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Archivi: luglio 2014

Affarismo vs. cooperazione

Autore: liberospirito 22 Lug 2014, Comments (0)

L’intervento di Alex Zanotelli che potete leggere qui sotto tocca molto da vicino la sua attività di missionario, ma al contempo tratta di questioni che interessano tutti, perchè riguarda il modo in cui i personaggi che ci governano gestiscono le relazioni con altri popoli, spacciando per cooperazione e sostegni umanitari mere speculazioni affaristiche. Per sottoscrivere l’appello di Zanotelli andare qui.

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In questi giorni è in discussione alla Camera, in seconda lettura, il disegno di legge “Disciplina generale sulla cooperazione per lo sviluppo”, approvata dal Senato il 25 giugno con 201 voti favorevoli (PD, Scelta Civica, Nuovo Centro Destra, 5 Stelle e Fi-Pdl), 15 astenuti (Lega e Misto-Sel) e nessun voto contrario.

E’ chiaro che il governo Renzi vuole affrettare l’approvazione di questo disegno di legge (sono quasi trenta anni che attendiamo una legge quadro sulla cooperazione!). Tutto questo, nella quasi totale assenza di dibattito pubblico, soprattutto da parte degli organismi di volontariato e del mondo missionario.
Eppure il mondo del volontariato italiano e missionario è stato testimone e ha toccato con mano le malefatte della cooperazione italiana, dagli anni ottanta ad oggi. Dal disastro della cooperazione socialista di Craxi in Somalia(fornivamo cibo ed armi per seppellire i nostri rifiuti tossici in quel paese), a quella democristiana di Andreotti in Etiopia (la politica delle dighe con le conseguenti deportazioni di intere popolazioni!). Dalla legge 73 del 1985 che stanziava 1900 miliardi di lire per la lotta alla fame nel mondo (servita a sfamare i partiti italiani!), alla malacooperazione del Ministero degli Esteri, con quell’incredibile intreccio tra affari e politica, che porterà poi a Tangentopoli( Nigrizia è stata la prima a denunciarlo con forza !). E poi con l’arrivo del berlusconismo, la Cooperazione è stata trasformata in un cinico business , che perdura tuttora,gestita dal Ministero degli affari esteri (la nostra politica estera è funzionale agli affari delle nostre imprese!).
Penso di poter riassumere le quaranta pagine della nuova legge quadro del governo Renzi con la stessa parola: business/affari. Nell’ultima legge-quadro sulla cooperazione, la 49 del 1987, il soggetto principale era il volontariato, nell’odierno disegno di legge il soggetto è diventato l’impresa. Questa legge fotografa bene l’ideologia portante del governo Renzi.
Eppure in questo paese pullulano migliaia di gruppi, di associazioni, di botteghe del commercio equo e solidale, di reti di finanza etica, di centri missionari che fanno cooperazione con tanti soggetti nel sud del mondo. Quando il governo italiano prenderà seriamente questa straordinaria ricchezza, dandole voce e permettendole di incidere sulle politiche della cooperazione? E’ incredibile che questa legge-quadro non prenda in considerazione tutto questo.
Quand’è che i nostri governi comprenderanno che la cooperazione, da governo a governo, non fa altro che arricchire le élites del sud del mondo? Arriverà il giorno in cui il nostro mondo politico incomincerà a capire i profondi cambiamenti avvenuti in questi ultimi trent’anni? Cambiamenti che domandano un altro tipo di cooperazione e di politica estera?
E’ possibile che in una legge del 2014, si usi ancora il linguaggio eufemistico e razzista di ‘paesi in via di sviluppo’? Com’è possibile ancora parlare di “sviluppo sostenibile” davanti a una crisi ecologica spaventosa che ci attanaglia? La problematica ambientale è totalmente assente da questo disegno di legge.
E’ possibile che i nostri legislatori non vedano le difficoltà del continente a noi più vicino, l’Africa, da dove arrivano sulle nostre coste, i naufraghi dello ‘sviluppo’? In una legge-quadro per la cooperazione, l’Africa non dovrebbe oggi essere una priorità?
Ma è grave che il governo italiano si limiti a parlare di cooperazione , senza stanziare i fondi per tali politiche. L’Italia infatti è maglia nera rispetto agli impegni presi in sede ONU, con un budget dell’0,1% del PIL a fronte di un promesso 0,7% , il che rende il nostro paese non affidabile in chiave internazionale. Siamo, per esempio, in forte debito con il Fondo di lotta all’Aids, Tubercolosi e Malaria.
Dove trovare tali risorse in questo momento di crisi? Semplice. Meno armi (l’assurdità degli F-35 che ci costeranno 15 miliardi di euro) e più impegno nella lotta contro l’impoverimento.
Per questo chiediamo al governo Renzi di ritirare e di riscrivere questo disegno di legge che è uno schiaffo sia alla dignità del popolo italiano che alla dignità dei tre miliardi di impoveriti nel mondo.
Ve lo chiede un povero missionario che ha vissuto sulla sua pelle, il dramma di chi vive nei bassifondi della vita e della storia, un credente in Dio che vuole vita piena per tutti i suoi figli/e.
Alex Zanotelli

