Crea sito

Archivi: ottobre 2013

Sull’orlo dell’abisso (ecologico)

Autore: liberospirito 27 Ott 2013, Comments (0)
Questo intervento di Alex Zanotelli (proveniente da www.ildialogo.org) affronta un tema di un’urgenza a dir poco allarmante (concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera, aumento della temperatura globale, etc.). E l’allarme è determinato proprio dall’indifferenza generale dei cosiddetti organi competenti; la cui competenza è ristretta all’elaborazione di strategie volte alla massimizzazione dei profitti. Costi quel che scosti, appunto…Da leggere e, per quanto possibile, da far girare.
cambiamenti-climatici
Stiamo andando nel silenzio generale verso un altro importante appuntamento internazionale: la Conferenza delle Parti (COP 19) che si terrà a Varsavia, 11-12 novembre. Eppure non c’è nell’agenda dei nostri politici.
E questo nonostante il quinto Rapporto IPCC (Panel Internazionale per i Cambiamenti Climatici) presentato a Stoccolma il 27 settembre scorso e frutto di una ricerca scientifica durata sei anni.
Il Rapporto afferma che la concentrazione di CO2 (anidride carbonica) nell’atmosfera è al limite di guardia e tra dieci anni saremo fuori dall’area di sicurezza. Le emissioni di gas serra continuano a crescere del 2-3% l’anno. Andando avanti così, gli scienziati dell’IPCC dicono che , a fine secolo, la temperatura potrebbe arrivare a +5,5 gradi. Gli scienziati indicano anche le cause responsabili di questo processo: i combustibili fossili (petrolio, carbone e metano) e la deforestazione. E la comunità scientifica concorda che la colpa è dell’uomo.
Il clima è impazzito e la Madre Terra non sopporta più il più vorace degli animali: l’uomo. Ci attende una tragedia con conseguenze devastanti per l’umanità (scioglimento dei ghiacciai, innalzamento dei mari, tempeste come Sandy, centinaia di milioni di rifugiati climatici).
E’ in atto un biocidio , un geocidio .
“Moralmente noi abbiamo sviluppato una risposta al suicidio, all’omicidio, al genocidio- ha scritto il teologo ecologista Thomas Berry – ma ora ci troviamo a confrontarci con il biocidio , l’uccisione di sistemi vitali, e il geocidio, l’uccisione del Pianeta Terra nelle sue strutture vitali e funzionali. Queste opere sono un male maggiore di quanto abbiamo conosciuto fino ad oggi, male per il quale non abbiamo principi né etici, né morali di giudizio. Una semplice dottrina della custodia del creato non sembra più adeguata per affrontare problemi così gravi.” E’ una situazione che interpella tutti, credenti e non. Giustamente lo stesso Berry afferma che “la più significativa divisione tra gli esseri umani non è basata né su nazionalità né sull’etnia né sulla religione, ma piuttosto è una divisione fra coloro che dedicano la loro vita a sfruttare la terra in una maniera deleteria, distruggendola, e coloro che si dedicano a preservare la terra in tutto il suo naturale splendore.”. Credenti e non sono convocati oggi nella storia a un salto di qualità per affrontare una situazione così grave e minacciosa. E’ in ballo la vita, è in ballo il futuro dell’umanità.
Lo stiamo toccando con mano qui in Campania , una terra avvelenata da rifiuti tossici, dai fuochi di materiali tossici, dalle megadiscariche…Noi stiamo morendo di tumori, leucemie. Lo stiamo toccando con mano a Taranto avvelenata dall’inquinamento industriale, con quasi novemila malati di cancro, con piombo nel sangue dei bambini e diossine nel latte materno. Nel microcosmo osserviamo quello che avviene nel macrocosmo: la Madre Terra è violentata, avvelenata, degradata; non sopporta più la specie umana.
Sono però profondamente convinto che ce la possiamo fare partendo dalle nostre realtà locali. Per questo c’è bisogno di un grande lavoro di informazione e coscientizzazione che porti a una rivoluzione culturale (è agghiacciante il silenzio dei media su questi temi!).
Una rivoluzione culturale che chiede a tutti:
-stile di vita più sobrio ed essenziale;
-riciclaggio totale dei rifiuti ,opponendoci agli inceneritori;
-bilancio energetico nazionale che riduca del 30% le emissioni di gas serra entro il 2020;
-sostegno al Piano della Commissione Europea che prevede una riduzione per tappe dell’80% delle emissioni di gas serra entro il 2050;
-un fondo per le nazioni del Sud del mondo per fronteggiare i cambiamenti climatici, ricordando il nostro debito ecologico nei loro confronti.
E’ partendo da queste basi che dobbiamo mobilitarci, dal basso, come cittadinanza attiva, per forzare i governi e la politica a una svolta epocale. Purtroppo in questi anni abbiamo in larga parte fallito sia a livello locale che nazionale ed internazionale. Basterebbe, a livello mondiale, ricordare il fallimento delle varie Conferenze delle Parti (COP) sui cambiamenti climatici, da Copenhagen (2009) a Durban (2010), da Cancun (2011) a Doha (2012). Il prossimo appuntamento importante sarà a Varsavia dove si terrà la COP19 (11-12 novembre 2013). Dopo un Rapporto così duro dell’IPCC sulla situazione climatica del Pianeta, non possiamo accettare un altro fallimento a Varsavia.
L’IPCC afferma che il disastro ambientale potrebbe essere evitato se in pochi anni si dimezzassero le emissioni di gas serra causate dall’uso di petrolio, carbone e metano. Ma manca la volontà politica per farlo. Infatti dopo il fallimento del vertice del 2009 a Copenhagen i governanti si sono affidati agli impegni volontari di riduzione del CO2, rimandando al 2020 una cura più efficace..
“Proseguendo su questa strada- ha scritto il teologo della liberazione Leonardo Boff – ci troveremo di fronte , e non manca molto, a un abisso ecologico. Come ai tempi di Noè, continuiamo a mangiare, a bere, e ad apparecchiare la tavola del Titanic che sta affondando. La casa sta prendendo fuoco e mentiamo agli altri dicendo che non è niente.”
Alex Zanotelli

