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Archivi: luglio 2011

Quale era per l’uomo contemporaneo?

Autore: liberospirito 28 Lug 2011, Comments (0)

Ere geologiche: lezione di ripasso

Conosciamo le ere geologiche che ha attraversato, e ancora sta attraversando, la Terra che ci ospita? Si parla di momenti enormi, quanto a dimensioni temporali, che è pressoché impossibile raffigurarseli nella mente. Forse qualcuno si ricorderà questi nomi ripescandoli nella memoria dei propri trascorsi scolastici. Sono l’era precambriana, paleozoica, mesozoica, cenozoica e neozoica. Seppur brevemente, proviamo a rivederle insieme.

Il Precambriano è la prima grande era che ebbe inizio all’incirca quattro miliardi e mezzo di anni fa. Si conosce veramente poco di quest’epoca. I mari iniziarono poco alla volta a popolarsi di forme di vita molto semplici, poi via via più complesse.

L’era paleozoica deve il suo nome alla scoperta delle prime forme di vita biologica e, anche se successivamente si risalì a forme di vita più antiche, rimase il nome che originariamente le era stato attribuito. Il Paleozoico giunge fino a 271 milioni di anni fa.

L’era mesozoica è l’età di mezzo della terra, che dura 180 milioni di anni; in quest’era prevalgono come specie animali i rettili ed il Mesozoico sarà, fra le altre cose, caratterizzato dalla comparsa e scomparsa dei dinosauri (qualcuno si ricorda di Jurassic Park di Steven Spielberg?).

Poi c’è l’era cenozoica, l’era dei mammiferi. A causa dell’abbassamento della temperatura e della profondità oceanica avvengono le migrazioni di alcune di queste specie verso vaste distese erbose, le praterie, con la conseguente diffusione di animali erbivori, come  gli equini, e dei suoi predatori, i felini. Successivamente si avrà la comparsa delle prime scimmie e il seguente sviluppo di scimmie antropomorfe che condurrà alla specie homo. Infatti, tra i sette e i cinque milioni di anni fa dall’albero evolutivo dei primati si formò il ramo che diede origine ai nostri antenati. Se paragoniamo a un giorno la storia della Terra, ecco che l’orologio sta per battere la mezzanotte: proprio in questo momento l’uomo fa il suo ingresso sul pianeta.

A questo punto entriamo nell’era Neozoica (dal greco vita nuova) o Quaternaria – che deve il nome alla comparsa e alla diffusione dell’uomo – un’età che va da 1,8 milioni di anni fa fino ad oggi. L’arco di tempo caratterizzato dalla presenza umana viene poi suddiviso in periodi i cui nomi sono correlati allo sviluppo della conoscenza, della scienza e della tecnica da parte dell’uomo. Questi periodi sono: il Paleolitico, il Mesolitico, il Neolitico, il Calcolitico (o età del Rame), l’Eneolitico (o età del Bronzo), l’Età del Ferro, sino a giungere all’Età del Silicio, vale a dire l’epoca odierna, caratterizzata dall’uso di materiali elettronici e dall’informatizzazione del sapere e della cultura.

L’era ecozoica

Giunti fin qui, il discorso si può ritenere concluso o si possono intravedere già nuovi esiti possibili? Proponiamo, accostandoli, i punti di vista di due importanti ecoteologi: Thomas Berry e Leonardo Boff, i quali con spirito affatto profetico squarciano il velo che ottenebra la capacità di comprendere e di vedere oltre le crisi in cui ci troviamo.

Thomas Berry, discepolo e prosecutore del pensiero di Teilhard de Chardin, storico delle culture, bioregionalista, ha dedicato gran parte della sua attività nel propugnare un cambiamento della società occidentale in chiave ecocentrica, in grado di riconoscere la storia della Terra come un unico testo sacro di una visione spirituale (meglio: ecospirituale) del mondo, in base alla quale ciascuno si impegna a vivere con consapevolezza nel proprio territorio, nella propria bioregione. Egli ha anche tratteggiato i lineamenti di una futura era ecozoica, rispetto ai quali proponiamo alcune interessanti articolazioni.

Secondo Th. Berry, se i principali sviluppi del Cenozoico avvennero, per forza di cose, interamente al di fuori di ogni intervento umano, nell’Ecozoico noi umani avremo invece un’influenza determinante pressoché in quasi tutti i processi evolutivi: “anche se non sappiamo come produrre un filo d’erba, questo non potrà crescere se non è accettato, protetto e sostenuto da noi”. Pertanto nell’Ecozoico si imporrà un nuovo ruolo sia per la scienza che per la tecnologia. Le prime dovrebbero provvedere a una comprensione integrale della Terra e delle modalità in cui le attività umane e terrestri possono vicendevolmente potenziarsi. Dal canto loro le scienze biologiche svilupperanno un “sentimento per tutto ciò che vive”, un rispetto più profondo della soggettività presente nei vari esseri viventi della Terra. E, per finire, le tecnologie umane si armonizzeranno finalmente con quelle del mondo naturale. Ma questa era ecozoica potrà diventare una realtà solo mediante il riconoscimento della dimensione femminile della Terra e mediante l’assunzione di una responsabilità comune – sia maschile che femminile – per stabilire una comunità terrestre integrata.

Sempre lungo la medesima linea si collocano le riflessioni di Leonardo Boff, teologo brasiliano, già esponente di punta della teologia della liberazione. Egli definisce la fase attuale nei termini di era tecnozoica. Oggi, qui, domina la tecnoscienza, al servizio della megamacchina produttiva, con la quale si sfruttano in forma sistematica e sempre più accelerata tutte le risorse, per lo più a beneficio di una minoranza della popolazione mondiale, lasciando ai margini il resto dell’umanità. A tale scopo, tutta la Terra viene occupata, dominata e sfruttata, saturandola di elementi tossici al punto che essa rischia di perdere ogni capacità di metabolizzarli.

Anche secondo Boff l’alternativa sta nel passaggio all’era ecozoica. Da oltre tredici miliardi di anni l’universo esiste e si espande, spinto da una insondabile energia di fondo; è un processo unitario, articolato e complesso che ha prodotto le galassie, il nostro Sole, i pianeti, compresa la Terra; ha dato inoltre origine alle prime cellule viventi, agli organismi multicellulari, al proliferare della fauna e della flora, fino all’autocoscienza umana che consente di percepirci come parte di un tutto. Ma il futuro di questo vasto processo si giocherà proprio nel passaggio da un’era tecnozoica, con i tremendi rischi che contiene, a quella ecozoica, la quale ambisce a mantenere i ritmi della Terra, producendo e consumando dentro i limiti necessari, ponendo la persistenza e il benessere dell’uomo unitamente a quelli di tutta la comunità terrestre come interesse precipuo. Qui si gioca il futuro prossimo venturo, qui scienza, politica, cultura e religione possono e debbono incontrarsi e collaborare.

Federico Battistutta

www.ilcambiamento.it