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	<title>Commenti per liberospirito</title>
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	<description>religione e libertà</description>
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		<title>Commenti su Al di là della natura di Ilaria</title>
		<link>http://liberospirito.altervista.org/al-di-la-della-natura/comment-page-1/#comment-305</link>
		<dc:creator>Ilaria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:29:53 +0000</pubDate>
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		<description>sommessamente, trovo la Chiesa ancora troppo esitante su quest&#039;argomento. Che sia perchè i suoi esponenti non intendono rinunciare alla cotoletta, costi quel che costi? non so, io trovo questo silenzio davvero assordante</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sommessamente, trovo la Chiesa ancora troppo esitante su quest&#8217;argomento. Che sia perchè i suoi esponenti non intendono rinunciare alla cotoletta, costi quel che costi? non so, io trovo questo silenzio davvero assordante</p>
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		<title>Commenti su Paradiso fiscale di liberospirito</title>
		<link>http://liberospirito.altervista.org/paradiso-fiscale/comment-page-1/#comment-282</link>
		<dc:creator>liberospirito</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:22:14 +0000</pubDate>
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		<description>Bianca Fasano scrive: 
10 dicembre 2011 alle 14:01  (Modifica) 
BASTA AD OGNI GIORNO LA SUA PENA

Interessante annotare che, a seguito di molte proteste, tra cui anche le ripetute petizioni in giro su face book: http://www.facebook.com/#!/pages/PETIZIONE-MANOVRA-FINANZIARIA-LA-CHIESA-DEVE-PAGARE/251014558253467 e spedite anche via e mail (Il sito di Micromega avrebbe in tal senso già raccolto ottantamila firme in sole due giorni per la petizione che prevede il pagamento Ici degli enti religiosi, quando gli edifici sono adibiti ad attività commerciali, sportive, sanitarie e turistiche, didattiche-ricreative e alberghiere. In tal senso, rendendo evidentemente pubblica la voce della Chiesa, il Cardinale Bagnasco parrebbe rendersi disponibile al dialogo per venire incontro al Governo italiano.
Ha un precedente storico in favore dell’Italia nelle parole non esplicite ma nascoste di Napoleone III il 10 gennaio del 1859: « Il nostro paese, piccolo per territorio, acquistò credito nei Consigli d’Europa perché grande per le idee che rappresenta, per le simpatie che esso ispira. Questa condizione non è scevra di pericoli, giacché, nel mentre rispettiamo i trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d’Italia si leva verso di noi! » parlando delle sorti dell’Italia, che voleva divenire unita e liberarsi dal giogo austriaco, anche a merito, sembra, delle grazie della Contessa di Castiglione. Allo stesso modo, in favore dell’Italia, “il piccolo paese della Chiesa in terra”, attraverso il Cardinale Angelo Bagnasco, ha trovato parole non esplicite, ma di apertura di dialogo dal convegno dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), svoltassi a Genova, sembrando far intendere che la Chiesa di Roma sarebbe disponibile ad aiutare l’Italia e gli italiani, oggi, in questo momento di crisi economica, rivedendo gli accordi che la esentano dal pagamento dell’Ici in luoghi appartenenti ad enti o autorità religiose anche se in alcuni casi, destinati ad attività commerciali: «Come è noto – ha detto Bagnasco – la legge prevede un particolare riconoscimento e considerazione del valore sociale delle attività degli enti no profit, tra cui la Chiesa cattolica, e quindi anche di quegli ambienti che vengono utilizzati per queste specifiche finalità di carattere sociale, culturale, educativo. Ha voluto specificare che- laddove si verificasse qualche inadempienza, si auspica che ci sia l’accertamento e la conseguente sanzione, come è giusto per tutti. Per quanto riguarda eventuali punti della legge che avessero bisogno di qualche puntualizzazione o precisazione non ci sono pregiudiziali da parte nostra, per poter fare queste precisazioni nelle sedi opportune. La giustizia non ha tempo né luoghi, quindi va bene in qualunque momento. Se c’è qualche punto che deve essere precisato – ha poi concluso – si precisi». Forse anche nella convinzione che il Governo italiano non voglia commettere, nei confronti della Chiesa, un atto simile a quello della famosa “Breccia di Porta Pia”, facendo breccia nei decennali diritti della Chiesa stessa ed infliggendo, insomma, un’altra spina nel fianco alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che già fatica a restare in piedi in questo mondo in cui la divinità non sembra più trovare posto. Intanto però la questione si dibatte in Parlamento, dove venti deputati del Pd hanno presentato una mozione con la proposta di far pagare al Vaticano almeno il 30% dell’Ici che gli spetterebbe di versare, mentre invece non sono d’accordo, definendola “iniqua tassazione della solidarietà” i cattolici del Terzo Polo, decisi a difendere il diritto della Chiesa di non pagare l’Ici. Arriva anche da Futuro e Libertà una proposta, e cioè di ricercare una soluzione attraverso una commissione Stato-Chiesa. Occorrerebbe non dimenticare che, quando S. Francesco D’Assisi si presentò davanti ad Innocenzo II, a piedi scalzi, venne, da prima, mandato via. Ma il Papa, che era uomo intelligente, lo fece richiamare, rendendosi conto del fatto che la povera veste di Francesco avrebbe potuto restituire alla Chiesa in terra dell’epoca quella dignità che tutti gli orpelli e le eleganti vesti degli abiti ecclesiastici non erano stati capaci di conservarle. Anche Madre Teresa di Calcutta è stata ascoltata dai potenti della terra, pur se con le sue povere vesti, vestita dell’ardore di un Credo autentico che brillava come un fuoco anche alla luce del sole, chiedeva per i poveri, per gli umili, per i diseredati, per i malati e per i morenti. Noi, invece, come al solito, chiediamo per possedere qualcosa in più. Chiediamo dunque alla Chiesa che paghi l’Ici per noi? Non sarebbe più giusto chiederle di prendere il denaro risparmiato sull’ICI e dare da bere ai bambini assetati del mondo e dare da mangiare ai bambini del mondo che muoiono di fame? Perché nessuno si è mai scandalizzato del fatto che ciò non accada? Facciamo dunque una petizione perché il denaro risparmiato dalla Chiesa sull’Ici si trasformi in un aiuto per chi, nel mondo, ha davvero bisogno. Fuori dell’Italia, ma anche nell’Italia stessa. Mi piace di concludere con le parole “cherigmatiche” di Matteo 6,25-34, a proposito delle :Le preoccupazioni
25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” 32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.”

