul matrimonio e la possibilità dei divorziati di accedere all’eucaristia: tutti avevano l’obiettivo di screditare il Papa per costringerlo alle dimissioni.

Siamo dentro un film, del genere “Camillo Ruini, la Vendetta”. Perché come previde il profeta Geremia, proprio di vendetta di tratta e di nient’altro. Costoro vedono che Francesco, silente e paziente, va avanti per la strada per cui fu eletto e non vacilla; urge farlo fuori. Non si può avvelenarlo perché bisognerebbe avvelenare tutti i residenti in Santa Marta, visto che il Papa mangia alla mensa comune e non beve caffè.

Non resta che la strada maestra della calunnia: come cani rabbiosi, lanciano insinuazioni, moniti, consigli, minacce di scisma per raccogliere la sua testa come quella di Giovanni il Battista. Questi non esiteranno davanti a niente perché in gioco è il loro potere sotterraneo e la loro corruzione incontrollata. Sono senza Dio e quindi senza scrupoli.

L’uscita di Ruini è la manna emersa per quel mondo senza tempo e senza storia, inchiodato al passato immutabile, che poi è il loro piccolo pensiero, fino a oggi disperso. Ora può compattarsi a testuggine dentro le mura leonine e fuori, la destra può brindare, anche perché il cardinale di Sassuolo che tifa Salvini ha messo la propria ipoteca sulle prossime elezioni nella sua regione, l’Emilia Romagna. Il salvinismo-ruinismo ha preso il posto del ruinismo-berlusconista con una caduta in basso che nessuno si aspettava.

Anche io do un consiglio gratuito e non richiesto al Papa: visto che codesta gente non ha il coraggio dirle le critiche in faccia, ma è inaffidabile, compia un gesto semplice e lineare: abolisca il collegio dei cardinali, abolisca Ruini e i suoi complici e visto che c’è, scomunichi Salvini e poi insieme stiamo a vedere che succede. Sicuramente non ci annoieremo.

Paolo Farinella

Contro la piazza del Family day

Autore: liberospirito 3 Feb 2016, Comments (0)

In margine della manifestazione romana di sabato scorso (il cosiddetto “family day”). Fra i numerosi commenti che si possono leggere proponiamo la riflessione di un prete cattolico – don Paolo Farinella – che argomenta la sua scelta di schierarsi (senza “se” e senza “ma”) contro il sedicente mondo cattolico sceso rumorosamente in piazza. L’articolo è tratto dal sito di “Micromega”. 

unioni-civili

Ora che le piazze sono soddisfatte e anche etichettate, laiche e cattoliche, con pressione muscolare e avvertimenti elettorali, tutti vissero felici e contenti nella convinzione esclusiva di avere ragione sugli avversari o meglio nemici. Finalmente la famigerata Cirinnà, che è anche Cirinnò, verrà approvata e sarà una delle peggiori leggi della Repubblica perché snaturata a livello di elastico che misura la distanza tra le due piazze e anche l’equidistanza dei politicanti del voto di scambio che non si fanno scrupolo di manifestare contro se stessi in nome di «alti valori superiori», tradotti in una decina di posti in più nel governo. Renzi paga in posti, inversamente proporzionali al valore intrinseco della congrega di Al Fano e della congregazione di Scelta Civica. Quando si dice l’etica!

Il sedicente «mondo cattolico», ritenendo non sufficiente l’atteggiamento del cardinale Bagnasco, che pur ha assunto un volto truce e battagliero, ha riesumato anche le mummie che credevamo sepolte e stagionate come il card. Ruini, il difensore della legge 40 e del fallimento del referendum a essa allegato, nonostante quella legge sia stata azzerata da una miriade di sentenze dentro e fuori i confini della sacra patria, della santa famiglia e del santissimo dio. In nome di Dio, Patria e Famiglia, alle crociate!

