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La guerra è finalmente arrivata a casa nostra

Autore: liberospirito 15 Nov 2015, Comments (0)

parigi-attentati-13-novembre-2015

« L’orrore… l’orrore! », sono le parole finali di Kurz,  il personaggio del romanzo Cuore di tenebra  di J. Conrad, e presente anche nel film  Apocalypse now  di Francis Ford Coppola, ispirato al libro. Queste parole mi sono tornate alla mente vedendo in televisione le immagini di quanto era accaduto da poco a Parigi. Allo sgomento iniziale ho cercato – come immagino abbiano fatto molti –  a provare ad attribuire un senso a quella carneficina: parlando, ragionando, ascoltando, leggendo, documentandomi. Mi sono imbattuto in tante osservazioni, alcune più utili per capire cosa stesse accadendo, altre meno ma che divenivano, pur sempre, piccole tessere necessarie per aiutare a ricostruire il rompicapo.

Qui intendo fare solo una riflessione, parziale fin che si vuole, ne sono consapevole, ma che descrive l’incipit imprescindibile per ogni discorso ulteriore. E l’incipit è il seguente: si è detto e ripetuto tante volte che dopo due sanguinose guerre mondiali l’umanità ha goduto di un lungo periodo di pace, cosa preclusa ai nostri predecessori (padri, nonni, bisnonni e ancora più indietro). Ma tale affermazione è vera a metà e quindi è falsa per la parte mancante. Falsa perché non si può parlare di lungo periodo di pace per il mondo intero, ma solo per una piccola parte del globo su cui viviamo: l’Europa o, più in generale, il mondo occidentale. Di guerre ne abbiamo viste molte (sempre alla televisione): Corea, Vietnam, Congo, Ruanda, Palestina, fino all’Afghanistan, all’Iraq e ora in Siria, solo per citare le più note. Guerre nella quali l’Occidente non è stato spettatore innocente ma protagonista: inviando i suoi eserciti, spesso; vendendo le sue armi, sempre. In altre parole due guerre mondiali hanno insegnato al cinismo dell’Europa a continuare a fare la guerra ma per interposta persona e, soprattutto, non a casa propria. Finchè il gioco si è fatto pesante e la corda, tesa da fin troppo tempo, si è spezzata. Ecco allora le immagini delle strade di Parigi simili a quelle di Beirut o di Kabul. La guerra è finalmente arrivata a casa nostra. Perché stupirci? Semmai dovremmo stupirci del contrario e di come ci sia andata bene, almeno fino ad ora.

Queste mi sembrano le parole-chiave su cui riflettere. Poi si potrà discutere delle responsabilità specifiche di questo o quello stato per quanto accaduto a Parigi, delle strategie in corso, di scenari geopolitici e altro ancora. Tutte cose giuste. Ma sullo sfondo c’è lo spirito della guerra che non ha mai abbandonato l’Europa, dal ’45 fino ad oggi. O facciamo i conti con ciò – cambiando radicalmente direzione – o non ne verremo a capo.

Un’ultima considerazione, rivolta soprattutto agli smemorati: giova ricordare che l’uscita definitiva dalla crisi del ’29 si realizzò per gli Stati Uniti con l’intervento militare nella seconda guerra mondiale. Che qualcuno stia pensando così anche per questa crisi?

Scriblerus

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