Bianca Fasano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bianca Fasano scrive:<br />
10 dicembre 2011 alle 14:01  (Modifica)<br />
BASTA AD OGNI GIORNO LA SUA PENA</p>
<p>Interessante annotare che, a seguito di molte proteste, tra cui anche le ripetute petizioni in giro su face book: <a href="http://www.facebook.com/#!/pages/PETIZIONE-MANOVRA-FINANZIARIA-LA-CHIESA-DEVE-PAGARE/251014558253467" rel="nofollow">http://www.facebook.com/#!/pages/PETIZIONE-MANOVRA-FINANZIARIA-LA-CHIESA-DEVE-PAGARE/251014558253467</a> e spedite anche via e mail (Il sito di Micromega avrebbe in tal senso già raccolto ottantamila firme in sole due giorni per la petizione che prevede il pagamento Ici degli enti religiosi, quando gli edifici sono adibiti ad attività commerciali, sportive, sanitarie e turistiche, didattiche-ricreative e alberghiere. In tal senso, rendendo evidentemente pubblica la voce della Chiesa, il Cardinale Bagnasco parrebbe rendersi disponibile al dialogo per venire incontro al Governo italiano.<br />
Ha un precedente storico in favore dell’Italia nelle parole non esplicite ma nascoste di Napoleone III il 10 gennaio del 1859: « Il nostro paese, piccolo per territorio, acquistò credito nei Consigli d’Europa perché grande per le idee che rappresenta, per le simpatie che esso ispira. Questa condizione non è scevra di pericoli, giacché, nel mentre rispettiamo i trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d’Italia si leva verso di noi! » parlando delle sorti dell’Italia, che voleva divenire unita e liberarsi dal giogo austriaco, anche a merito, sembra, delle grazie della Contessa di Castiglione. Allo stesso modo, in favore dell’Italia, “il piccolo paese della Chiesa in terra”, attraverso il Cardinale Angelo Bagnasco, ha trovato parole non esplicite, ma di apertura di dialogo dal convegno dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), svoltassi a Genova, sembrando far intendere che la Chiesa di Roma sarebbe disponibile ad aiutare l’Italia e gli italiani, oggi, in questo momento di crisi economica, rivedendo gli accordi che la esentano dal pagamento dell’Ici in luoghi appartenenti ad enti o autorità religiose anche se in alcuni casi, destinati ad attività commerciali: «Come è noto – ha detto Bagnasco – la legge prevede un particolare riconoscimento e considerazione del valore sociale delle attività degli enti no profit, tra cui la Chiesa cattolica, e quindi anche di quegli ambienti che vengono utilizzati per queste specifiche finalità di carattere sociale, culturale, educativo. Ha voluto specificare che- laddove si verificasse qualche inadempienza, si auspica che ci sia l’accertamento e la conseguente sanzione, come è giusto per tutti. Per quanto riguarda eventuali punti della legge che avessero bisogno di qualche puntualizzazione o precisazione non ci sono pregiudiziali da parte nostra, per poter fare queste precisazioni nelle sedi opportune. La giustizia non ha tempo né luoghi, quindi va bene in qualunque momento. Se c’è qualche punto che deve essere precisato – ha poi concluso – si precisi». Forse anche nella convinzione che il Governo italiano non voglia commettere, nei confronti della Chiesa, un atto simile a quello della famosa “Breccia di Porta Pia”, facendo breccia nei decennali diritti della Chiesa stessa ed infliggendo, insomma, un’altra spina nel fianco alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che già fatica a restare in piedi in questo mondo in cui la divinità non sembra più trovare posto. Intanto però la questione si dibatte in Parlamento, dove venti deputati del Pd hanno presentato una mozione con la proposta di far pagare al Vaticano almeno il 30% dell’Ici che gli spetterebbe di versare, mentre invece non sono d’accordo, definendola “iniqua tassazione della solidarietà” i cattolici del Terzo Polo, decisi a difendere il diritto della Chiesa di non pagare l’Ici. Arriva anche da Futuro e Libertà una proposta, e cioè di ricercare una soluzione attraverso una commissione Stato-Chiesa. Occorrerebbe non dimenticare che, quando S. Francesco D’Assisi si presentò davanti ad Innocenzo II, a piedi scalzi, venne, da prima, mandato via. Ma il Papa, che era uomo intelligente, lo fece richiamare, rendendosi conto del fatto che la povera veste di Francesco avrebbe potuto restituire alla Chiesa in terra dell’epoca quella dignità che tutti gli orpelli e le eleganti vesti degli abiti ecclesiastici non erano stati capaci di conservarle. Anche Madre Teresa di Calcutta è stata ascoltata dai potenti della terra, pur se con le sue povere vesti, vestita dell’ardore di un Credo autentico che brillava come un fuoco anche alla luce del sole, chiedeva per i poveri, per gli umili, per i