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Archivi: febbraio 2018

In principio era il femminile

Autore: liberospirito 16 Feb 2018, Comments (0)

Tanto per rimanere in tema di teologia e femminicidio (di cui si è parlato nel precedente post): quanto segue è un articolo del teologo brasiliano Leonardo Boff (tratto da https://leonardoboff.wordpress.com – la traduzione è a cura di Romano Baraglia e Lidia Arato). Qui la riflessione prende avvio dall’esposizione di alcuni dati provenienti da vari campi delle scienze, per estendere poi l’attenzione alle potenzialità espresse e inespresse dell’essere umano, offrendo così un contributo al dibattito in corso sul femminile, “profondamente distorto dalla cultura patriarcale dominante”.

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Il presente testo vuol essere un piccolo contributo al dibattito sul femminile, profondamente distorto dalla cultura patriarcale dominante. E tanto per cominciare, affermiamo fin da adesso che il femminile è venuto prima. Vediamo come è nato nel processo di sesso-genesi. Varie sono state le tappe.

La vita esisteva sulla Terra già 3,8 miliardi di anni fa. L’antenato comune di tutti i viventi è stato probabilmente un batterio unicellulare senza nucleo che si moltiplicava per divisione interna, a una velocità spaventosa. Questo durò circa un miliardo di anni.

Due miliardi di anni fa, nasceva una cellula con membrana e due nuclei, dentro i quali si trovavano i cromosomi. In questa si identifica l’origine del sesso. Quando avveniva lo scambio di nuclei tra due cellule binucleate, si generava un unico nucleo, con cromosomi appaiati. Prima, erano le cellule che si suddividevano, adesso avviene lo scambio tra due cellule differenti e i loro nuclei. La cellula si riproduce sessualmente a partire dall’incontro con un’altra cellula. Avviene cosi la simbiosi – composizione di differenti elementi – che insieme con la selezione naturale rappresenta la forza più importante dell’evoluzione. Tale fatto ha delle conseguenze filosofiche: la vita è intessuta più di scambi, di cooperazione e simbiosi che di lotta competitiva per la sopravvivenza.

Nei primi due miliardi di anni, negli oceani, da dove la vita aveva fatto irruzione in terra ferma, non esistevano organi sessuali specifici, ma solo un’esistenza femminile generalizzata che nel grande utero degli oceani, dei laghi e dei fiumi generava vita. In questo senso possiamo dire che il principio femminile è stato primo e originario.

Soltanto quando esseri vivi lasciarono il mare, lentamente nacque il pene, qualcosa di maschile, che toccando la cellula passava ad essa parte del suo DNA, dove stanno i geni.

Circa 370 milioni di anni fa con l’apparizione dei vertebrati (come i rettili) questi misero in essere l’uovo amniotico pieno di nutrienti e consolidarono la vita sulla terra ferma. Con l’apparizione dei mammiferi, circa 125 milioni di anni fa nasceva ormai una sessualità definita in termini di maschio e femmina. E’ qui che compaiono i comportamenti di cura, di amore e difesa della prole. Circa 70 milioni di anni fa apparve il nostro antenato mammifero che viveva tra il fogliame degli alberi, nutrendosi di gemme e fiori. Con la scomparsa dei dinosauri, 67 milioni di anni fa poterono scendere al suolo e svilupparsi fino ai nostri giorni.

C’è anche il sesso genetico-cellulare umano che presenta il quadro seguente: la donna si caratterizza per 22 paia di cromosomi somatici più due cromosomi X (XX). Quello dell’uomo consta pure di 22 paia di cromosomi ma appena un cromosoma X (XY). Da qui si capisce che il sesso base è femminile (XX) essendo che quello maschile (XY) rappresenta una derivazione sua per un unico cromosoma (Y). Pertanto non c’è un sesso assoluto, ma solo uno dominante. In ciascuno di noi uomini e donne “esiste un secondo sesso”.

Ancora. In riferimento al sesso gonadico è importante notare che nelle prime settimane, l’embrione si presenta come androgino, vale a dire che possiede tutte e due le possibilità sessuali, femminile o maschile. A partire dall’ottava settimana, se un cromosoma maschile Y penetra nell’uovo femminile durante la fecondazione, mediante l’ormone androgeno la definizione sessuale sarà maschile.

