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Tag: Convegno “religione e libertà”

Ancora a proposito del convegno di Arcidosso: pubblichiamo alcune riflessioni sulle quattro relazioni da parte di una persona che ha seguito e partecipato alla giornata di studio.

estate 15 - convegno + sardegna 008

Ho seguito sin dall’inizio la storia di questo “liberospirito”, la ricerca puntigliosa, costante e senza fretta di tutte quelle parole, sparpagliate in giro per il mondo, nate dal bisogno che non si esaurisce di porsi domande, di far traballare le certezze e spingersi in territori dove l’essere umano trova un valore, interiore ed esteriore, nel suo sentire più intimo e nella pratica della vita, che attraversa il tempo tessendo ponti tra passato e futuro.

Negli anni si è andato raccogliendo tutto il materiale – e ancora si raccoglie – che costituisce quella sorta di biblioteca on line che è liberospirito.org. Ma dietro gli scaffali, virtuali o meno, di una biblioteca ci sono sempre persone e il loro lavoro. Dietro quelli di una biblioteca così specifica c’è anche la passione, la ricerca e la messa in gioco personali.

Il convegno estivo ad Arcidosso è stata la prima uscita allo scoperto di queste persone che per iniziare hanno scelto quel territorio geografico proprio perché fu il luogo dove, a suo tempo, una delle ultime figure eretiche in Italia visse e creò un’esperienza di vita comunitaria. Il monte Labbro di David Lazzaretti dista infatti pochi chilometri dal comune di Arcidosso e la figura di Lazzaretti è stato anche l’argomento di uno degli interventi della giornata, uno dei due che nel pomeriggio portavano “persone ad esempio” e non solo pensiero teorico come spunti per riflettere e discutere.

David Lazzaretti e Simone Weil a me che ascoltavo sono parsi accomunati dalla ricerca di una verità assoluta costi quello che costi, seppure in maniere completamente diverse, vuoi per l’epoca storica (XIX secolo per l’uno, XX per l’altra), per la storia personale, le differenze culturali e per essere uno uomo e l’altra donna.

Vado a memoria e quel che racconto è ciò che è rimasto in me, che poche parole appuntate su un foglio rievocano ma che, in fondo, penso sia la finalità ultima di operazioni di questo genere: quel che ti hanno lasciato, che è rimasto.

In entrambi ho sentito risuonare la bellezza dell’universo. In un Lazzaretti che, se non sbaglio, parlava di noi umani come “addetti alla manutenzione dell’universo” mi sembra che bellezza significhi “fare le cose necessarie” e farle fino in fondo, allo stesso modo mi par di vedere la bellezza di una figura quale quella di Simone Weil – o quantomeno così mi è arrivata attraverso l’intenso parlare di Monica Giorgi –  proprio nel suo provare ad uscire da quella teoria che le veniva così bene per sperimentare con tutta sé stessa, fare esperienza pratica del suo pensiero, come se proprio grazie a quel corpo maldestro facesse le esperienze più profonde, confermasse sé a sé stessa, si legasse al corpo dell’universo fatto di corpi e vi trovasse sacralità.

Ognuno di noi procede poi per libere associazioni e Lazzaretti – attraverso le parole di Mauro Chiappini, che ricordava l’essenzialità per quell’uomo del rapporto con la morte – così come quel voler andare così a fondo della Weil, mi hanno riportato alla figura di un mistico molto più noto quale è stato Francesco d’Assisi e al suo cantico delle creature come lode assoluta della vita in tutti gli aspetti, arrivando a ringraziare anche per sora nostra morte corporale, oltrepassando così, in un balzo, il binomio vita/morte e aprendo un varco verso un’unica ininterrotta esperienza di vita-morte.

Gli interventi della mattinata li definirei di stampo teorico tra virgolette, perché l’impegno dei due relatori nel fare discorsi molto forti e appassionati ha avuto il pregio di avvicinare così bene il loro pensiero a noi che ascoltavamo da far vivere quel che dicevano come “la storia che ha portato alla nostra necessità”.