diseredati, per i malati e per i morenti. Noi, invece, come al solito, chiediamo per possedere qualcosa in più. Chiediamo dunque alla Chiesa che paghi l’Ici per noi? Non sarebbe più giusto chiederle di prendere il denaro risparmiato sull’ICI e dare da bere ai bambini assetati del mondo e dare da mangiare ai bambini del mondo che muoiono di fame? Perché nessuno si è mai scandalizzato del fatto che ciò non accada? Facciamo dunque una petizione perché il denaro risparmiato dalla Chiesa sull’Ici si trasformi in un aiuto per chi, nel mondo, ha davvero bisogno. Fuori dell’Italia, ma anche nell’Italia stessa. Mi piace di concludere con le parole “cherigmatiche” di Matteo 6,25-34, a proposito delle :Le preoccupazioni<br />
25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” 32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.”</p>
<p>Bianca Fasano</p>
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		<title>Commenti su Info di Bianca Fasano</title>
		<link>http://liberospirito.altervista.org/Info/comment-page-1/#comment-279</link>
		<dc:creator>Bianca Fasano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 12:01:00 +0000</pubDate>
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		<description>BASTA AD OGNI GIORNO LA SUA PENA

Interessante annotare che, a seguito di molte proteste, tra cui anche le ripetute petizioni in giro su face book: http://www.facebook.com/#!/pages/PETIZIONE-MANOVRA-FINANZIARIA-LA-CHIESA-DEVE-PAGARE/251014558253467 e spedite anche via e mail  (Il sito di Micromega avrebbe in tal senso  già raccolto ottantamila firme in sole due giorni per la petizione che prevede il pagamento Ici degli enti religiosi, quando gli edifici sono adibiti ad attività commerciali, sportive, sanitarie e turistiche, didattiche-ricreative e alberghiere.  In tal senso, rendendo evidentemente pubblica la voce della Chiesa, il Cardinale Bagnasco parrebbe rendersi disponibile al dialogo per venire incontro al Governo italiano.
Ha un precedente storico in favore dell’Italia nelle parole non esplicite ma nascoste di Napoleone III il 10 gennaio del 1859: « Il nostro paese, piccolo per territorio, acquistò credito nei Consigli d&#039;Europa perché grande per le idee che rappresenta, per le simpatie che esso ispira. Questa condizione non è scevra di pericoli, giacché, nel mentre rispettiamo i trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d&#039;Italia si leva verso di noi! » parlando delle sorti dell’Italia, che voleva divenire unita e liberarsi dal giogo austriaco, anche a merito, sembra, delle grazie della Contessa di Castiglione. Allo stesso modo, in favore dell’Italia, “il piccolo paese della Chiesa in terra”, attraverso il Cardinale Angelo Bagnasco, ha trovato parole non esplicite, ma di apertura di dialogo dal convegno dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti),  svoltassi a Genova, sembrando far intendere che la Chiesa di Roma sarebbe disponibile  ad aiutare l’Italia e gli italiani, oggi, in questo momento di crisi economica, rivedendo gli accordi che la esentano dal pagamento dell&#039;Ici in luoghi appartenenti ad enti o autorità religiose anche se in alcuni casi, destinati ad attività commerciali: «Come è noto - ha detto Bagnasco - la legge prevede un particolare riconoscimento e considerazione del valore sociale delle attività degli enti no profit, tra cui la Chiesa cattolica, e quindi anche di quegli ambienti che vengono utilizzati per queste specifiche finalità di carattere sociale, culturale, educativo. Ha voluto specificare che- laddove si verificasse qualche inadempienza, si auspica che ci sia l&#039;accertamento e la conseguente sanzione, come è giusto per tutti. Per quanto riguarda eventuali punti della legge che avessero bisogno di qualche puntualizzazione o precisazione non ci sono pregiudiziali da parte nostra, per poter fare queste precisazioni nelle sedi opportune. La giustizia non ha tempo né luoghi, quindi va bene in qualunque momento. Se c&#039;è qualche punto che deve essere precisato - ha poi concluso - si precisi». Forse anche nella convinzione che il Governo italiano non voglia commettere, nei confronti della Chiesa, un atto simile a quello della famosa “Breccia di Porta Pia”, facendo breccia nei decennali diritti della Chiesa stessa ed infliggendo, insomma, un’altra spina nel fianco alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che già fatica a restare in piedi in questo mondo in cui la divinità non sembra più trovare posto. Intanto però la questione si dibatte in Parlamento, dove venti deputati del Pd hanno presentato una mozione con la proposta di far pagare al Vaticano almeno il 30% dell&#039;Ici che gli spetterebbe di versare, mentre