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Tag: appello

Pubblichiamo questa lettera aperta, invitando non solo a leggerla ma anche a sottoscrivere e diffondere. Riguarda il triste convegno sulla famiglia “tradizionale” che si deve svolgere a Verona.  Il sito della petizione (su Change.org) è: http://chng.it/jdfnyY8n9P

Siamo un gruppo di insegnanti, di ogni ordine e grado, della scuola pubblica e privata. Viviamo e insegniamo in Italia e quanto vediamo ogni giorno, nel nostro Paese, desta non poche preoccupazioni. Tra le cose che ci indignano profondamente, in questo ultimo periodo, c’è il Congresso delle famiglie che si terrà a Verona nell’ultimo week end di marzo.

La presenza di certi relatori, certe loro dichiarazioni passate – contro la libertà delle donne, contro l’interruzione volontaria di gravidanza, contro le persone Lgbt, contro le famiglie omogenitoriali, ecc – e gli stessi temi trattati ci sembrano violare il nostro Dettato Costituzionale, nell’articolo 3 soprattutto.

Grave, ancora, ci sembra che questo evento venga patrocinato con le insegne delle istituzioni e che veda – tra gli altri – la partecipazione del ministro dell’Istruzione, Bussetti, che dovrebbe invece rappresentare tutta la popolazione scolastica, insegnanti e allievi/e, nel rispetto delle nostre famiglie e delle nostre situazioni affettive e personali. Tutte, indistintamente.

Ribadiamo che noi viviamo la Scuola in quella che è la sua quotidianità. Quella di ragazze e ragazzi per i quali diventiamo un punto di riferimento oltre le loro famiglie. E vediamo tante diversità, di lingua, di religione, di usi e costumi, di identità sessuali, di realizzazioni familiari… l’elenco non si esaurisce qui. Nella tutela di queste persone, dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, noi ci muoviamo.

Riteniamo che il Congresso che si terrà a Verona voglia proporre una visione della donna e della società che ci porta nel passato più oscurantista. Noi, invece, agiamo nel presente e ci proiettiamo nel futuro. Per questo motivo, abbiamo deciso di chiamare questo gruppo “Futuro, semplice!”. Un gruppo apartitico, che crede nell’uguaglianza per tutti e tutte. Un’iniziativa dal basso a cui chiunque può aderire, sottoscrivendo il nostro Manifesto e firmando la petizione su Change.org.

Sito della petizione: http://chng.it/jdfnyY8n9P

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ManifestoFuturoSemplice/

Io sto con Erri

Autore: liberospirito 10 Giu 2014, Comments (0)

Apprendiamo dai giornali che Erri De Luca è stato rinviato a giudizio per istigazione a delinquere in relazione ad alcune dichiarazioni rilasciate a Radiorai e ad altre testate lo scorso settembre in cui affermava che «la Tav va sabotata». Lo ha deciso giovedì 5 giugno il gup di Torino all’udienza preliminare, ritenendo valida la tesi del pm che ha sottolineato come con quelle frasi l’intellettuale volesse «condizionare l’agire di altri». Il processo pertanto inizierà il 28 gennaio 2015.

de_luca

Dal canto suo lo scrittore ha così commentato su facebook: “Mi processeranno a gennaio. Mi metteranno sul banco degli imputati e ci saprò stare. Vogliono censurare penalmente la libertà di parola. Processane uno per scoraggiarne cento: questa tecnica che si applica a me vuole ammutolire. E’ un silenziatore e va disarmato”.

E’ in corso un appello (tra i primi firmatari: l’attore e regista Ascanio Celestini, la  cantautrice Fiorella Mannoia, il collettivo di scrittori Wu Ming) a sostegno di Erri De Luca. Chi intende aderire all’appello può scrivere – indicando nome e cognome – a [email protected].