Federico Battistutta ha gettato uno sguardo storico, ampio e articolato, sul fenomeno religioso sottolineando che se le umane costruzioni, incluse quelle religiose, hanno sempre avuto un inizio e una fine, non si può dire la stessa cosa del bisogno che ci caratterizza di dare una spiegazione al mistero della vita-morte. Ha inteso dire, per farla semplice, che un conto sono le confessioni religiose con tutte le loro chiese e le loro storie, un conto è la religione come bisogno, come ricerca che ci accompagna da quando, al principio dei tempi, incominciammo a comprendere che la nostra vita ha una fine e tutto affonda nel mistero.

Il cuore del pensiero di Federico mi è parso essere proprio questo: la ricerca di una religione prima delle religioni, una ricerca nel passato più arcaico per gettare ponti verso un futuro sconosciuto di cui abbiamo nostalgia e necessità. In questo modo la religione assolverebbe al suo compito principale che sta proprio – come il significato etimologico della parola ci insegna – nel  religare, legare, gettare fili che uniscono passato a futuro attraversando il presente, con il sogno che si fa materia concreta di sperimentazione di un esistere ampio e inclusivo di diversità, siano esse di specie come di genere.

Elisabeth Green ha sviluppato la sua relazione rimanendo volutamente in ambito cristiano – territorio che ben conosce essendo pastora battista – ma osservandolo con l’ottica del riciclo, ossia di uno sguardo attento che tiene il buono e getta l’inutile.  Ho trovato il suo discorso estremamente proficuo per capire meglio “come sono andate le cose” all’interno di quella cultura religiosa di cui, tutti noi in Europa, siamo figli nostro malgrado. Così mi si è chiarito come la religione cristiana sia stata e sia sostanzialmente legata all’egemonia patriarcale nella quale l’oppressione – soprattutto femminile – ha avuto un ruolo complesso e variegato. La chiesa patriarcale a suo tempo ha creato da un lato la povertà, sostenendo la divisione gerarchica in classi sociali, e dall’altro la normalizzazione della sessualità, arrivando alla pretesa religiosa di normalizzare Dio.

E’stato il movimento femminista – ci racconta Elisabeth in maniera precisa e articolata – che, denunciando la connivenza delle chiese con l’oppressione delle donne, ha innestato l’autocritica del messaggio cristiano che oggi, nelle sue forme più interessanti e all’avanguardia, include la presenza di quello che lei chiama “popolo queer”, il portatore di diversità, di tutto ciò che non sta nella normalizzazione del potere, il Dio straniero, la seconda venuta di Cristo. Il messaggio cristiano è passato nei secoli come portatore della verità unica, oggi è arrivato il tempo di vedere le cose in maniera pluricentrica, inclusiva e destabilizzante quale a mio avviso è sempre stata la figura di Gesù, queer per eccellenza.

Forse tutti noi cerchiamo risposte che ci aiutino a gestire l’esistenza, sicuramente io le ho cercate. Oggi che ormai la vecchiaia è alle porte della mia vita, mi trovo ad avere bisogno dell’esatto contrario, ad avere necessità di spostarmi continuamente dalle certezze e aprire, aprire spiragli che mi permettano altri punti di vista, come se questa fosse per me una risorsa vitale, energia buona a cui attingere. Di questo la giornata del 4 luglio ad Arcidosso è stata molto ricca.

 Silvia Papi

 P.S. : Sul dizionario inglese per il termine queer ho trovato questi significati: strano, inusuale, ciò che causa dubbio, fuori dall’ordine e, in linguaggio slang, per dire di persona omosessuale.

Su religione e libertà

Autore: liberospirito 26 Lug 2015, Comments (0)

A seguire una sintesi del convegno “Religione e libertà”, da noi organizzato ad Arcidosso, il 4 luglio scorso. L’articolo, a firma di Valerio Pignatta, uscirà in versione cartacea sul mensile “A/Rivista anarchica”. Inoltre sulla nostra pagina facebook (che si chiama per l’appunto “Religione e libertà“) è possibile visionare alcune immagini relative al convegno.

convegno RELIGIONE E LIBERTA'

Nel mese di luglio si è tenuto ad Arcidosso sul Monte Amiata un convegno dal titolo “Religione e libertà. Ricerca, sconfinamenti e trasgressioni per una spiritualità contemporanea”.