invece non sono d’accordo, definendola &quot;iniqua tassazione della solidarietà&quot; i cattolici del Terzo Polo, decisi a difendere il diritto della Chiesa di non pagare l&#039;Ici. Arriva anche da Futuro e Libertà una proposta, e cioè di ricercare una soluzione attraverso una commissione Stato-Chiesa. Occorrerebbe non dimenticare che, quando S. Francesco D’Assisi si presentò davanti ad Innocenzo II, a piedi scalzi, venne, da prima, mandato via. Ma il Papa, che era uomo intelligente, lo fece richiamare, rendendosi conto del fatto che la povera veste di Francesco avrebbe potuto restituire alla Chiesa in terra dell’epoca quella dignità che tutti gli orpelli e le eleganti vesti degli abiti ecclesiastici non erano stati capaci di conservarle. Anche Madre Teresa di Calcutta è stata  ascoltata dai potenti della terra, pur se con le sue povere vesti, vestita dell’ardore di un Credo autentico che brillava come un fuoco anche alla luce del sole, chiedeva per i poveri, per gli umili, per i diseredati, per i malati e per i morenti. Noi, invece, come al solito, chiediamo per possedere qualcosa in più. Chiediamo dunque alla Chiesa che paghi l’Ici per noi? Non sarebbe più giusto chiederle di prendere il denaro risparmiato sull’ICI e dare da bere ai bambini assetati del mondo e dare da mangiare ai bambini del mondo che muoiono di fame? Perché nessuno si è mai scandalizzato del fatto che ciò non accada? Facciamo dunque una petizione perché il denaro risparmiato dalla Chiesa sull’Ici si trasformi in un aiuto per chi, nel mondo, ha davvero bisogno. Fuori dell’Italia, ma anche nell’Italia stessa. Mi piace di concludere con le parole “cherigmatiche” di Matteo 6,25-34, a proposito delle :Le preoccupazioni
25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un&#039;ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l&#039;erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: &quot;Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?&quot; 32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.”

Bianca Fasano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BASTA AD OGNI GIORNO LA SUA PENA</p>
<p>Interessante annotare che, a seguito di molte proteste, tra cui anche le ripetute petizioni in giro su face book: <a href="http://www.facebook.com/#!/pages/PETIZIONE-MANOVRA-FINANZIARIA-LA-CHIESA-DEVE-PAGARE/251014558253467" rel="nofollow">http://www.facebook.com/#!/pages/PETIZIONE-MANOVRA-FINANZIARIA-LA-CHIESA-DEVE-PAGARE/251014558253467</a> e spedite anche via e mail  (Il sito di Micromega avrebbe in tal senso  già raccolto ottantamila firme in sole due giorni per la petizione che prevede il pagamento Ici degli enti religiosi, quando gli edifici sono adibiti ad attività commerciali, sportive, sanitarie e turistiche, didattiche-ricreative e alberghiere.  In tal senso, rendendo evidentemente pubblica la voce della Chiesa, il Cardinale Bagnasco parrebbe rendersi disponibile al dialogo per venire incontro al Governo italiano.<br />
Ha un precedente storico in favore dell’Italia nelle parole non esplicite ma nascoste di Napoleone III il 10 gennaio del 1859: « Il nostro paese, piccolo per territorio, acquistò credito nei Consigli d&#8217;Europa perché grande per le idee che rappresenta, per le simpatie che esso ispira. Questa condizione non è scevra di pericoli, giacché, nel mentre rispettiamo i trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d&#8217;Italia si leva verso di noi! » parlando delle sorti dell’Italia, che voleva divenire unita e liberarsi dal giogo austriaco, anche a merito, sembra, delle grazie della Contessa di Castiglione. Allo stesso modo, in favore dell’Italia, “il piccolo paese della Chiesa in terra”, attraverso il Cardinale Angelo Bagnasco, ha trovato parole non esplicite, ma di apertura di dialogo dal convegno dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti),  svoltassi a Genova, sembrando far intendere che la Chiesa di Roma sarebbe disponibile  ad aiutare l’Italia e gli italiani, oggi, in questo momento di crisi economica, rivedendo gli accordi che la esentano dal pagamento dell&#8217;Ici in luoghi appartenenti ad enti o autorità religiose anche se in alcuni casi, destinati ad attività commerciali: «Come è noto &#8211; ha detto Bagnasco &#8211; la legge prevede un particolare riconoscimento e considerazione del valore sociale delle attività degli enti no profit, tra cui la Chiesa cattolica, e quindi anche di quegli ambienti che vengono utilizzati per queste specifiche finalità di carattere sociale, culturale, educativo. Ha voluto specificare che- laddove si verificasse qualche inadempienza, si auspica che ci sia l&#8217;accertamento e la conseguente sanzione, come è giusto per