Amare o armare la pace

Autore: liberospirito 6 Dic 2013, Comments (0)

“Sia il vostro linguaggio: sì, sì; no, no; il superfluo procede dal maligno”. Così leggiamo nel Vangelo di Matteo (5, 37). E’ un impegno diretto ed esplicito che va contro ogni bizantinismo, ogni avvitamento del linguaggio su sè stesso; sia ricorrendo a un lessico burocratico tanto freddo quanto incomprensibile o a forme espressive “colte” (o presunte tali: il latinorum di don Abbondio…) o, ancora, a glosse prive di costrutto che anziché illuminare gettano solo ombra e caligine. Per questo sottoscriviamo, e invitiamo vivamente a farlo, l’appello di Alex Zanotelli che riprendiamo dal sito www.ildialogo.org.

mario-mauro

Per amare la pace devi armare la pace”. Lo ha dichiarato nel giugno 2013 il ministro italiano della difesa Mario Mauro. Ora lo stesso slogan, ma in inglese (“to love peace you must arm peace“), è stato usato dal colosso americano dell’industria bellica Lockheed Martin, per la campagna pubblicitaria degli ormai tristemente noti jet F35, caccia bombardieri utilizzabili anche per portare bombe nucleari, che ci costeranno 14 miliardi di euro. Pagati con il sangue dei poveri di questo nostro paese.
Il Ministro Mario Mauro si dichiara cristiano e cattolico. Gesù è stato molto chiaro sul tema della pace sia nel suo insegnamento, come nelle sue scelte personali che gli costarono la vita.
Come cristiani chiediamo dunque al ministro Mauro, di scegliere se essere ministro della guerra o cristiano, fedele al Vangelo o strumento di guerra e di morte. O l’uno o l’altro.
Come cristiani, crediamo non sia più tollerabile lo scandalo di chi, pur professandosi cristiani, tradiscono invece il Vangelo e gli insegnamenti di quel Gesù di Nazareth che ha inventato la nonviolenza attiva per i suoi seguaci.
Primi firmatari
p. Alex Zanotelli – missionario comboniano
Giovanni Sarubbi – Direttore www.ildialogo.org
Per sottoscrivere vai a questa pagina.

 

Ius soli/Diritto di cittadinanza. L’appello

Autore: liberospirito 22 Lug 2013, Comments (0)

Diamo spazio all’appello promosso dal Forum anti-razzista della Campania (primo firmatario p. Alex Zanotelli) sullo Ius soli/Diritto di cittadinanza, invitando a leggerlo, sottoscriverlo (collegandosi a questo link: http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1370695991.htm) e, se possibile, a diffonderlo. Non aggiungiamo commenti di sorta perchè ci paiono superflui, rispetto a quanto già scritto nell’appello.

ius soli

Il Forum anti-razzista della Campania è grato alla neo-ministra dell’integrazione, Cécile Kyenge, di aver proposto all’opinione pubblica italiana il tema della cittadinanza italiana, per tutti coloro che sono nati sul suolo italiano, il cosidetto principio dello ius soli. Il Forum è fiero che , per la prima volta in un governo italiano, ci sia una ministra di origine africana, Cécile Kyenge. E’ un evento storico per il nostro paese.

Per il Forum, il principio dello ius soli è una questione di civiltà ed è uno snodo cruciale per il futuro dell’Italia. Si tratta, fra l’altro, di 600 mila ragazzi/e, nati in Italia da genitori stranieri e che vivono nel limbo dei diritti umani. E’ da vent’anni che si discute su questo tema in questo paese, senza mai arrivare a nulla!

Ci sono decine di proposte di legge che giacciono negli uffici del Parlamento. La più avanzata è quella portata avanti dalla campagna: ”L’Italia sono anch’io”, sostenuta da 230 mila firme, che prevede l’applicazione del principio ius soli . Il comitato promotore “L’Italia sono anch’io”, si è incontrato il 3 maggio scorso con la Presidente della Camera, Laura Boldrini, che si è impegnata a calendarizzare la discussione su questa proposta di iniziativa popolare.

Per questo siamo grati alla ministra Cécile Kyenge di aver riaperto il dibattito sullo ius soli. Un dibattito che ha scatenato subito il putiferio con toni razzisti e fascistoidi da far rabbrividire. Esprimiamo totale solidarietà alla ministra Kyenge per gli attacchi razzisti di cui è stata oggetto. Purtroppo dobbiamo constatare che il razzismo è un fenomeno in crescendo nel nostro paese.

Per questo sentiamo il bisogno di rilanciare oggi un dibattito pubblico su questo tema così fondamentale: il diritto di cittadinanza italiana per chi nasce sul suolo italiano, un principio già praticato in molti altri paesi. Perché tanta difficoltà ad accettarlo in Italia?

Il Forum antirazzista vuole promuovere un largo dibattito sullo ius soli nella regione Campania e in questa città di Napoli che ospita tanti giovani nati qui , ma che non sono cittadini italiani.