La piazza cattolica, per l’occasione ai Fori Imperiali, forte della presenza di appena e non più di 300 mila persone, comprese suore vergini, preti e frati celibi, vescovi, non sappiamo, tutti astemi di famiglie ufficiali, ma molti esperti in famiglie altrui, ha fatto un botto che lascerà il segno di morte sul sedicente cattolicesimo senza fede e tutto politicante. Come cattolico, credente e praticante, dichiaro pubblicamente di non avere nulla da spartire con quella piazza, di cui un cattolico coerente e con un minimo di coscienza morale dovrebbe vergognarsi e distanziarsi.

Non nego che vi fossero persone e famiglie oneste e di retta coscienza, andate a testimoniare il loro modo di vivere e percepire la famiglia, anche se dentro un’enorme (o forse voluta?) confusione tra diritti civili, adozione dei figli, utero in affitto, mistero della Trinità e Immacolata Concezione di Maria, messi in un unico calderone senza gusto e senza sapore. Quello che fa specie e dovrebbe inorridire un cattolico è la presenza di figuri e politicanti che non solo hanno deturpato per interesse la piazza, ma hanno svilito lo stesso sentire cattolico, se mai vi fosse stato, annichilendolo ancora di più in un recesso di ignominia e vituperazione.

Gasparri e Brunetta (FI), i gemelli Giovanardi e Formigoni (NCD), il ministro Galletti (UDC) Fioroni (PD), Dorina Bianchi (NCD, ma ex Ccd, ex Udc, ex Margherita, ex Pd, ex Pdl, ex se stessa) e chissà quanti altri delle stesse razze, lingue e tribù. Tutti costoro si vantano di essere cattolici e per questo hanno appoggiato, sostenuto e legiferato ogni nefandezza immorale, hanno difeso e protetto in parlamento con il voto affiliati alla malavita, hanno votato convintamente tutte le leggi volute da Berlusconi che hanno distrutto non solo lo Stato, ma anche il senso di esso. Hanno votato in parlamento con giuramento di coscienza che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Molti di loro hanno una o più famiglie, qualcuno più larga e qualcuna più stretta. La Bianchi fu relatrice della legge 40 e pasionaria della disfatta del referendum, il suo cattolicesimo d’un pezzo si vede dalle sigle che adornano il suo petto come medaglie di coerenza non solo politica, ma specialmente etica: dove c’è un posto, là c’è la sua coscienza … per il bene del popolo, s’intende!

Costoro che sono da sempre al governo con chiunque e comunque non hanno mai varato una legge a difesa della famiglia né tradizionale né di altro genere, ma hanno sempre firmato leggi a favore di amici e di corrotti, distruggendo lo stato sociale e facendo aumentare i poveri in modo esponenziale. Essi appoggiano la manifestazione per il ritorno in voti e i vescovi non hanno nulla da dire contro il voto mafioso di scambio? Come si fa a dichiarare immorale una legge che cerca di estendere i diritti a persone che ne hanno diritto, se si accettano presenze e sponsorizzazioni come queste, che sono la quintessenza della immoralità e della negazione dei cosiddetti principi e valori cattolici? Quei politicanti voteranno quella legge per convenienza e perché hanno ricevuto il prezzo adeguato in posti di governo.

Ho l’impressione che a quella piazza nulla importasse della legge sulle coppie di fatto, ma fosse lì contro la pastorale di Papa Francesco che apparentemente nessuno contesta, ma di fatto tutti maledicono perché apre varchi che fanno vacillare un cattolicesimo senza fondamenta e pauroso, rinchiuso e rintanato nella sicurezza di una mal compresa tradizione di cui non conoscono né la storia né la trama. A questa piazza, io Paolo prete, cattolico, oppongo la mia resistenza morale e teologica perché il Vangelo, assente in quell’assembramento, sta da un’altra parte e, per una volta tanto, sta anche con un Papa che prova a fare sul serio. Mi distinguo da costoro e, anche in solitudine, sto dalla parte dei bambini, dei diritti delle persone etero od omo, non m’importa, dalla parte di una Chiesa che è lievito e non muscoli, proposta e non strumento di politicanti corrotti. Anche le mafie difendono la «Famiglia» tradizionale.

don Paolo Farinella