tutti. Per quanto riguarda eventuali punti della legge che avessero bisogno di qualche puntualizzazione o precisazione non ci sono pregiudiziali da parte nostra, per poter fare queste precisazioni nelle sedi opportune. La giustizia non ha tempo né luoghi, quindi va bene in qualunque momento. Se c&#8217;è qualche punto che deve essere precisato &#8211; ha poi concluso &#8211; si precisi». Forse anche nella convinzione che il Governo italiano non voglia commettere, nei confronti della Chiesa, un atto simile a quello della famosa “Breccia di Porta Pia”, facendo breccia nei decennali diritti della Chiesa stessa ed infliggendo, insomma, un’altra spina nel fianco alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che già fatica a restare in piedi in questo mondo in cui la divinità non sembra più trovare posto. Intanto però la questione si dibatte in Parlamento, dove venti deputati del Pd hanno presentato una mozione con la proposta di far pagare al Vaticano almeno il 30% dell&#8217;Ici che gli spetterebbe di versare, mentre invece non sono d’accordo, definendola &#8220;iniqua tassazione della solidarietà&#8221; i cattolici del Terzo Polo, decisi a difendere il diritto della Chiesa di non pagare l&#8217;Ici. Arriva anche da Futuro e Libertà una proposta, e cioè di ricercare una soluzione attraverso una commissione Stato-Chiesa. Occorrerebbe non dimenticare che, quando S. Francesco D’Assisi si presentò davanti ad Innocenzo II, a piedi scalzi, venne, da prima, mandato via. Ma il Papa, che era uomo intelligente, lo fece richiamare, rendendosi conto del fatto che la povera veste di Francesco avrebbe potuto restituire alla Chiesa in terra dell’epoca quella dignità che tutti gli orpelli e le eleganti vesti degli abiti ecclesiastici non erano stati capaci di conservarle. Anche Madre Teresa di Calcutta è stata  ascoltata dai potenti della terra, pur se con le sue povere vesti, vestita dell’ardore di un Credo autentico che brillava come un fuoco anche alla luce del sole, chiedeva per i poveri, per gli umili, per i diseredati, per i malati e per i morenti. Noi, invece, come al solito, chiediamo per possedere qualcosa in più. Chiediamo dunque alla Chiesa che paghi l’Ici per noi? Non sarebbe più giusto chiederle di prendere il denaro risparmiato sull’ICI e dare da bere ai bambini assetati del mondo e dare da mangiare ai bambini del mondo che muoiono di fame? Perché nessuno si è mai scandalizzato del fatto che ciò non accada? Facciamo dunque una petizione perché il denaro risparmiato dalla Chiesa sull’Ici si trasformi in un aiuto per chi, nel mondo, ha davvero bisogno. Fuori dell’Italia, ma anche nell’Italia stessa. Mi piace di concludere con le parole “cherigmatiche” di Matteo 6,25-34, a proposito delle :Le preoccupazioni<br />
25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un&#8217;ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l&#8217;erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: &#8220;Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?&#8221; 32 Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.”</p>
<p>Bianca Fasano</p>
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		<title>Commenti su Donne che guardano le donne/2 di Monica</title>
		<link>http://liberospirito.altervista.org/donne-che-guardano-le-donne2/comment-page-1/#comment-6</link>
		<dc:creator>Monica</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 20:12:35 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Silvia, il tuo secondo articolo sulle donne che guardano le donne mi colpisce molto profondamente, visto che anch&#039;io proprio ieri ho pensato le stesse cose. Mi sento proprio in empatia con te e con tutte quelle donne, giovani o meno giovani che hanno la forza, il coraggio e l&#039;entusiasmo di agire nel concreto e nel quotidiano.Penso che noi donne potremmo rivoluzionare le nostre esistenze e di conseguenza anche quelle delle persone che ci circondano con piccoli gesti e piccole azioni. Sento un grande desiderio di prendere in mano la mia profondità di donna vera, cambiando l&#039;esistere di ogni giorno con la mia scelta e non con quelle altrui (del sistema) che mi condizionano il corpo, la mente e lo spirito.
Perché ognuna di noi non diventa lo specchio per l&#039;altra nell&#039;iniziare un percorso di rinascita su tutti i fronti? Possiamo cambiare l&#039;alimentazione, la medicina, il modo di partorire, lo stile di vita, le amicizie, il rapporto con gli altri e la spiritualità.
Questo sito nasce proprio per rendere vivo e reale lo spirito che è dentro di noi, che è la forza e la coscienza che ci alimenta unendolo a un anelito di libertà di parola, di pensiero e di azione nella vita di tutti i giorni.