Ci appelliamo al mondo universitario e della ricerca perché riprenda in mano questo tema in dibattiti pubblici e conferenze.

Ci appelliamo al mondo della cultura: scrittori, artisti, musicisti, attori perché sostengano attraverso il loro lavoro il tema dello ius soli.

Ci appelliamo al mondo della scuola perché gli insegnanti con gli studenti approfondiscano i temi della cittadinanza e dell’interculturalità.

Ci appelliamo alle Chiese e alle diverse fedi perché evidenzino che siamo tutti figli di un unico Padre.

Soprattutto chiediamo a tutti (singoli e gruppi) di mettersi insieme per fare rete e così avere più forza per pesare sulle istituzioni e sul governo.

Per questo chiediamo a tutti i cittadini campani di firmare questo appello , memori di quelle parole di Nelson Mandela: ”La libertà non è solo spezzare le proprie catene, ma anche vivere in modo da rispettare e accrescere la libertà degli altri. La nostra fede nella libertà deve essere ancora provata”.

Forum Antirazzista della Campania

 

Armi e tangenti

Autore: liberospirito 2 Giu 2013, Comments (0)

Riportiamo l’appello lanciato da p. Alex Zanotelli dal titolo: TANGENTI SULLA VENDITA D’ ARMI : QUANTO VA AI PARTITI? L’appello si propone due scopi dichiarati: 1) Una richiesta al parlamento affinchè istituisca  una commissione incaricata di investigare la connessione tra vendita d’armi e politica che elimini il Segreto di Stato su tali intrecci. 2) Un appello a tutti i gruppi, associazioni, reti, impegnati per la pace, a mettersi insieme, a creare un Forum nazionale come è stato fatto per l’acqua. Per sottoscrivere tale appello (vivamente invitiamo i nostri lettori a farlo)  si può cliccare sul seguente link: http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1314206334.htm Ecco qui sotto il testo integrale.

finmeccanica

L’inchiesta giudiziaria della Procura di Napoli su Finmeccanica, il colosso italiano che ingloba una ventina di aziende specializzate nella costruzione di armi pesanti, mi costringe a porre al nuovo governo Letta e al neo-eletto Parlamento alcune domande scottanti su armi e politica. Questa inchiesta, condotta dai pm. V. Piscitelli e H. John Woodcock della Procura di Napoli (ora anche da altre Procure), ci obbliga a riaprire un tema che nessuno vuole affrontare: che connessione c’è tra la produzione e vendita d’armi e la politica italiana? E’ questo uno dei capitoli più oscuri della nostra storia repubblicana.

Le indagini della Procura di Napoli hanno già portato alle dimissioni nel 2011 del presidente e dell’amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, nonché di sua moglie, Marina Grossi, amministratrice delegata di Selex Sistemi Integrati , una controllata di Finmeccanica. Anche il nuovo presidente di Finmeccanica, G.Orsi, è stato arrestato il 12 febbraio su ordine della Procura di Busto Arsizio e verrà processato il 19 giugno, per la fornitura di 12 elicotteri di Agusta Westland al governo dell’India, del valore di 566 milioni di euro, su cui spunta una tangente di 51 milioni di euro. Sale così di un gradino l’inchiesta giudiziaria per corruzione internazionale e riciclaggio che ipotizza tangenti milionarie ad esponenti politici di vari partiti.

Nell’altra indagine della Procura di Napoli spunta una presunta maxitangente di quasi 550 milioni di euro (concordata, ma mai intascata) su una fornitura di navi fregate Fremm al Brasile ,del valore di 5 miliardi di euro. Per questa indagine sono indagati l’ex-ministro degli Interni, Claudio Scajola e il deputato PDL M. Nicolucci .

Un’altra ‘commessa’ sotto inchiesta da parte della Procura di Napoli riguarda l’accordo di 180 milioni di euro con il governo di Panama per 6 elicotteri e altri materiali su cui spunta una tangente di 18 milioni di euro. Per questo, il 23 ottobre il direttore commerciale di Finmeccanica, Paolo Pozzessere è finito in carcere.

La Procura sta indagando anche su una vendita di elicotteri all’Indonesia su cui spunta ‘un ritorno’ tra il 5 e il10%.

E’ importante sottolineare che il 30% delle azioni di Finmeccanica sono dello Stato Italiano.

