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Archivi: luglio 2010

L’ora di religione

Autore: liberospirito 20 Lug 2010, Comments (0)

L’ora di religione è il titolo di un film di Marco Bellocchio, decisamente fra i meno riusciti del regista piacentino, anche se gli valse il premio della giuria ecumenica al festival di Cannes del 2002. Ma non è di cinema che intendo parlare, bensì della nostra prosaica realtà.

Mesi fa il viceministro Adolfo Urso (PdL, di area finiana) propose di istituire l’ora di religione islamica a scuola. Il  vicepresidente della comunità religiosa islamica italiana, l’imam Yahya Pallavicini, ha salutato in modo positivo la proposta. Pare che anche D’Alema si sia dichiarato favorevole. Da coerente e pervicace leghista si è invece dichiarato fermamente contrario Luca Zaia – attuale governatore della Regione Veneto – il quale ha rilanciato la proposta dell’ora di religione cattolica obbligatoria per gli studenti islamici: “Serve a far capire a loro perché noi siamo così”, ha spiegato. Di parere negativo pure Mario Baccini (cristiano ex UDC, ora PdL): “La proposta Urso non merita nemmeno considerazione: bisogna prima parlare del sano principio di reciprocità tra Paesi: dove c’é una moschea ci dev’essere una chiesa”, ha affermato. (Ma l’on. Baccini, da avveduto cristiano, non dovrebbe ricordarsi che qualcuno una volta ha detto: “A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica”?).

Più recente è invece la sentenza del Consiglio di Stato nella quale è stato espresso parere favorevole al fatto che l’insegnamento della religione cattolica contribuisca alla determinazione del credito scolastico, con l’ovvia conseguenza che coloro che non seguono l’ora di religione non potranno usufruire di tale credito. Il ministro dell’Istruzione Gelmini ha esultato, in quanto i giudici amministrativi hanno ribaltato una precedente sentenza del Tar del Lazio che l’anno scorso bloccò le ordinanze emanate dall’ex ministro Giuseppe Fioroni (PD), nelle quali si affermava appunto che anche l’insegnamento della religione cattolica avrebbe contribuito alla dote in punti che i ragazzi raccolgono nell’ultimo triennio in vista della maturità (rimane vivo il sospetto che tale ordinanza sia un escamotage per frenare l’emorragia di studenti da queste lezioni).

Si ha le netta sensazione che tutto ciò abbia molto a che fare con i maneggi politici (il cui profilo può apparire alto o basso, secondo i gusti) per ingraziarsi la CEI e poco o nulla con la religione. Ricordiamo che la questione dell’insegnamento della religione cattolica si è creata nel nostro Paese col concordato fascista del ’29. Da allora, si è andata configurando una categoria particolarissima di docenti designati dalla Chiesa cattolica, ma stipendiati dallo Stato. Questa situazione, rimasta invariata con l’avvento della repubblica, è stata ribadita nel 1984 in occasione della revisione del concordato dall’allora capo del governo Bettino Craxi.

Oggi c’è l’ora di religione cattolica per i cattolici e domani magari quella islamica per gli islamici; e cosa diranno a questo punto gli ebrei, i testimoni di Geova, i buddhisti, i new agers? Chiudo con una modesta proposta: se è vero, come è vero, che ci stiamo incamminando verso una società interculturale e interreligiosa, non sarebbe più sensato, anziché perseverare in una lottizzazione dell’istruzione religiosa da parte delle varie confessioni, pensare a uno studio del sentimento e dell’esperienza religiosa (come nasce e come si sviluppa) rivolto a tutti, credenti e praticanti di questa o quella religione, così come ai non credenti, agli atei, agli agnostici e ai perplessi, con insegnanti regolarmente reclutati come nelle altre discipline?

Scriblerus

Libero spirito

Autore: liberospirito 14 Lug 2010, Comments (0)

libero spirito

Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va

L’espressione “spirito libero” la troviamo utilizzata per lo più in riferimento a persone di ampie vedute, insofferenti al conformismo e a forme di pensiero rigide. Ma l’espressione “libero spirito” non dice solo questo, indica qualcosa d’altro, allude a qualcosa di più.

Vi è innanzitutto un rimando storico ai fratelli del libero spirito, presenti nel basso medioevo in diverse aree europee, dalla Francia ai Paesi Bassi, dalla Boemia all’Italia; essi professavano tutti la presenza della Spirito santo che li pervadeva e li rendeva puri, secondo il detto di Paolo di Tarso “Tutto è puro per i puri” (Lettera a Tito 1,15) e, in tal senso, si ritenevano liberi da ogni autorità ecclesiastica. Non solo: quello che è interessante è che il libero spirito assunse la forma del movimento, non quello di una nuova Chiesa – con tanto di dogmi e gerarchie – da contrapporre a quella di Roma. A questo indirizzo, assai diversificato al suo interno, può essere collegato quello delle beghine e dei begardi (un nome fra i tanti: Margherita Porete), quello degli apostolici di fra Dolcino e Margherita di Trento, così come lo spirito di libertà annunciato da Bentivegna di Gubbio, o la corrente della libera intelligenza del XIV secolo, solo per ricordare, in modo frammentario e disordinato, alcuni dei nomi di questa indimenticabile esperienza.

Queste sono le parole con cui abbiamo aperto alcuni mesi or sono il sito www.liberospirito.org. Si tratta di un archivio e di una biblioteca on line da aggiornare costantemente, divisa per autori e tematiche, mettendo a disposizione materiali da consultare, leggere e scaricare. Ci siamo resi conto che mancava però uno spazio legato all’attualità: abbiamo preso allora la decisione di dare vita a un blog, in modo da avere l’opportunità di comunicare iniziative in corso (incontri, convegni, seminari), dibattere su questioni urgenti o contingenti, con l’intenzione di creare e mantenere un rapporto più stretto con chi – come noi – è interessato a riflettere intorno a quest’area di idee e  pratiche.

Il nostro desiderio è quello di riuscire a costruire un dialogo religioso vero, aperto, plurale, dove l’attributo ‘religioso’ possa realmente indicare, prima ancora di designare uno specifico settore d’indagine (l’ambito religioso, appunto), la religiosità inerente al dialogare stesso di noi esseri umani. Di questo si sente forte la mancanza oggi, di qui vogliamo partire.

Per ogni contatto: [email protected]