Cerchiamo di decondizionarci da tutti gli schemi e le etichette che abbiamo addosso. Spogliamoci di tutto il superfluo per andare alle radici e all&#039;essenzialità del vivere e di noi stesse. Il segreto, forse, è l&#039;essere umano nella sua integrità e pensando a ciò ho scritto questa frase: la materia è la palestra dello spirito. Il suo significato per me è che questi due mondi (materiale e spirituale) camminando insieme creano l&#039;uomo e la donna nella loro unità e perfezione, perché la materia serve allo spirito affinché esso sia visibile nel mondo con la sua forza e la sua purezza e lo spirito serve alla materia per diventare divina, creatrice di una nuova umanità che ritrovi suoi sogni e le sue utopie.
Forse, se noi donne agiamo da donne, forse, qualcosa si potrà salvare.
Monica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Silvia, il tuo secondo articolo sulle donne che guardano le donne mi colpisce molto profondamente, visto che anch&#8217;io proprio ieri ho pensato le stesse cose. Mi sento proprio in empatia con te e con tutte quelle donne, giovani o meno giovani che hanno la forza, il coraggio e l&#8217;entusiasmo di agire nel concreto e nel quotidiano.Penso che noi donne potremmo rivoluzionare le nostre esistenze e di conseguenza anche quelle delle persone che ci circondano con piccoli gesti e piccole azioni. Sento un grande desiderio di prendere in mano la mia profondità di donna vera, cambiando l&#8217;esistere di ogni giorno con la mia scelta e non con quelle altrui (del sistema) che mi condizionano il corpo, la mente e lo spirito.<br />
Perché ognuna di noi non diventa lo specchio per l&#8217;altra nell&#8217;iniziare un percorso di rinascita su tutti i fronti? Possiamo cambiare l&#8217;alimentazione, la medicina, il modo di partorire, lo stile di vita, le amicizie, il rapporto con gli altri e la spiritualità.<br />
Questo sito nasce proprio per rendere vivo e reale lo spirito che è dentro di noi, che è la forza e la coscienza che ci alimenta unendolo a un anelito di libertà di parola, di pensiero e di azione nella vita di tutti i giorni.<br />
Cerchiamo di decondizionarci da tutti gli schemi e le etichette che abbiamo addosso. Spogliamoci di tutto il superfluo per andare alle radici e all&#8217;essenzialità del vivere e di noi stesse. Il segreto, forse, è l&#8217;essere umano nella sua integrità e pensando a ciò ho scritto questa frase: la materia è la palestra dello spirito. Il suo significato per me è che questi due mondi (materiale e spirituale) camminando insieme creano l&#8217;uomo e la donna nella loro unità e perfezione, perché la materia serve allo spirito affinché esso sia visibile nel mondo con la sua forza e la sua purezza e lo spirito serve alla materia per diventare divina, creatrice di una nuova umanità che ritrovi suoi sogni e le sue utopie.<br />
Forse, se noi donne agiamo da donne, forse, qualcosa si potrà salvare.<br />
Monica</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Donne che guardano le donne di Monica</title>
		<link>http://liberospirito.altervista.org/donne-che-guardano-le-donne/comment-page-1/#comment-5</link>
		<dc:creator>Monica</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 12:17:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://liberospirito.altervista.org/?p=146#comment-5</guid>
		<description>Una riflessione delle donne sul loro mondo è molto importante e costruttivo, specialmente in questo momento storico.
Chi siamo veramente? Guardo e ascolto le ragazze più o meno giovani e le vedo esteriormente molto sicure di sé, della loro libertà e della loro giovanile bellezza, ma le percepisco allo stesso tempo interiormente fragili, costruite nella loro immagine da altri che non sono loro stesse.
Ma siamo veramente libere o siamo condizionate da un sistema maschilista che ci vuole in un certo modo?
In passato questo sistema ci voleva esclusivamente a fare figli e a stare in casa. Ora ci vuole manager, soldato o pilota di aerei da guerra.
Mi sembra ci sia un po&#039; di crisi di identità. Forse ci vorrebbe una ricerca di noi stesse.
Ora c&#039;è troppo superficialità e apparenza, si è persa la profondità dell&#039;essere. 
Rivendico la possibilità di essere donna senza dover copiare l&#039;essere uomo ed entrare in competizione con lui. 
Rivendico poi l&#039;unicità dell&#039;essere femminile complementare a quello maschile, due mondi che si uniscono ma che differiscono in essenza.
Cerchiamo di non farci manipolare né dai mass media (che usano il nostro corpo) né dagli ultimi potenti arrivati che pagano il nostro corpo usandolo solo fisicamente dimenticando che al suo interno vive un&#039;animo umano con la sua dignità.
Siamo portatrici della vita e dell&#039;amore, riprendiamo la nostra autentica femminilità per cercare di ricostruire le basi di un&#039;umanità nuova senza ipocrisia e superficialità, ma con coscienza e forza morale.