Per il 3 di ottobre

Autore: liberospirito 26 Ott 2013, Comments (0)

Non c’è giorno che non vi sia attraversamento o sbarco dal Mediterraneo per giungere alle nostre coste, in cerca di uno scampolo di vita e di dignità. Stiamo parlando dei migranti. Fra le altre cose si è costituito di recente il Comitato 3 ottobre avente come obiettivo quello di celebrare – appunto il 3 ottobre di ogni anno – la Giornata delle memoria delle vittime del mare, in ricordo delle centinaia di profughi morti davanti alle coste di Lampedusa. Su questi temi pubblichiamo di seguito una poesia di Erri De Luca che dice più di tanti lunghi, lambiccati discorsi.

Clandestini, 390 arrivati a Lampedusa in due sbarchi

Abbiamo amato l’Odissea, Moby Dick, Robinson Crusoe,
i viaggi di Sindbad e di Conrad,
siamo stati dalla parte dei corsari e dei rivoluzionari.
Cosa ci fa difetto per non stare con gli acrobati di oggi,
saltatori di fili spinati e di deserti,
accatastati in viaggio nelle camere a gas delle stive,
in celle frigorifere, in container, legati ai semiassi di autocarri?
Cosa ci manca per un applauso in cuore,
per un caffè corretto al portatore di suo padre in spalla
e di suo figlio in braccio
portato via dalle città di Troia, svuotate dalle fiamme?
Benedetto il viaggio che vi porta, il Mare Rosso che vi lascia uscire,
l’onore che ci fate bussando alla finestra.

Erri De Luca

erri-de-luca

Per un nuovo credo

Autore: liberospirito 22 Ott 2013, Comments (0)

Quella che segue (ripresa dal blog Parresia/Teologia e Liberazione – http://teologiaeliberazione.blogspot.it/) è la professione di fede pronunciata da Frei Betto, teologo e scrittore brasiliano, esponente di rilievo – insieme a Leonardo Boff e altri – della Teologia della Liberazione (fra l’altro venne imprigionato e subì torture durante la dittatura miltare nel suo Paese). Le righe che seguono – affrancate da gioghi dogmatici – ci sembrano elementi più che interessanti da cui partire e su cui riflettere.

Frei-Betto

Credo nel Dio liberato dal Vaticano e da tutte le religioni esistenti e che esisteranno. Il Dio che è antecedente a tutti i battesimi, pre-esistente ai sacramenti e che va oltre tutte le dottrine religiose. Libero dai teologi, si dirama gratuitamente nel cuore di tutti, credenti e atei, buoni e cattivi, di quelli che si credono salvati e di quelli che si credono figli della perdizione, e anche di quelli che sono indifferenti al mistero di ciò che sarà dopo la morte.