Se non succede niente, prevale la base comune femminile. In termini di sesso gonadico possiamo dire che il cammino femminile è primordiale. A partire dal femminile avviene la differenziazione, il che non autorizza il fantasioso “principio di Adamo”. La rotta del maschile è una modificazione della matrice femminile, a causa della secrezione dell’androgeno attraverso i testicoli.

In fine esiste il sesso ormonale. Tutte le ghiandole sessuali nell’uomo e nella donna sono governate dall’ipofisi, sessualmente neutra e dall’ipotalamo che è sessuato. Queste ghiandole secernono nell’ uomo e nella donna i due ormoni: androgeno (maschile) e estrogeno (femminile). Sono responsabili per le caratteristiche secondarie della sessualità. La predominanza di uno o dell’altro ormone produrrà una configurazione e un comportamento con caratteristiche femminili o maschili. Se nell’uomo c’è un impregnazione maggiore di estrogeno, avrà alcuni tratti femminili; la stessa cosa succede in riferimento all’androgeno.

È opportuno notare che la sessualità possiede una dimensione ontologica. L’essere umano non possiede sesso. E’ sessuato in tutte le sue dimensioni corporali, mentali e spirituali. Fino all’emersione della sessualità, il mondo è degli stessi e degli identici. Con la sessualità emerge la differenziazione per lo scambio tra differenti.

Sono differenti per poter inter-relazionarsi e stabilire legami di convivenza. E’ quel che avviene con la sessualità umana: ognuno, oltre la forza istintiva che sente dentro di sé, sente pure la necessità di canalizzare tale forza. Vuole amare e essere amato, non per imposizioni ma per libertà. La sessualità sboccia nell’amore, la forza più importante “che muove il cielo e le stelle” (Dante) e anche i nostri cuori. E’ la suprema realizzazione che l’essere umano può desiderare. Ma, attenzione: il femminile è venuto prima, è la base.

Leonardo Boff

Teologia e femminicidio

Autore: liberospirito 13 Feb 2018, Comments (0)

Pubblichiamo un recente intervento di Augusto Cavadi (proveniente dal sito http://livesicilia.it) in cui viene istituita una relazione tra violenza maschile sulle donne, struttura sociale a base patriarcale e teismo. Il testo è ricco di numerosi spunti che invitano alla riflessione e al dibattito nella prospettiva di poter costruire una religiosità su base post-patriarcale. Augusto Cavadi oltre a essere docente, filosofo, studioso e scrittore, è anche ispiratore e componente del “Gruppo Noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne”.

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Per molto tempo si è supposto che la mafia esista quando spara, solo tardi ci si è chiarito che essa emerge quando trova ostacoli sulla sua escalation e tace, sommersa, quando può dominare incontrastata. Quando cesseremo di ripetere l’errore a proposito della violenza maschile sulle donne?

Neppure in questo caso si tratta di un’emergenza. I casi di cronaca sono solo la spia di una condizione stabile, strutturale, di oppressione sistemica: i maschi uccidono quando questa dominazione psicologica e sociologica viene messa in dubbio dalla ribellione di questa o di quella donna. Se ciò non accade, il maschilismo patriarcale vige e si diffonde come un cancro silenzioso, asintomatico. Potremmo dire che esso è più forte quando, incontrastato, non ha neppure bisogno di alzare la clava sulla testa delle donne.

Una prevalenza così radicata e diffusa si spiega con ragioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e politiche: ma anche culturali. Basta interrogare i miti religiosi, le fiabe popolari, le leggende tradizionali per capire quali “archetipi” (diceva Jung) abitano l’immaginario collettivo dell’umanità. E’ senza significato, ad esempio, che nel Mediterraneo siano prevalse tre religioni monoteistiche (ebraismo, cristianesimo, islamismo) secondo le quali il Divino si è configurato come Padre, onnipotente, dai voleri imperscrutabili e indiscutibili? Nelle quali il ruolo della donna è nettamente inferiore ai ruoli riservati ai maschi? Il sistema patriarcale vigente in terra è stato, per così dire, proiettato in cielo: ma, a sua volta, il patriarcato celeste è servito da legittimazione ideologica del patriarcato terrestre.

