L’altro giorno sono iniziati i bombardamenti contro la Libia. Anche l’Italia è della partita. C’è chi ha parlato (il presidente Napolitano) di offrire il nostro aiuto a un popolo che sta vivendo il suo personale “Risorgimento”: l’azione umanitaria (sic!) dovrebbe avere come obiettivo quello di liberare il popolo libico dal despota Gheddafi, che sta tiranneggiando e trucidando la sua stessa gente. Ma più di una voce ha sollevato la domanda: perché, tra tutti Paesi in cui vengono regolarmente violati i diritti umani, interveniamo soltanto in Libia e proprio adesso? Forse la risposta sta nel provare a mettere in relazione la crisi della centrale nucleare in Giappone con questo intervento militare: cioè, la necessità di avere sempre più energia a disposizione hic et nunc, considerando i rischi connessi alla produzione di quella nucleare; ma anche la volontà di sovradeterminare le recenti rivolte scoppiate nelle aree geopolitiche ricche di petrolio, di cui il “caso Libia” è l’esempio più attuale e drammatico. Non si può restare zitti di fronte a tali avvenimenti. Anche questo blog prende parola, riportando di seguito l’appello scritto da Giulietto Chiesa, Alex Zanotelli, Massimo Fini e altri, apparso un paio di giorni fa.
| No all’intervento militare contro la Libia
Mi proponevo di scadenzare i miei interventi a ritmi più lunghi, ma la crisi mondiale galoppa a tale velocità che non si può restare indietro. Poiché temo che siamo alla vigilia di una guerra, questa volta alle nostre porte, ritengo mio dovere dire cosa sta succedendo. Lo faccio non da solo, ma insieme ad altre persone che stimo. Forse contiamo poco, ma, per quel poco, abbiamo deciso di far sentire la nostra voce. Per un dovere non solo politico ma soprattutto morale. Noi non usiamo due pesi e due misure. E ricordiamo, per esempio, il silenzio che accompagnò l’eccidio dei palestinesi della striscia di Gaza. Allora nessuno gridò all’intervento militare contro i massacratori e contro uno stato sovrano quale Gaza era già divenuto. Giulietto Chiesa, Marino Badiale, Maria Bonafede, Gennaro Carotenuto, Angelo Del Boca, Tommaso Di Francesco, Massimo Fini, Maurizio Pallante, Fernando Rossi, Alex Zanotelli. |

