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Speranza e impazienza

Autore: liberospirito 3 Gen 2016, Comments (0)

In apertura di duemilasedici una poesia su fatti accaduti nell’anno appena trascorso a cui spesso ci è toccato assistere impotenti. Affinché non si ripetano, per trovare la forza e l’intelligenza di reagire. Segnali positivi ce ne sono stati, non è ancora un deserto la terra che abitiamo. Vanno però coltivati, con la speranza e la necessaria impazienza che il momento in cui viviamo reclama. I versi sono di Erri De Luca e provengono dal libro Solo andata, pubblicato da Feltrinelli.

migranti

Coro

Da qualunque distanza arriveremo, a milioni di passi

quelli che vanno a piedi non possono essere fermati.

 

Voi siete l’alto, la cima pettinata del pianeta,

noi siamo i piedi e vi reggiamo il peso.

 

Lastrichiamo le strade, spaliamo la neve,

allisciamo i prati, battiamo i tappeti,

 

raccogliamo il pomodoro e l’insulto,

noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo.

 

Non potete sbarazzarvi di noi,

Uno venuto molto prima ha detto:

 

a nome di noi tutti: “Va bene, muoio,

ma in tre giorni resuscito e ritorno”.

Erri De Luca

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