La teologa Hanna Wolff (alla cui valorizzazione ho dedicato il mio libretto Tenerezza) ha notato come Gesù di Nazareth abbia tentato di rivedere criticamente questa idea di Dio-patriarca mettendo in evidenza i caratteri femminili-materni del Divino; ma come, alla sua morte, da san Paolo in poi, l’antica prospettiva maschile-maschilista sia riemersa in tutta la sua pesantezza. Ecco perché oggi non è solo la teologia femminista a riesaminare le concezioni tradizionali di Dio per restituire al Mistero quella assoluta incomprensibilità che lo sottragga a rappresentazioni infantili, primitive. Come scrive qualche teologa, sino a quando Dio viene concepito sempre e solo come Maschio, il maschio avvertirà la tentazione di concepirsi come dio. E queste dinamiche – sia specificato per chiarezza – riguardano credenti, non-credenti e agnostici: sia che lo professa sia chi lo nega, è comunque prigioniero di un’idea del Divino antropomorfica e sessista. Liberarsene a livello di riflessione critica personale, ma anche nell’orizzonte di senso collettivo, sarebbe un modo molto concreto di indebolire alle radici la visione della supremazia maschile di cui le violenze quotidiane e i femminicidi sono soltanto l’effetto terminale.

Augusto Cavadi

Ricordando (e non solo) Giordano Bruno

Autore: liberospirito 11 Feb 2018, Comments (0)

A seguire pubblichiamo il comunicato stampa  dell’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno riguardante l’ormai consueto appuntamento annuale per ricordare e attualizzare la grande figura di Giordano Bruno.

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Sono trascorsi 418 anni da quel 17 febbraio del 1600 quando il filosofo Giordano Bruno fu arso vivo in Campo de’ Fiori a Roma per ordine del tribunale della Santa Inquisizione, presieduto dal pontefice romano.  «Eretico, pertinace, impenitente ...» recitava la sentenza nella sua tracotanza di potere. E voleva essere espressione di massimo spregio per chi come Bruno rivendicava il diritto umano di pensare e scegliere autonomamente per uscire dalla caverna della sottomissione individuale e sociale.

L’’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” come ogni 17 febbraio in Campo de’ Fiori a Roma (dalle ore 17.00) ricorderà il filosofo Giordano Bruno, perché la memoria di quel rogo sia per ciascuno la fiamma della ragione contro l’oscurantismo.

In un contesto storico come quello attuale, dove il senso della ragionevolezza sembrerebbe smarrito nella ripresa del fideismo religioso che si fa anche terrorismo, mentre spettri fascisti avanzano, noi bruniani vogliamo rimettere al centro più che mai il valore della Laicità, supremo principio della nostra Carta costituzionale repubblicana, che quest’anno compie 70 anni.

Niente è più prezioso della laicità, perché le garanzie di convivenza civile non possono venire dalla rivelazione, ma dal patto laico di cittadinanza, che tutela la dignità di ciascuno perché sia il proprietario della sua vita sempre e ovunque, come sancisce la nostra Costituzione impegnando lo Stato repubblicano a rimuovere gli ostacoli che questa autonomia e autodeterminazione impediscono.

Senza laicità non c’è democrazia, non c’è libertà, né giustizia, né uguaglianza nelle pari opportunità, ma solo sopruso. Ben lo sapeva Giordano Bruno, che ha avuto il coraggio di alzare la testa per proclamare il diritto dovere di ciascuno a emanciparsi da dogmi e padroni.

E questa emancipazione è dovere individuale e collettivo affermarla nella pratica quotidiana, perché non si ripeta la notte di non verità che mandò al rogo Giordano Bruno.

Di tutto questo parleremo a Piazza Campo de’ Fiori il 17 febbraio 2018, a partire dalle ore 17.00 tenendo vivo lo straordinario insegnamento progressista e libertario della filosofia bruniana.

«Nel nome di Giordano Bruno. Costituzionalmente laici», è il titolo che l’’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” ha voluto dare alla Cerimonia-Convegno di quest’’anno.

Dopo la deposizione delle corone di alloro, con accompagnamento della Banda Musicale del Corpo di Polizia Municipale di Roma Capitale, e i saluti istituzionali di Roma Capitale e del Comune di Nola, la manifestazione proseguirà con le relazioni di Giuliano Montaldo: Giordano Bruno, la libertà per amica; Maria Mantello: Giordano Bruno, maestro di laicità; Gianni Ferrara: – 70 anni di sana e robusta Costituzione; Fabio Cavalli: – La  parola a Giordano Bruno.