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I boscimani e la globalizzazione

Autore: liberospirito 30 Lug 2013, Comments (0)

L’immagine che illustra questo post proviene da un interessante servizio fotografico dal sito di Survival International (vedi galleria fotografica), e ci offre lo spunto per una breve riflessione sui popoli nativi e sulla loro attuale condizione.

 boscimani

Proprio mentre la globalizzazione marcia a passi sempre più sostenuti, erodendo le diversità culturali, la presenza di una grande varietà di feste e rituali indigeni ci ricorda che gli uomini hanno elaborato nel corso della loro storia visioni del mondo diverse, così come priorità differenti, al punto di poter scegliere altri – efficaci – modi di vivere e di abitare la terra.

Per questi popoli la vita intera è periodicamente scandita da rituali. Si celebrano, ad esempio, riti in onore della terra che sostiene la loro vita, e degli spiriti che vegliano su di loro. Questi riti costellano i momenti più significativi: segnano il passare delle stagioni o i cicli della vita umana. Non solo: propiziano la fertilità dei raccolti e il successo delle battute di caccia; ma servono anche a purificare la terra, a far sì che il sole segua le sue rotazioni stagionali e a incoraggiare lo scioglimento delle nevi, così da poter irrigare i campi.

Perciò quando i popoli indigeni – come succede ormai sempre più – perdono le terre su cui hanno vissuto per secoli, non perdono solo dei mezzi di sostentamento, ma anche il fondamento della loro identità e i valori che ispirano la vita. Per questi motivi quando i popoli indigeni sono strappati dalle terre che hanno ispirato i loro canti, le danze, i miti e le memorie, spesso cadono in una profonda, dolorosa depressione. Perdono i punti di riferimento creativi attraverso cui conoscono sé stessi, gli altri e il mondo circostante. I rituali – che da tempi immemorabili conoscono e praticano – rappresentano una delle infinite possibilità di immaginare e interpretare la vita e il cosmo. Ma senza le terre ancestrali, il tessuto della loro identità collassa irrimediabilmente.

Il mondo degli spiriti è un aspetto integrante e onnipresente nella vita di molte società tribali. Nei loro riti cercano di entrare in contatto con questo mondo.

Ad esempio, i danzatori Boscimani durante la danza della trance girano intorno al fuoco, battendo le mani e cantando ritmicamente. I bozzoli di falena legati alle loro caviglie risuonano ad ogni passo. L’euforia indotta dalla danza può generare il num, un’energia febbricitante.

Feci un sogno, e la danza e la pratica della guarigione ebbero inizio. – spiega Xlarema Phuti, una donna boscimane, a Survival International – Quando mi mettevo a danzare, potevo percepire una persona dal suo sangue e dal suo odore; andavo da quella persona e cominciavo a curarla. Quando cado in trance, sento il sangue degli antenati e parlo con loro. Gli antenati parlano attraverso il mio sangue. Sento succedere qualcosa, qualcosa di spirituale. Quando danzo, riesco a vedere gli antenati con i miei occhi, e parlo con loro.

Tragicamente, i Boscimani dell’Africa meridionale sono il popolo più perseguitato della storia della regione, il Kalahari (tra Sudafrica, Namibia e Botswana). Hanno vissuto da cacciatori-raccoglitori per millenni, ma quando sono stati scoperti giacimenti di diamanti nella loro terra ancestrale, molti di loro sono stati sfrattati a forza e trasferiti in campi di reinsediamento fuori dalla riserva, dove oggi proliferano prostituzione, depressione, alcolismo e HIV – problemi che non avevano mai conosciuto prima.

Quando questi popoli indigeni vengono sfrattati dalle loro case e le loro terre vengono distrutte nel nome del “progresso”, la sofferenza che nasce è inevitabile. Le conseguenze dell’assimilazione forzata nella società dominante sono, molto spesso, alcolismo, malattie croniche, mortalità infantile e disoccupazione. Quando i popoli indigeni vengono strappati dalle terre che ispirano canti, danze, miti e memorie, cadono in una profonda, desolante depressione. Perdono i punti di riferimento creativi attraverso cui conoscono sé stessi, gli altri e il mondo, proprio perché i rituali rappresentano una delle infinite possibilità di immaginare e interpretare la vita. Senza le terre ancestrali, il tessuto della loro identità collassa. Quando i Boscimani danzano al ritmo della danza della trance intendono celebrare il legame con gli altri e con la Terra. Per questo la separazione dalle loro terre è una catastrofe, ma la soluzione a questi problemi è in realtà molto semplice, a volerla vedere: riconoscere i diritti territoriali per loro e per tutti i popoli nativi contro gli interessi delle imprese multinazionali.

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