Chi ha vinto (per ora)

Autore: liberospirito 17 Lug 2014, Comments (0)
“Chi ha vinto (per ora)” è il titolo di questo intervento di Lidia Menapace (breve ma quanto mai denso, secondo il suo stile). A quale vittoria si riferirisce l’autrice? Alle recenti elezioni europee? A Renzi? A Marchionne? Probabilmente, ma non solo. Potremmo dire, con un lessico un po demodè, che si tratta di un’analisi della fase attuale, di cui i vari Renzi e Marchionne sono solo epifenomeni o tutt’al più sgradevoli sintomi. E tutto questo discorso c’entra – e tantissimo – con un sentire religioso che non vuole ridursi ad un accantucciarsi intimistico. “Chi ha vinto (per ora)” non significa però auspicare la vittoria di una parte su di un’altra, ma andare al di là della logica del vincere e del perdere, per affermare semplicemente la vita. “Socialismo o barbarie”: il riferimento all’espressione di Rosa Luxemburg ci induce a segnalare, per chi non lo conosce, un piccolo ma prezioso libriccino, pubblicato alcuni anni fa da Adelphi dal titolo Un po’ di compassione, in cui l’autrice, rinchiusa in una prigione, assiste e partecipa alla sofferenza di un animale maltrattato.
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Questa mano della partita, o più precisamente questa partita della gara, l’ha vinta il capitalismo, il sistema vigente e dominante sul pianeta, secondo una opinione molto diffusa, che io pure del resto condivido.
Nella lunga contesa, il capitalismo via via ha vinto sul feudalesimo,  poi ha prodotto lo stato di diritto  con la Rivoluzione francese  e poi é cominciata una lunga storia di crisi sempre più gravi e pericolose, nel corso delle quali il capitalismo con la prima guerra mondiale ha cambiato comando, dall’Europa (Inghilterra) all’America (USA), e poi la seconda, ma con il necessario appoggio dell’Urss, uscendone dissanguato quasi quanto i vinti e in ogni modo da quella volta un assetto capitalistico certo sicuro ed egemone non vi è più stato. La crisi capitalistica si è approfondita tanto da essere riconosciuta come strutturale . Il campo anticapitalistico non é riuscito a comporre un disegno adeguato per trasformare la crisi del capitalismo in una occasione per avviare l’alternativa (che si chiami  anticapitalismo, socialismo o come vorremo).
  Senza ulteriori analisi, dico che per quanto mi risulta resto dell’opinione che il capitalismo ha vinto la partita di quella lunga gara in corso, ma non essendo in grado di superare la propria crisi, non produce né accetta o promuove un cambiamento di se stesso se non regressivo, e quindi siamo al noto dilemma luxemburghiano: “Socialismo (o comunque vorremo chiamare l’alternativa) o barbarie”. Di socialismo nemmeno l’ombra, ma la barbarie cresce ogni giorno sia nel senso delle atrocità quotidiane e sia nel senso di perdere ogni ombra di razionalità , sia nel senso di promuovere alcunchè di ragionevole.
  Il frutto più utile della sciagurata stagione che viviamo é che – se non ci diamo da fare per promuovere l’alternativa –  la barbarie fino alla guerra atomica è prevedibile.
Lidia Menapace