Il convegno è nato dall’intenzione di mettere sul tavolo del confronto con il pubblico e tra i relatori stessi la possibilità o meno di coniugare alcune tematiche “ad alto rischio di incendio” socio-politico e teologico con un concetto del religioso che non sia istituzionalizzato, dogmatico né gerarchico o filopatriarcale.

I relatori intervenuti sono stati quattro e hanno affrontato il tema della religione dopo la religione (Federico Battistutta), quello della teologia femminista e queer (Elizabeth Green), l’esperienza del lazzarettismo in Amiata, ultima eresia italiana di fine Ottocento (Mauro Chiappini), e infine la figura di Simone Weil nella sua doppia accezione di mistica e libertaria (Monica Giorgi).

Per entrare maggiormente nel dettaglio si può dire che Battistutta ha prospettato la possibilità di sviluppare in futuro una religione areligiosa, così come forse si è avuta nei primordi della storia umana, prima di ogni istituzionalizzazione e semplicemente rispondente alle domande di tipo esistenziale che l’essere umano probabilmente si è sempre posto. Questa nuova spiritualità oltre che non istituzionalizzata o normata potrà prendere spunti e obiettivi dall’antispecismo, dall’ecologismo, dalla politica libertaria ecc.

La teologa femminista Green invece ha edotto il pubblico sulla storia dell’emersione del dibattito teologico di stampo femminista negli scorsi decenni che si è oggi completato e arricchito con la discussione sulla teologia queer e di genere. L’analisi ha anche indagato i nodi filosofici e resistenti delle Chiese e le motivazioni del rifiuto della libertà sessuale e della parità dei diritti sessuali (e non solo ma anche politici, professionali, sociali ecc. strettamente interrelati) degli appartenenti all’area lgbt.

Chiappini, figlio dell’ultimo sacerdote lazzarettista morto nel 2002, ha invece raccontato l’evoluzione storica dei giurisdavidici, seguaci di David Lazzaretti, barrocciaio di Arcidosso che nella seconda metà dell’Ottocento fondò proprio sui territori del Monte Amiata una società di famiglie comunitarie (comunione dei beni, abolizione interna del denaro, scuole per i propri analfabeti, comunione e lavorazione comune delle terre ecc.) che attirò le antipatie dei possidenti e le preoccupazioni di Stato e Chiesa e che fu soffocata nel sangue e nella repressione (vedi Pignatta, Valerio, “L’eretico David Lazzaretti”, in A rivista anarchica, n. 387, marzo 2014). A fianco di una lucida analisi demolitrice della odierna società capitalista Chiappini ha allo stesso tempo riesumato lo spirito della comunità amiatina di un tempo, il ruolo di “addetti alla manutenzione dell’universo” che quei contadini esprimevano ancora nei primi decenni del Novecento e la constatazione di una vita vissuta in un regime armonico di relazioni che oggi non è più possibile realizzare per i cosiddetti “tempi di fabbricazione” (diversi dai tempi della natura) che predominano nella società attuale.

Infine la scrittrice Monica Giorgi ha delineato la vicenda storica e umana della Weil – filosofa francese dei primi decenni del Novecento, partigiana nella colonna Durruti nella guerra di Spagna, ma anche mistica e operaia per scelta – con pennellate descrittive efficaci e brevi flash significativi (tratti dalle opere della stessa) che ne hanno tracciato le caratteristiche più rilevanti e maggiormente significative, sia per quanto riguarda gli aspetti socio-politici da una parte e sia per quelli spirituali dall’altra.