Dobbiamo sostenere la Procura di Napoli ,di Busto Arsizio e di Roma perché possano continuare la loro indagine per permetterci di capire gli intrecci tra il commercio delle armi e la politica.

Noi cittadini abbiamo il diritto di sapere la verità su questo misterioso intreccio. E’ in gioco la nostra stessa democrazia. Soprattutto ora che l’Italia sta investendo somme astronomiche in armi. Secono il SIPRI di Stoccolma, l’Italia, nel 2012, ha speso 26 miliardi in Difesa a cui bisogna aggiungere 15 miliardi di euro stanziati per i cacciabombardieri F-35.

Ecco perché diventa sempre più fondamentale capire la connessione fra armi e politica.

E’ stata questa la domanda che avevo posto al popolo italiano come direttore della rivista Nigrizia negli anni ‘85-’87, pagandone poi le conseguenze.

All’epoca avevo saputo che alla politica andava dal 10 al 15 per cento, a seconda di come tirava il mercato.

Tutti i partiti avevano negato questo.

Noi cittadini italiani abbiamo il diritto di sapere se quella pratica è continuata in questi ultimi 20 anni. In questi anni l’industria bellica italiana è cresciuta enormemente. Abbiamo venduto armi, violando tutte le leggi, a paesi in guerra come Iraq e Iran e a feroci dittature da Mobutu a Gheddafi, che hanno usato le nostre armi per reprimere la loro gente.

Noi chiediamo al governo Letta e ai neo-eletti deputati e senatori di sapere la verità sulle relazioni tra armi e politica.

Per questo chiediamo che venga costituita una commissione incaricata di investigare la connessione tra vendita d’armi e politica. Non possiamo più accettare che il Segreto di Stato copra tali intrecci!

Ci appelliamo a voi, neodeputati e neosenatori ,perché abbiate il coraggio di prendere decisioni forti, rifiutandovi di continuare sulla via della morte(le armi uccidono!) e così trovare i soldi necessari per dare vita a tanti in mezzo a noi che soffrono.

E’ immorale per me spendere 26 miliardi di euro in Difesa come abbiamo fatto lo scorso anno, mentre non troviamo soldi per la sanità e la scuola in questa Italia.

E’ immorale spendere 15 miliardi di euro per i cacciabombardieri F-35 che potranno portare anche bombe atomiche, mentre abbiamo 1 miliardo di affamati nel mondo.

E’ immorale il colossale piano dell’Esercito Italiano di ‘digitalizzare’ e mettere in rete tutto l’apparato militare italiano, un progetto che ci costerà 22 miliardi di euro,mentre abbiamo 8 milioni di italiani che vivono in povertà relativa e 3 milioni in povertà assoluta.

E’ immorale permettere sul suolo italiano che Sigonella diventi entro il 2015 la capitale dei droni e Niscemi diventi il centro mondiale di comunicazioni militari, mentre la nostra costituzione ‘ripudia’ la guerra come strumento per risolvere le contese internazionali.

Mi appello a tutti i gruppi, associazioni, reti, impegnati per la pace , a mettersi insieme, a creare un Forum nazionale come abbiamo fatto per l’acqua. Cosa impedisce al movimento della pace, così ricco, ma anche così frastagliato, di mettersi insieme, di premere unitariamente sul governo e sul Parlamento?

E’ perché siamo così divisi che otteniamo così poco.

Dobbiamo unire le forze che operano per la pace, partendo dalla Lombardia e dal Piemonte come stanno tentando di fare con il convegno a Venegono Superiore(Varese) , fino alla Sicilia dove è così attivo il movimento pacifista contro il MUOS a Niscemi.

Solo se saremo capaci di metterci insieme , di fare rete, credenti e non, ma con i principi della nonviolenza attiva, riusciremo ad ottenere quello che chiediamo.

Alex Zanotelli

Pubblichiamo l’appello di Alex Zanotelli contro la manovra finanziaria varata dal governo. Il testo – apparso sul sito http://www.ildialogo.org/ – in pochi giorni e senza alcun supporto mediatico ha ottenuto diverse migliaia di adesioni, che continuano ad aumentare a ritmo incessante. Per sostenere l’appello bisogna andare al link: http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1314206334.htm

 

Appello di Alex Zanotelli

In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!

E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…”(art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “ guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.

Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?

Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?

E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!

Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.

E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).

E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.

E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.

Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.

Che vinca la Vita!