Sette incontri tra natura e cultura

Autore: liberospirito 11 Lug 2014, Comments (0)

Segnaliamo la quarta edizione di Razzolando nel cortile: sette incontri tra natura e cultura, che avrà luogo dal 26 luglio al 6 settembre, in Località Ferrari 24/A, Bore (PR). L’iniziativa è organizzata dall’associazione Psiche&Natura (www.psichenatura.it). A seguire il programma completo della rassegna.

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Sabato 26 luglio, ore 18.00
Natura e Fotografia
Impressioni sulle acque del fiume Sesia, mostra fotografica di Cesaria Zaccarini (in mostra tutti i sabati dal 26 luglio al 6 settembre, dalle ore 17 alle 20).
L’inaugurazione sarà preceduta da una conversazione di Federico Battistutta: L’acqua: materia, simbolo e mito.

Sabato 2 agosto, ore 18.00
Natura e Popoli
Tuareg, l’altra berberità, con Emilio Bibini e Zakaria Yahaya.

Sabato 9 agosto, ore 18.00
Natura e Architettura
L’architettura in terra cruda, ricchezza e marginalità, con Gaia Bollini.

Sabato 16 agosto, ore 18.00
Natura e Arte
Nel giardino segreto, proiezione del documentario sull’artista Mainrad Craighead. Introduce Silvia Papi.

Natura e Guerra
Esigete! Un disarmo nucleare totale, presentazione del libro di Stéphane Hessel e Albert Jacquard con Alfonso Navarra.

Sabato 30 agosto, ore 18.00
Natura e Psicologia
I primati siamo noi. L’uomo scimmia. Implicazioni psicologiche animali e comparate, con Angelo Tartabini.

Sabato 6 settembre, ore 21.00
Natura e Musica
Canti e ritmi d’oriente. Il linguaggio iniziatico della musica di Gurdjieff. Concerto con l’Ensemble de la Paix.

Per informazioni: Emilio Bibini, tel. 0525 79593. 333 4859 671. E-mail: [email protected]

Che possano esistere dei cristiani anarchici (o degli anarchici cristiani) potrà stupire molti. L’accostamento dei due termini sembra un vero e proprio ossimoro. Eppure… Eppure esiste un cristianesimo anarchico: basti pensare a diverse correnti considerate come eretiche nei secoli passati. O per venire al nostro tempo ricordare figure, fra loro molto diverse, ma accomunate dalla medesima sensibilità religiosa e politica: da Lev Tolstoj a Simone Weil, da Ivan Illich a Jacques Ellul. E in Italia Aldo Capitini, Ferdinando Tartaglia e, vicinissimo a noi (dal punto di vista cronologico) don Gallo.

thecatholicworkerfarm.org

Questa breve premessa per segnalare un convegno che si terrà in Inghilterra (per la precisione presso la Catholic Worker Farm) nel mese di luglio. Tale evento è organizzato in collaborazione con la rivista “A Pinch of Salt”;  il titolo è:  Comforting the Afflicted, Afflicting the Comfortable. Sono previsti workshop, tavole rotonde, momenti di riflessione e di socializzazione. Ci sono alcuni posti letto a disposizione e lo spazio nel campo per chi porta la propria tenda. Gli arrivi sono previsti entro le ore 12 del 18 luglio: le partenze per le ore 12 del 21 luglio. Gli organizzatori sono in grado di accogliere le persone in piccoli gruppi presso la stazione della metropolitana Rickmansworth (Metropolitan Line London Underground). Tutto il convegno è gratuito, ma le donazioni a sostegno della comunità ospitante e a “A Pinch of Salt” saranno benvenute.

L’indirizzo completo è il seguente: The Catholic Worker Farm, Lynsters Farm, Old Uxbridge Road, West Hyde, Hertfordshire, WD3 9XJ United Kingdom.

Web Site: www.thecatholicworkerfarm.org
E-mail:  [email protected]