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Tag: casa editrice Corpo60

Arabi senzadio?

Autore: liberospirito 24 Feb 2015, Comments (0)

Parliamo qui di un libro a venire. O meglio un libro già esistente e in attesa di pubblicazione in Italia. Il libro in questione è Arabs Without God (Arabi senza Dio) ed è uscito a metà 2014 in formato ebook, autopubblicato dall’autore, Brian Whitaker, già caporedattore per il Medio Oriente del “Guardian” dal 2000 al 2007. Attualmente è giornalista freelance, pur continuando a collaborare con il quotidiano britannico.

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Il tema della libertà di pensiero nei Paesi arabi, e in quelli del Medio Oriente in particolare, è di particolare importanza e interesse soprattutto alla luce del sempre più frequente incontro/scontro fra tradizioni e fedi diverse, dentro e fuori l’Europa. In questi Paesi, dichiarare apertamente di non credere in Dio significa compiere un atto clamoroso e talvolta pericoloso, a volte significa firmare la propria condanna a morte. Eppure sempre più persone, incoraggiate dalle rivolte delle passate “primavere arabe” e dalla diffusione dei social media, trovano la forza di esprimere le loro idee. Scopriamo che nei luoghi di origine di una delle più diffuse religioni del mondo c’è molto più fermento e diversità di vedute di quello che siamo abituati a pensare in Occidente. Governi e autorità religiose si trovano di fronte a una sfida radicale alla loro autorità divina. Per questo è importante conoscere il fermento in atto in quei luoghi. Promuove la pubblicazione in Italia la casa editrice Corpo60 (www.corpo60.it).

Di seguito la sintesi di un paio di testimoninaze raccolte nel volume:

Nella città palestinese di Qalqilya, il venticinquenne Waleed al-Husseini era stato folgorato da un’idea stravagante anche se irriverente. Decise che era ora che Dio avesse una pagina su Facebook – e si accinse a crearne una. L’ha chiamata Ana Allah (“Io sono Dio”) e il primo post annunciava scherzosamente che in futuro Dio avrebbe comunicato direttamente con le persone tramite Facebook poiché, pur avendo inviato profeti secoli fa, il suo messaggio non era ancora stato recepito. Waleed è stato incarcerato e sottoposto a un interminabile processo perché il suo ateismo era una “minaccia alla sicurezza nazionale”. Oggi vive in Francia.

Tareq Rajab Sayed de Montfort, invece, è un giovane artista nato in Kuwait, gay dichiarato. Si definisce devoto, anche se in modo non convenzionale. Afferma che la sua omosessualità non lo ha mai portato a dubitare della sua fede o del senso del divino, anche se riconosce che i traumi che altri subiscono possono fare disintegrare ogni forma di fede. Questo problema non si porrebbe, ha suggerito Tareq, se i musulmani ascoltassero il consiglio del Profeta di “pensare da sé”.