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Tag: Biennale Arte di Venezia

Il 9 di maggio ha preso avvio la Biennale Arte di Venezia. Per l’occasione un artista di nazionalità svizzera (Cristoph Büchel) ha preparato un’installazione che ha subito suscitato una serie di polemiche. Büchel non è nuovo a operazioni del genere: il suo obiettivo, infatti, è quello di denunciare – attraverso un lavoro di satira e di demistificazione – le contraddizioni presenti nelle forze ideologiche dominanti. Ma che cosa c’entra tutto ciò con la religione e la libertà? Per capirlo ecco un articolo proveniente dal sito www.italialaica.it, a firma di Luigi Urettini. 

chiesa_della_misericordia_trasformata_in_moschea

L’artista svizzero Christoph Buchel è stato incaricato dall’Islanda di gestire il suo Padiglione per la Biennale d’Arte di Venezia.

Buchel ha preso in affito la chiesa di Santa Maria della Misericordia, di proprietà privata e chiusa dal 1969, per farne un’istallazione: “The Mosque: the first mosque in the historic city of Venice” (La prima moschea nella città storica di Venezia). Installazione che, come ha detto il presidente della comunità islamica di Venezia, Amin Al Adhab, è riuscita a “scaldare i cuori di 20 musulmani”.

All’interno c’è il mihrab che indica la direzione della Mecca, il pulpito per l’iman, tappeti e iscrizioni coi versetti del Corano. Chiunque può entrare, togliendosi le scarpe, come d’uso.

C’è stata una provocazione: un visitatore, leghista, non ha voluto togliersi le scarpe, dicendo che quello era un padiglione della Biennale e non una moschea. Subito i leghisti e i neofascisti del Fronte Nazionale hanno inscenato una manifestazione contro i musulmani.

La Curia ha protestato perché non è stato chiesto il suo permesso per trasformare una Chiesa cattolica in una Moschea. Da notare che nella Chiesa della Misericordia non si celebrano più dal 1969 riti della religione cattolica, e, anzi,  è stata venduta a privati. Nessuno è in grado di dire se sia ancora consacrata!

Il Comune, commissariato dopo i fatti del Mose, ha tirato fuori un cavillo giuridico: non è stato chiesto il “cambio d’uso”! Il Prefetto si appella a questioni di sicurezza: il luogo, aperto al pubblico, si presta a provocazioni di estremisti!

Si dà tempo all’artista svizzero di sgombrare entro il 20 maggio. Conoscendo il gusto per la provocazione di Christoph Buchel, si dovrà ricorrere ai celerini!

La realtà è che tra poche settimane ci saranno le elezioni regionali e per il Comune di Venezia l’antislamismo paga sempre! Stupisce invece la posizione della Curia che si oppone all’uso religioso, islamico, di una Chiesa chiusa da quarant’anni e venduta a privati. Come se a Venezia mancassero le chiese. Ma l’attuale patriarca, successore del ciellino Scola, è un tradizionalista, ben lontano dalle idealità ecumeniche di Papa Francesco.

Certo, sarebbe vergognoso che una città cosmopolita come Venezia, dove ci sono ben tre sinagoghe, una chiesa ortodossa e una armena, si vietasse l’uso temporaneo di una moschea: occorrevano gli islandesi per far scoppiare una simile contraddizione!

Luigi Urettini