Credo nel Dio che non ha religione, creatore dell’universo, donatore della vita e della fede, presente in pienezza nella natura e nell’essere umano. Dio orefice di ogni piccolo anello delle particelle elementari, dalla raffinata architettura del cervello umano fino al sofisticato tessuto dei quark.

Credo nel Dio che si fa sacramento in tutto ciò che cerca, attrae, collega e unisce: l’amore. Tutto l’amore è Dio e Dio è il reale. E trattandosi di Dio, non si tratta dell’assetato che cerca l’acqua ma dell’acqua che cerca l’assetato.

Credo nel Dio che si fa rifrazione nella storia umana e riscatta tutte le vittime di tutti i poteri capaci di far soffrire gli altri. Credo nella teofania permanente e nello specchio dell’anima che mi fa vedere gli altri diversi dal mio io. Credo nel Dio, che come il calore del sole, sento sulla pelle, anche se non riesco a contemplare la stella che mi riscalda.

Credo nel Dio della fede di Gesù, Dio che si fa bambino nel ventre vuoto della mendicante e si accosta nell’amaca per riposarsi dalle fatiche del mondo. Il Dio dell’arca di Noé, dei cavalli di fuoco di Elia, della balena di Giona. Il Dio che sorpassa la nostra fede, dissente dei nostri giudizi e ride delle nostre pretese; che si infastidisce dei nostri sermoni moralisti e si diverte quando il nostro impeto ci fa proferire blasfemie.
Credo nel Dio che, nella mia infanzia, piantò una acacia in ogni stella e, nella mia giovinezza, si mise in ombra quando mi vide baciare la mia prima innamorata. Dio festeggiatore e bisboccione, lui che creò la luna per adornare la notte della delizia e l’aurora per incorniciare la sinfonia del volo degli uccelli all’albeggiare.
Credo nel Dio dei maniaci-depressi, dell’ossessione psicotica, della schizofrenia allucinata. Il Dio dell’arte che denuda il reale e fa risplendere la bellezza pregna di densità spirituale. Dio ballerino che, sulla punta dei piedi, entra in silenzio sul palcoscenico del cuore e, cominciata la musica, ci afferra fino alla sazietà.
Credo nel Dio dello stupore di Maria, del camminare laborioso delle formiche e dello sbadiglio siderale dei fiorellini neri. Dio spogliato, montato su un asino, senza una pietra dove appoggiare il capo, atterrato dalla sua stessa debolezza.
Credo nel Dio che si nasconde nel rovescio nella ragione atea, che osserva l’impegno degli scienziati per decifrare il suo gioco, che si incanta con la liturgia amorosa dei corpi che giocano per ubriacare lo spirito.
Credo nel Dio intangibile all’odio più crudele, alle diatribe esplosive, al cuore disgustoso di quelli che si alimentano con la morte altrui. Dio, misericordioso, si fa quatto fino alla nostra piccolezza, supplica un soave messaggio e chiede una ninna nanna, esausto davanti alla profusione delle idiozie umane.
Credo, soprattutto, che Dio crede in me, in ognuno di noi, in tutti gli esseri generati per il mistero abissale di tre persone unite per amore e la cui sufficienza traboccò in questa creazione sostenuta, in tutto il suo splendore, dal filo fragile del nostro atto di fede.
Frei Betto

Il filo d’oro

Autore: liberospirito 16 Ott 2013, Comments (0)

filo_d_oro_weick

A partire da sabato 19 ottobre, a Piacenza, presso la Biblioteca Passerini-Landi, prenderà inizio la rassegna  «Il filo d’oro : incontri con uomini straordinari, dai documentari di Werner Weick».  La rassegna si propone, da un lato di far conoscere l’opera del regista documentarista svizzero Werner Weick,  che nel corso della sua carriera ha ritratto diversi personaggi: filosofi, artisti, studiosi, incontrandoli e studiandoli da vicino, seguendone le tracce in giro per il mondo; dall’altro questi incontri daranno l’opportunità per parlare della spiritualità contemporanea, affrontata a partire da diversi punti di vista e attraverso l’esperienza di autori noti e meno noti che della ricerca spirituale hanno fatto il centro della loro vita.

