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Tag: “BioScience”

L’impronta umana e il serial killer

Autore: liberospirito 11 Ott 2015, Comments (0)

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Questa volta prendiamo spunto dai dati forniti da alcune ricerche in campo scientifico. Ad esempio dal fatto che la superficie della Terra che l’uomo occupa, in maniera più o meno completa, ammonta all’83 per cento del pianeta. Questo, secondo alcune rilievi compiuti da uno staff di ricercatori della Columbia University (USA) – i quali hanno elaborato apposite mappe che rappresentano la presenza umana sul pianeta – pubblicati sull’ultimo numero della rivista “BioScience”( The Human Footprint and the Last of the Wild).  L’influenza dell’occupazione del pianeta da parte della nostra specie viene tecnicamente definita “impronta umana”.

Oltre a queste informazioni di carattere generale ne abbiamo appresa un’altra, più specifica. Ed è la seguente: l’area di Chernobyl, in Ucraina, ospita un  numero sempre più alto di animali selvatici. Come si sa, colpita dall’incidente nucleare nel 1986, una zona molto vasta è stata abbandonata dai residenti (circa 116mila persone). Secondo i dati riportati in un altro articolo (Long-term census data reveal abundant wildlife populations at Chernobyl) del numero di ottobre della rivista “Current Biology” (pubblicazione scientifica in lingua inglese che si occupa di vari settori della biologia) lo spopolamento umano ha favorito la riproduzione della fauna selvatica (cinghiali, cervi, caprioli, lupi e altri mammiferi), a prescindere dai danni che le radiazioni nucleari possono aver provocato sui singoli animali. In poche parole: la presenza umana – con la pratica della caccia, dell’agricoltura e della silvicoltura – sembra avere, sul mondo selvatico, un impatto più forte delle stesse radiazioni nucleari.

E allora? Tutti questi discorsi cosa dicono a una sensibilità religiosa nei confronti della vita (o, più semplicemente, a coloro ai quali sta a davvero a cuore il destino della vita sulla Terra)? Senza farla lunga: tutto ciò dovrebbe far riflettere radicalmente, qui e ora, sul rapporto tra noi umani e gli animali non umani. Per evitare che l’impronta umana non divenga un serial killer, finendo per calpestare e schiacciare le impronte lasciate da ogni altra forma vivente.