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Per Paolo Finzi

Autore: liberospirito 21 Lug 2020, Comments (0)

Stamattina dopo aver aperto il computer ho appreso dall’e-mail di un amico della morte tragica di Paolo Finzi. Per chi non lo sapesse Paolo è stato tra i fondatori, nel lontano 1971, di “A/Rivista anarchica”, sorta in quegli anni per dare risonanza alle voci e alla controinformazione nei riguardi delle accuse contro gli anarchici per la strage di piazza Fontana e per la morte di Giuseppe Pinelli nei locali della questura di Milano. Mi capitava in quegli anni di leggerla, anche se saltuariamente. Aveva un formato e una grafica assai diversa da quelli odierni. Attualmente ne era direttore responsabile, vero e proprio factotum della rivista.

Iniziai a collaborare ad “A” relativamente tardi, il mio primo articolo comparve nel 2007 ed era dedicato a Ferdinando Tartaglia, prete eretico (fra l’altro subì la scomunica più grave prevista dal codice di diritto canonico) che, nell’immediato dopoguerra, tentò di avviare insieme a Aldo Capitini un movimento di religione in grado di raccogliere le varie voci dissidenti sia in campo religioso che politico e per questo entrò in contatto (anche se per un breve periodo) con l’ambiente anarchico e libertario. La mia collaborazione andò avanti per un po’ di anni con contributi quasi sempre inerenti l’anarchismo religioso. Rimasi lusingato della sua disponibilità a dare spazio a questo genere di argomenti che, si sa, risultano abitualmente ostici a un pubblico anarchico, anche se sapevo bene che Paolo era amico di don Gallo.

Sia chiaro, non sempre si andava d’accordo. Ad esempio ricordo che disapprovò la mia proposta di tradurre e commentare un testo di Hakim Bey sulla religiosità anarchica (non amava molto l’autore di TAZ), anche se alla fine venne regolarmente pubblicato tutto. Trovo che l’enorme sforzo di Paolo in tutti questi anni è stato proprio quello di rigenerare e ricollocare una rivista, nata nel clima e nelle aspettative degli anni Settanta, in un contesto completamente differente, sapendo scrollarsi da tanti ideologismi che purtroppo allignano nel mondo anarchico (e non solo) per aprirsi alle suggestioni, agli stimoli e alle novità del presente. E, in questi anni di torvo conformismo, non è cosa da poco…

Federico Battistutta

 

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