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Archivi: aprile 2016

Liberospirito sbarca oltre Manica

Autore: liberospirito 20 Apr 2016, Comments (0)

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E’ da poco nelle librerie inglesi il volume Therapy & the Counter-tradition: The Edge of Philosophy, pubblicato da Routledge (una delle case editrici più importanti nel settore delle pubblicazioni accademiche). Si tratta di un libro collettivo, curato da M. Bazzano e J. Webb, in cui esponenti della psicoterapia contemporanea, filosofi e saggisti, esplorano le relazioni possibili tra le idee filosofiche e il lavoro di terapia. Diamo questa notizia perché tra i collaboratori c’è anche chi partecipa al progetto liberospirito. A seguire l’indice del libro. Sarebbe auspicabile, prima o poi, una traduzione italiana.

Part 1 – The Threshold Experience 

  1. Manu Bazzano: ‘Changelings’: The Self in Nietzsche’s Psychology
  2. John Lippitt : What can Therapists learn from Kierkegaard
  3. Diana Voller: John Keats and Negative Capability: The Psychotherapist’s X factor?
  4. Nick Duffell: That Piece of Supreme Art, a Man’s Life
  5. Subhaga Gaetano Failla: Tears of Joy: Pascal’s ‘Night of Fire’

Part 2 – Ethics and Politics 

  1. Julie Webb:Who am I? You tell me: Desire and Judith Butler
  2. Richard Pearce: The Liberation Psychologist: A Tribute to Jean-Paul Sartre
  3. Federico Battistutta: Instances of Liberation in Rousseau
  4. James Belassie: A Metaphysical Rebellion: Camus and Psychotherapy

Part 3 – Self, Other, World 

  1. Manu Bazzano: Desire-Delirium: Notes on Deleuze and Therapy
  2. Paul Gordon: A Poetry of Human Relations: Merleau-Ponty and Psychotherapy
  3. Eugenia Lapteva: This Culture of Me: On Singularity, Secrecy and Ethics
  4. Federico Battistutta: Energy Ethics and the Thought of Difference in Luce Irigaray

Part 4 – Therapy, Language, Metaphysics 

  1. Julie Webb: Under Arrest: Wittgenstein and Perspicuity
  2. John Mackessy: A Penetrating Beam of Darkness
  3. Jeff Harrison: Lifting the Curse: Wittgenstein, Buddhism and Psychotherapy
  4. Devang Vaidya: Amor Fati: Suffering to Become the Person One is

 

Domenica 17 di aprile!

Autore: liberospirito 8 Apr 2016, Comments (0)

Staino-trivelle-2016

Nell’America del Sud le popolazioni andine praticano tuttora un culto di ringraziamento verso Pacha-mama, restituendo alla madre terra il nutrimento che essa fornisce loro. Viene scavata un’enorme buca nella quale i partecipanti al rito depongono gli alimenti e le pietanze appositamente cucinate. Ogni partecipante versa una porzione di cibo, ringraziando la madre terra. Al termine la buca viene completamente ricoperta e ogni partecipante depone una pietra. Al termine si forma una vera e propria montagnola di sassi. Solitamente si sceglie sempre il luogo più in alto per far sì che si trovi il più possibile vicino al Sole.

Ricordiamo questa celebrazione (come potremmo ricordarne altre, provenienti da culture differenti) per contrasto con quanto l’Occidente  – un Occidente oramai disteso su gran parte del pianeta – suole praticare nei confronti della Terra, sfruttandola, deturpandola, offendendola, usando ripetutamente violenza verso di lei. Una sensibilità religiosa non può restare indifferente dinanzi a ciò, dedicandosi a coltivare la salvezza della propria interiorità. Ci sono state persone, in passato, che hanno parlato della Terra come il corpo di Dio. Sono stati chiamati mistici; ma questo termine, in realtà, non racconta tutto: qui, mistica e politica scoprono l’intima vocazione di entrambe, dove cielo e terra si parlano e s’incontrano.

Scriviamo queste righe avendo in mente il referendum del 17 aprile. Certamente il quesito referendario è insufficiente, restrittivo (fissare una termine alle trivelle e all’estrazione di gas e petrolio), così come si è visto che l’esito dei referendum sono stati disattesi (si pensi a quello contro la privatizzazione dell’acqua).

Ciononostante è importane andare a votare Sì e andare in tanti. Così come è ugualmente importante rendersi conto che non è certo sufficiente mettere una crocetta su una scheda di tanto in tanto per difendere acqua, terra, diritti, libertà e democrazia. Tutt’al più, in questo modo, possono quietarsi le “anime belle”, le quali altro non desiderano che delegare ad altri e tornare alle occupazioni consuete. Laddove c’è invece necessità (viva, concreta necessità) di collocarsi in quel vasto crogiuolo di trasformazione – di sé, degli altri e del mondo – che tutto chiama, comprende e abbraccia.