Monica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una riflessione delle donne sul loro mondo è molto importante e costruttivo, specialmente in questo momento storico.<br />
Chi siamo veramente? Guardo e ascolto le ragazze più o meno giovani e le vedo esteriormente molto sicure di sé, della loro libertà e della loro giovanile bellezza, ma le percepisco allo stesso tempo interiormente fragili, costruite nella loro immagine da altri che non sono loro stesse.<br />
Ma siamo veramente libere o siamo condizionate da un sistema maschilista che ci vuole in un certo modo?<br />
In passato questo sistema ci voleva esclusivamente a fare figli e a stare in casa. Ora ci vuole manager, soldato o pilota di aerei da guerra.<br />
Mi sembra ci sia un po&#8217; di crisi di identità. Forse ci vorrebbe una ricerca di noi stesse.<br />
Ora c&#8217;è troppo superficialità e apparenza, si è persa la profondità dell&#8217;essere.<br />
Rivendico la possibilità di essere donna senza dover copiare l&#8217;essere uomo ed entrare in competizione con lui.<br />
Rivendico poi l&#8217;unicità dell&#8217;essere femminile complementare a quello maschile, due mondi che si uniscono ma che differiscono in essenza.<br />
Cerchiamo di non farci manipolare né dai mass media (che usano il nostro corpo) né dagli ultimi potenti arrivati che pagano il nostro corpo usandolo solo fisicamente dimenticando che al suo interno vive un&#8217;animo umano con la sua dignità.<br />
Siamo portatrici della vita e dell&#8217;amore, riprendiamo la nostra autentica femminilità per cercare di ricostruire le basi di un&#8217;umanità nuova senza ipocrisia e superficialità, ma con coscienza e forza morale.<br />
Monica</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Donne che guardano le donne di Elena</title>
		<link>http://liberospirito.altervista.org/donne-che-guardano-le-donne/comment-page-1/#comment-4</link>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 07:15:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://liberospirito.altervista.org/?p=146#comment-4</guid>
		<description>Sono molto d&#039;accordo con quanto scrivi S.P., mi rivedo direttamente nell&#039;idea che oggi si parla e si guarda solo dal punto di vista dell&#039;immagine, dell&#039;estetica, della moda, del senso comune, di ciò che ci rende simili, accettati... Mi rivedo in questa idea, non nel senso di condividerla, ma nel senso che recentemente credo, come singolo, di essere arrivata a capire che i miei tanti dubbi esistenziali si fondano proprio su questo non essermi mai fermata a coltivare il mio animo, la mia profondità, il mio rapporto con me stessa...in balia dell&#039;ansia di dovermi far riconoscere, accettare, amare da altri...

Il problema è che è molto dura fare un percorso simile in un mondo relazionale in cui (eccezioni escluse)non si può parlare di tutto ciò che ha a che fare con psicologia, emozioni, sensazioni, spiritualità, morte (come hai detto anche tu)... Come si può coltivare tutto ciò senza parlarne?
E poi, quante volte con le persone puoi parlare solo di questioni private, vicine...come se tutto ciò che è lontano non tocca, non è interessante, non esiste...

Come convincere te stesso che dentro di te c&#039;è un mondo positivo se quando provi a parlare di certe cose con la maggior parte delle persone ti senti guardato con aria interrogativa, come a dire &quot;uuu com&#039;è strana questa!!!&quot;. 
Sono sincera, il tipo di società e di mentalità (mi rifiuto di chiamarla &quot;cultura&quot;) di cui stiamo parlando, fino ad oggi mi ha demoralizzato e fatto sentire diversa, disadattata, strana...ma recentemente sto scoprendo più o meno consapevolmente che ci sono spunti di fermento, persone con una profondità diversa, sto scoprendo che non sono l&#039;unica &quot;strana&quot;!!! 
E allora, anche se non so bene come, ben venga la voglia di dire ciò che si pensa, di vivere secondo i propri canoni, di iniziare ad allargare le vedute, di non avere paura di uscire dal proprio orto! Chissà che questo stile di vita di pochi, se pur meno appariscente e pubblicizzato, possa fare da richiamo a tanti giovani e persone in genere che sentono dentro un allarme di insoddisfazione, di vuoto, di inquietudine...e chissà quindi che sia l&#039;inizio di una diversa e sana cultura (e quì il termine ci sta tutto!!!).
