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Archivi: marzo 2019

Pubblichiamo questa lettera aperta, invitando non solo a leggerla ma anche a sottoscrivere e diffondere. Riguarda il triste convegno sulla famiglia “tradizionale” che si deve svolgere a Verona.  Il sito della petizione (su Change.org) è: http://chng.it/jdfnyY8n9P

Siamo un gruppo di insegnanti, di ogni ordine e grado, della scuola pubblica e privata. Viviamo e insegniamo in Italia e quanto vediamo ogni giorno, nel nostro Paese, desta non poche preoccupazioni. Tra le cose che ci indignano profondamente, in questo ultimo periodo, c’è il Congresso delle famiglie che si terrà a Verona nell’ultimo week end di marzo.

La presenza di certi relatori, certe loro dichiarazioni passate – contro la libertà delle donne, contro l’interruzione volontaria di gravidanza, contro le persone Lgbt, contro le famiglie omogenitoriali, ecc – e gli stessi temi trattati ci sembrano violare il nostro Dettato Costituzionale, nell’articolo 3 soprattutto.

Grave, ancora, ci sembra che questo evento venga patrocinato con le insegne delle istituzioni e che veda – tra gli altri – la partecipazione del ministro dell’Istruzione, Bussetti, che dovrebbe invece rappresentare tutta la popolazione scolastica, insegnanti e allievi/e, nel rispetto delle nostre famiglie e delle nostre situazioni affettive e personali. Tutte, indistintamente.

Ribadiamo che noi viviamo la Scuola in quella che è la sua quotidianità. Quella di ragazze e ragazzi per i quali diventiamo un punto di riferimento oltre le loro famiglie. E vediamo tante diversità, di lingua, di religione, di usi e costumi, di identità sessuali, di realizzazioni familiari… l’elenco non si esaurisce qui. Nella tutela di queste persone, dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, noi ci muoviamo.

Riteniamo che il Congresso che si terrà a Verona voglia proporre una visione della donna e della società che ci porta nel passato più oscurantista. Noi, invece, agiamo nel presente e ci proiettiamo nel futuro. Per questo motivo, abbiamo deciso di chiamare questo gruppo “Futuro, semplice!”. Un gruppo apartitico, che crede nell’uguaglianza per tutti e tutte. Un’iniziativa dal basso a cui chiunque può aderire, sottoscrivendo il nostro Manifesto e firmando la petizione su Change.org.

Sito della petizione: http://chng.it/jdfnyY8n9P

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ManifestoFuturoSemplice/

Per un islam laico

Autore: liberospirito 4 Mar 2019, Comments (0)

E’ stata presentata domenica 24 febbraio a Berlino l’ “Iniziativa per un Islam laico”, promossa dall’avvocata Seyran Ates, fondatrice della prima moschea liberale tedesca. A seguire pubblichiamo il comunicato con cui l’associazione ha lanciato la sua iniziativa. Rispetto alle paranoie islamofobe che circolano a casa nostra e nel resto dell’Europa ci sembra un’iniziativa che meriti attenzione e ascolto. Non è l’unico segnale che va nella direzione di una costruzione di un islam occidentale. In precedenti post abbiamo dato notizie che seguono questo cammino. A cominciare dall’apertura a Berlino di una moschea paritaria (sempre ad opera di Seyran Ates), in cui il velo non è obbligatorio e dove le donne possono tenere prediche, al pari degli imam maschi, proponendo, inoltre, una lettura storico-critica del Corano (vedi qui). Così come abbiamo dato pure notizia della “Moschea inclusiva dell’unità”, a Parigi, la prima in Europa espressamente aperta ai gay (vedi qui). Infine chi desiderasse approfondire il tema rimandiamo a un’intervista a Seyran Ates in cui articola  con chiarezza il suo pensiero (vedi qui). Ecco il comunicato dell’ “Iniziativa per un Islam laico”:

«L’“Iniziativa per un Islam laico” è stata fondata in Germania in occasione della quarta Conferenza sull’islam per dare visibilità alle musulmane e ai musulmani laici, che finora non sono stati rappresentati nel dibattito pubblico. Laicità significa per noi sottolineare la positiva neutralità dello Stato e la separazione, che deve essere sempre maggiore, fra religione e politica (Stato) e considerare i musulmani pieni cittadini di una società democratica, che condividono con gli altri diritti e doveri. L’Iniziativa sostiene una maggiore partecipazione civile dei musulmani (per esempio attraverso offerte formative) ma è contro qualsiasi diritto speciale per i musulmani. La libertà di confessione religiosa e il diritto all’“indisturbato esercizio del culto” previsti dalla Costituzione tedesca non includono secondo noi il diritto di imporre le norme religiose nello spazio pubblico».