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Tag: Biodiversità

9 luglio: Ecoteologia per il XXI secolo

Autore: liberospirito 15 Giu 2016, Comments (0)

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Ne abbiamo già parlato il mese scorso, ne ridiamo oggi nuovamente notizia. Si tratta di un incontro pubblico che si svolgerà il 9 luglio, a pochi chilometri da Firenze, per la precisione nel comune di Reggello. Il tema è quello, davvero attuale, dell’ecoteologia, vale a dire  una riflessione che vuole tenere insieme sia la questione ecologica con la sua emergenza, sia la questione religiosa con l’urgenza di un suo radicale rinnovamento. Non è un convegno per addetti ai lavori: poiché si parla di cose vive, i temi interessano tutti e pertanto gli interventi dei quattro relatori si propongono di offrire elementi per facilitare un confronto e una discussione fra tutti i presenti.

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A seguire il programma dell’iniziativa (cliccando sulle immagini si possono leggere ulteriori informazioni):

Titolo: Destino di distruzione o possibilità di cambiamento? Ecoteologia per il XXI secolo

Dove: presso Casa Cares (centro valdese), a Reggello (vicino a Firenze).

Quando: sabato 9 luglio, mattino e pomeriggio.

Interventi:

Letizia Tomassone (Focacce per la regina dei cieli. Donne e arti)

Federico Battistutta (Teologia della liberazione animale)

Herbert Anders (Biodiversità e proprietà intellettuale)

Samuele Grassi (Un’ecologia queer per il terzo millennio)

Note: Per chi lo desidera c’è possibilità di pernottare e/o di pranzare a Casa Cares (tel. 055.8652001)

Contatti:  [email protected]

Comunità plurali

Autore: liberospirito 10 Nov 2015, Comments (0)

Biodiversità, antispecismo, comunità, eco-femminismo, religioni. Sono alcuni degli argomenti presenti nell’intervento di Luciana Percovich, la quale riassume i temi discussi da Vandana Shiva e Starhawk quest’anno, a Salt Lake City, nel corso delle sessioni del Parlamento Mondiale delle Religioni. Argomenti su cui riflettere. La versione integrale la si può leggere al sito comune-info.net.

vandana shiva

Coordinato da Grove Harris, venerdì 16 ottobre di quest’anno, al Parliament of World’s Religions di Salt Lake City (Utah) c’è stato uno sfavillante incontro tra Vandana Shiva e Starhawk. Questa sessione del parlamento, fondato nel 1893 a Chicago da Swami Vivekananda, Charles Bonney e Susan B. Anthony con l’intento di portare a uno scambio permanente tra il pensiero religioso d’Oriente e d’Occidente e che ha continuato da allora a riunirsi in varie parti del mondo, aveva messo a tema quattro filoni di riflessione, su questioni molto attuali e realmente interreligiose: la dignità delle donne e i diritti umani, i conflitti interreligiosi, il cambiamento climatico e le culture delle comunità indigene.

È stata la prima volta che la spiritualità femminile ha avuto voce autonoma e il tavolo con Vandana Shiva e Starhawk ha intrecciato nel migliore dei modi possibili il pensiero delle donne con il pensiero della crisi ecologica.

Il titolo della discussione era “Comunità resilienti, pace giustizia cibo e acqua”. Vandana Shiva, potente reincarnazione di Durga che combatte contro i demoni, ha esordito con molta franchezza e determinazione sottolineando come ogni forma di “comunità” sia ciò che maggiormente viene ostacolato dai detentori degli attuali interessi economici e politici, a cui il mantenimento delle disastrose condizioni attuali è del tutto funzionale, non importa se alla fine resterà solo terra bruciata e miliardi di profughi ambientali. Distruggere le comunità esistenti e rendere difficile la formazione di nuove serve a ridurre le persone a singoli individui privi di terra, di tradizioni e di diritti e non è altro che la prima, vecchissima regola dei sistemi di dominanza. Perché le comunità sono ricche di relazioni e dalle relazioni tra persone nascono le soluzioni ai problemi, la forza, il coraggio e le energie che portano a risultati positivi.

(…)

Prende la parola Starhawk, con molta tranquillità e apparentemente sottotono: non a caso la moderatrice la introduce come the most uncommon common woman.

“Ho da poco finito di scrivere il seguito a La Quinta Cosa Sacra (testo amatissimo da un’intera generazione di eco-femministe), racconta, si chiama City of Refuge e racconta come fare la rivoluzione”. E prosegue dicendo come non sia possibile parlare di sacralità della terra senza parlare di rifiuti (dirt): questa è la strada per evitare i gadget con cui la scienza e il sistema cercano di rispondere al panico. E passa a parlare delle molte connessioni tra suolo e donne, di come le nostre priorità siano adesso “la terra, la gente, il futuro”. E, approfondendo il tema della comunità, invita a fare attenzione alla corretta accezione della parola: non ha più senso parlare solo di comunità umana, la parola comunità deve comprendere gli umani, gli animali, le piante, i batteri, i suoli ecc. ecc. I batteri, prosegue, sono una stupenda manifestazione della Madre, e una comunità è fatta da tutti quanti vivono su uno stesso luogo della terra; si realizza pienamente nel momento in cui questa consapevolezza arriva alla coscienza e quando prendiamo decisioni che tengono insieme tutti questi aspetti di una comunità. È tempo di ragionare per “ecosistemi massivi” che includono tutti i sistemi viventi. Noi sappiamo come rigenerare i suoli e le acque, abbiamo accumulato enormi abilità e capacità, non è questo sapere che ci manca per rispondere al panico, manca la volontà politica di mettere in atto ciò che sappiamo e possiamo fare da subito. Quando ci alziamo in difesa dei beni comuni, stiamo facendo un gesto sacro, proteggiamo noi e la sacralità della terra.

Luciana Percovich