Elena</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto d&#8217;accordo con quanto scrivi S.P., mi rivedo direttamente nell&#8217;idea che oggi si parla e si guarda solo dal punto di vista dell&#8217;immagine, dell&#8217;estetica, della moda, del senso comune, di ciò che ci rende simili, accettati&#8230; Mi rivedo in questa idea, non nel senso di condividerla, ma nel senso che recentemente credo, come singolo, di essere arrivata a capire che i miei tanti dubbi esistenziali si fondano proprio su questo non essermi mai fermata a coltivare il mio animo, la mia profondità, il mio rapporto con me stessa&#8230;in balia dell&#8217;ansia di dovermi far riconoscere, accettare, amare da altri&#8230;</p>
<p>Il problema è che è molto dura fare un percorso simile in un mondo relazionale in cui (eccezioni escluse)non si può parlare di tutto ciò che ha a che fare con psicologia, emozioni, sensazioni, spiritualità, morte (come hai detto anche tu)&#8230; Come si può coltivare tutto ciò senza parlarne?<br />
E poi, quante volte con le persone puoi parlare solo di questioni private, vicine&#8230;come se tutto ciò che è lontano non tocca, non è interessante, non esiste&#8230;</p>
<p>Come convincere te stesso che dentro di te c&#8217;è un mondo positivo se quando provi a parlare di certe cose con la maggior parte delle persone ti senti guardato con aria interrogativa, come a dire &#8220;uuu com&#8217;è strana questa!!!&#8221;.<br />
Sono sincera, il tipo di società e di mentalità (mi rifiuto di chiamarla &#8220;cultura&#8221;) di cui stiamo parlando, fino ad oggi mi ha demoralizzato e fatto sentire diversa, disadattata, strana&#8230;ma recentemente sto scoprendo più o meno consapevolmente che ci sono spunti di fermento, persone con una profondità diversa, sto scoprendo che non sono l&#8217;unica &#8220;strana&#8221;!!!<br />
E allora, anche se non so bene come, ben venga la voglia di dire ciò che si pensa, di vivere secondo i propri canoni, di iniziare ad allargare le vedute, di non avere paura di uscire dal proprio orto! Chissà che questo stile di vita di pochi, se pur meno appariscente e pubblicizzato, possa fare da richiamo a tanti giovani e persone in genere che sentono dentro un allarme di insoddisfazione, di vuoto, di inquietudine&#8230;e chissà quindi che sia l&#8217;inizio di una diversa e sana cultura (e quì il termine ci sta tutto!!!).<br />
Elena</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Donne che guardano le donne di Sabina</title>
		<link>http://liberospirito.altervista.org/donne-che-guardano-le-donne/comment-page-1/#comment-3</link>
		<dc:creator>Sabina</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 13:35:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://liberospirito.altervista.org/?p=146#comment-3</guid>
		<description>Anche a me pare importante che la voce delle donne si faccia sentire, e ringrazio Silvia per questa bella riflessione.
In particolare, credo che la voce delle donne debba contenere traccia della loro “saggezza”: una saggezza che ha a che fare con la custodia, la cura, la conservazione della vita in tutte le sue forme.
Da sempre le donne sono legate alla vita, alla nascita e alla morte, e per questo conoscono il valore dell’essenziale: è solo che è difficile, ed in questo momento davvero molto difficile, mantenere uno sguardo sufficientemente forte per non perdere il proprio discernimento.
Tuttavia la storia delle donne è sempre stata una storia “sotterranea”, vissuta in altri luoghi e con altri termini rispetto a quella ufficiale, e così deve essere ancora, perchè anche oggi, nella immagine pubblica della donna, ritroviamo veramente poco di quella che è la sua essenza più profonda, di quella essenza che vorremmo trasmettere alle nostre figlie e a tutte le ragazze che vediamo crescere sotto i nostri occhi.
Vorremmo trasmettere l’importanza di credere a se stesse, alla bellezza dei propri sentimenti; l’importanza di voler esprimere la propria voce, senza che debba adeguarsi a delle regole stupide e massificanti; l’importanza del proprio tempo e del proprio lavoro, in cui crescere rispettando i propri ritmi e le proprie esigenze, sorde alle parole dei tempi del consumo, in cui non si ha più traccia di vita vera ma solo di vita comperata-esibita-venduta. 
Ogni testimonianza, allora, diventa preziosa.
Sabina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a me pare importante che la voce delle donne si faccia sentire, e ringrazio Silvia per questa bella riflessione.<br />
In particolare, credo che la voce delle donne debba contenere traccia della loro “saggezza”: una saggezza che ha a che fare con la custodia, la cura, la conservazione della vita in tutte le sue forme.<br />
Da sempre le donne sono legate alla vita, alla nascita e alla morte, e per questo conoscono il valore dell’essenziale: è solo che è difficile, ed in questo momento davvero molto difficile, mantenere uno sguardo sufficientemente forte per non perdere il proprio discernimento.<br />
Tuttavia la storia delle donne è sempre stata una storia “sotterranea”, vissuta in altri luoghi e con altri termini rispetto a quella ufficiale, e così deve essere ancora, perchè anche oggi, nella immagine pubblica della donna, ritroviamo veramente poco di quella che è la sua essenza più profonda, di quella essenza che vorremmo trasmettere alle nostre figlie e a tutte le ragazze che vediamo crescere sotto i nostri occhi.<br />
Vorremmo trasmettere l’importanza di credere a se stesse, alla bellezza dei propri sentimenti; l’importanza di voler esprimere la propria voce, senza che debba adeguarsi a delle regole stupide e massificanti; l’importanza del proprio tempo e del proprio lavoro, in cui crescere rispettando i propri ritmi e le proprie esigenze, sorde alle parole dei tempi del consumo, in cui non si ha più traccia di vita vera ma solo di vita comperata-esibita-venduta.<br />
Ogni testimonianza, allora, diventa preziosa.<br />
Sabina</p>
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