Gli incontri si terranno nella Sala Balsamo, via Carducci 14 (1° piano), dalle ore 17. Questo Il programma:
19 Ottobre – Presentazione del documentario su Raimon Panikkar, con Federico Battistutta
26 Ottobre – Presentazione del documentario su Jiddu Krishnamurti, con Federico Battistutta
9 Novembre – Presentazione del documentario su Etty Hillesum, con Giovanni Zilioli
16 Novembre – Presentazione del documentario su Thomas Berry, con Federico Battistutta
23 Novembre – Presentazione del documentario su Hermann Hesse, con Roberto Tagliaferri

Per uletriori informazioni: tel. 0523-492410. Sito: http://passerinilandi.biblioteche.piacenza.it.Pagina facebook: https://www.facebook.com/passerinilandi

John Shelby Spong in Italia

Autore: liberospirito 6 Ott 2013, Comments (0)

john spong

Il teologo americano John Shelby Spong sarà in Italia. Vescovo episcopaliano di Newark (U.S.A.), ha insegnato presso diverse università: Harvard, Drew, University of the Pacific e Berkeley Graduate Theological Union. E’ autore di diversi saggi, alcuni dei quali hanno raggiunto un vasto pubblico. In italiano sono stati tradotti, per l’editore Massari e a cura di Ferdinando Sudati i seguenti libri: Un cristianesimo nuovo per un mondo nuovo (2010), Gesù per i nonreligiosi (2012) e Il quarto Vangelo (2013).

In Italia, sarà a Bergamo per un paio di incontri dal titolo “Dio non è così. Recuperare il divino al cuore dell’umano”. Lunedì 14 ottobre, presso la sala della Fondazione Serughetti La Porta alle ore ore 20.45 terrà una conferenza, preceduta da un’introduzione di  Ferdinando Sudati. Martedì 15 ottobre, presso l’aula 2 della facoltà di Scienze umanistiche dell’Università di Bergamo, in via Pignolo 123, dalle ore 16.45 alle 20.00 si terrà un seminario di approfondimento con John S. Spong, a cui parteciperanno Federico Battistutta, Giulio Brotti, Enrico Giannetto, Ivo Lizzola, Marco Marzano, Giuliano Zanchi e Luciano Zappella; coordinerà l’incontro Fulvio Manara.

L’iniziativa avviene ad opera della Fondazione Serughetti La Porta, dell’Università di Bergamo e della Comunità di Ricerca “Culture Religioni Diritti Nonviolenza”. Per eventuali informazioni: [email protected]

Pacha mama e i pirati della libertà

Autore: liberospirito 2 Ott 2013, Comments (0)

russia-azione-greenpeace-contro-gazprom

Continua il lavoro di stupro della natura. E di conseguenza continuano anche le proteste. Ci riferiamo a quanto sta accadendo proprio in questi giorni in Russia. Inbreve: la mattina del 18 settembre due attivisti di Greenpeace vengono arrestati mentre protestano contro le trivellazioni petrolifere sulla Prirazlomnaya, una piattaforma di estrazione della Gazprom nel mare di Pechora, al largo delle coste russe. Il giorno successivo la Guardia costiera russa abborda illegalmente la nave Arctic Sunrise di Greenpeace International, in acque internazionali, arrestando altri 28 attivisti. Martedì la nave arriva nel porto di Murmansk. Giovedì 26/09 ha inizio il processo: immediata arriva la notizia della custodia cautelare di due mesi per ventidue attivisti,  in attesa di ulteriori indagini. Per gli altri otto il verdetto viene formalizzato nel corso del weekend. Infine, oggi 2 ottobre vengono diffusi ulteriori, inquietanti aggiornamenti: la giustizia russa ha formalmente contestato l’accusa di pirateria nei confronti di cinque dei 30 attivisti, i quali ischiano fino a 15 anni di carcere. Immediata la reazione da parte dell’organizzazione. Con le parole di Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International: «L’accusa di pirateria è rivolta a uomini e donne il cui unico crimine è quello di avere una coscienza. Questo è assolutamente scandaloso e mina alla base i principi della protesta pacifica. Assurdo qualificare gli attivisti come pirati, vogliono solo intimidirci e farci tacere, ma non desisteremo».

E’ immediatamente partita, a livello internazionale, una campagna per chiedere che tutti gli attivisti trattenuti vengano immediatamente rilasciati e che al contempo vengano interrotte le trivellazioni petrolifere nell’Artico. Al momento più di 700mila persone hanno sottoscritto la petizione. Pure noi, nel nostro piccolo sosteniamo questa mobilitazione, per difendere la natura (ciò che i popoli amerindi chiamano Pacha Mama, la madre terra), per difendere la libertà.  E’ possibile appoggiare concretamente questa iniziativa inviando subito un’e-mail all’ambasciata russa in Italia, chiedendo la liberazione degli attivisti incarcerati e l’interruzione del lavoro delle trivelle.