Il dibattito con il pubblico è stato proficuo e a tratti anche pungente (come poteva far supporre infatti il sottotitolo del convegno) perché la spiritualità affrontata da questo punto di vista e con un’apertura a trecentosessanta gradi come in questi temi spinge alla messa in discussione delle posizioni rigidamente normate all’interno di una qualsiasi religione così come all’interno di un filomarxismo dominante che tende a spiegare ogni processo da un punto di vista semplicemente economico e materialista (o peggio scientifico).

L’iniziativa è partita dal gruppo che fa riferimento al sito e blog Internet www.liberospirito.org, attivo da anni nell’ambito di temi come l’anarchismo religioso, l’ecoteologia, il dialogo interreligioso, le eresie e la teologia femminista, temi su cui produce libri, articoli ed eventi culturali come in questo caso.

Valerio Pignatta

Religione e libertà: il convegno

Autore: liberospirito 27 Giu 2015, Comments (0)

Rimandiamo ancora l’informazione – già postata il mese scorso – riguardante il convegno organizzato proprio da noi, il gruppo di uomini e donne che cura questo blog e il sito annesso.

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Ecco, per esteso, il programma:

RELIGIONE E LIBERTA’ – Ricerca, sconfinamenti, trasgressioni per una spiritualità contemporanea

Il bisogno interiore di una spiritualità rinnovata, aperta all’attualità (dalla politica, all’ecologia, fino alle questioni di genere e di specie ecc.) e, contemporaneamente, la crisi di fiducia rispetto alle istituzioni religiose, spingono sempre più uomini e donne verso pratiche che vedono la religione come ricerca di libertà e la  libertà come  ricerca di religione.

Interventi:

Federico Battistutta: La religione dopo le religioni

Elizabeth Green: Il riciclo cristiano: dalla teologia femminista al pensiero queer

Mauro Chiappini: Inattualità di David Lazzaretti nella modernità

Monica Giorgi: La clown di dio: a tu per tu con Simone Weil

Introduce e modera il dibattito (fra i relatori e con il pubblico): Valerio Pignatta

Dove: presso la Sala Consiliare, Palazzo Comunale, piazza Indipendenza, 30 – Arcidosso (GR), con il seguente orario: h 10:00/12:30 – 14:30/18:00.

Per ogni informazione:  [email protected]  oppure tel. 0564.984107

Ne parleremo anche in seguito, sicuramente. Comunque cominciamo col darne la notizia, come si suol dire, in anteprima. Ci riferiamo a un convegno che si svolgerà il 4 luglio (tra poco più di un mese, quindi) ad Arcidosso (provincia di Grosseto), nel cuore dell’Amiata, organizzato proprio da noi: Comunità di ricerca LIBEROSPIRITO. Qualcuno potrebbe aggiungere: “intervenite numerosi!”; più sommessamente ci limitiamo a dire che potrebbe essere una buona occasione, per chi segue questo blog (e sito connesso), per conoscersi, incontrarsi di persona, scambiare idee, impressioni, ecc.

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Ecco, in breve, il programma:

RELIGIONE E LIBERTA’ – Ricerca, sconfinamenti, trasgressioni per una spiritualità contemporanea

Il bisogno interiore di una spiritualità rinnovata, aperta all’attualità (dalla politica, all’ecologia, fino alle questioni di genere e di specie ecc.) e, contemporaneamente, la crisi di fiducia rispetto alle istituzioni religiose, spingono sempre più uomini e donne verso pratiche che vedono la religione come ricerca di libertà e la  libertà come  ricerca di religione.

Interventi:

Federico Battistutta: La religione dopo le religioni

Elizabeth Green: Il riciclo cristiano: dalla teologia femminista al pensiero queer

Mauro Chiappini: Inattualità di David Lazzaretti nella modernità

Monica Giorgi: La clown di dio: a tu per tu con Simone Weil

Introduce e modera il dibattito (fra i relatori e con il pubblico): Valerio Pignatta

Dove: presso la Sala Consiliare, Palazzo Comunale, piazza Indipendenza, 30 – Arcidosso (GR), con il seguente orario: h 10:00/12:30 – 14:30/18:00.

Per ricevere il programma e ogni altra informazione:  [email protected]  – tel. 0564.984107